Corriere Fiorentino

Moni Ovadia e un «Soldato» che incanta

- Di F. Ermini Polacci

In attesa che anche il festival Suoni Riflessi riparta, vale la pena dar conto di una delle sue ultime proposte in Sala Vanni, accolta da un bel successo: «L’histoire du soldat» di Stravinsky, gioiello di teatro musicale itinerante fatto di pochi mezzi, partitura grottesca e tragica animata da un linguaggio che lo stesso autore volle universale, dove corali alla Bach stanno assieme al ragtime. Ha più di cent’anni, ma possiede significat­i attuali: lo sradicamen­to dalla terra d’origine, la dicotomia tutta faustiana fra spirito e materia. Il Soldato è l’uomo di sempre. A incarnare quei significat­i, con una sincerità data da vissuto e cultura, c’è Moni Ovadia: legge il testo di Ramuz con toni affabulato­ri, dando al Soldato accenti ora fieri ora tutti umani, al Diavolo voce sibilante e subdola. E ben s’inserisce nella discorsivi­tà incisiva che Mario Ancillotti ottiene con i 7 bravi musicisti di Suoni Riflessi.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy