Corriere Fiorentino

Una prosa asciutta per un giallo che spiazza il lettore

- Di Simone Innocenti

C’è qualcosa che ricorda la prosa di Robert Walser nelle pagine di «Voci di matti-storia di un inganno» (Scatole Parlanti, 88 pagine), il nuovo romanzo di Fernando Quatraro, fondatore nel 1995 della casa editrice «effequ» e nel 2017 della Libreria Periferica ad Albinia. Quel qualcosa è il piglio del narratore che incede con grazia, volutament­e asciutta, nella storia ideata da Quatraro. Apparentem­ente un giallo: a Elsa, ricercatri­ce precaria che aspetta la pubblicazi­one di «Voci di matti», viene sottratta l’idea di quella che era un’opera sulla follia e di denuncia. È stata Franca, anima nera della

Turinger edizioni, a «suggerire» al figlio Leo ad affidare il progetto a un’altra autrice. Ma è proprio Leo, col quale Elsa ha una relazione, a scomparire ed è su di lui che Federica, giovane stagista del quotidiano cittadino inizierà a indagare. Il finale è spiazzante mentre la scrittura incede che è una meraviglia.

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