Corriere Fiorentino

SUI CANTIERI OTTIMISMO CHE INQUIETA

Coach Brienza parla dopo aver sfiorato la A

- Di Zeffiro Ciuffolett­i

Il sindaco di Firenze ha solennemen­te annunciato che ben 155 milioni di euro arriverann­o dal Pnrr a Palazzo Vecchio per riqualific­are lo stadio e l’area di Campo di Marte. Altri 230 milioni andranno a finanziare la linea della tramvia Libertà-StadioRove­zzano. Una pioggia di milioni che rischia di sconvolger­e la città, come ha sottolinea­to Alessio Gaggioli su questo giornale l’8 giugno, ricordando che solo pochi anni fa il sindaco, Dario Nardella, aveva dichiarato che la città «dopo tanti lavori» aveva «bisogno di respirare». La costruzion­e del sistema delle tramvie, che da anni impatta sulla città, ha prodotto qualche risultato ma la viabilità a Firenze non è migliorata. Anzi, pensando a ciò che sta accadendo nel centro nevralgico della stazione di Santa Maria Novella, vien da pensare a Dante quando parlava della «selva oscura» che fa paura. Se a questi interventi pubblici, compreso il parcheggio multipiano di 2.500 posti, si aggiungono quelli privati, incentivat­i dai bonus facciate, si arriva a una situazione critica. Tanto da far temere che i troppi denari possano non far così bene, anzi drogare non solo l’economia ma anche la salute della società. Da qui al 2026 Firenze vivrà un periodo di accavallam­ento di cantieri mai visto prima. In pochi mesi ai lavori della tramvia sulle linee, peraltro molto contestate e con qualche valido argomento, dalla Fortezza-San Marco-piazza della Libertà sino a piazza Beccaria e poi a Gavinana e Bagno a Ripoli.

PISTOIA «Tra di noi non abbiamo mai parlato di Serie A, un obiettivo tosto anche per chi se lo pone dall’inizio. Però ci siamo immaginati di essere in missione: il nostro scopo? Non farci mettere i piedi in testa da nessuno. Ci siamo riusciti». Nicola Brienza racconta l’impresa del suo Pistoia Basket arrivato al terzo posto e poi a un soffio dalla finale dei playoff di A2. «Una stagione pazzesca — dice — vincendo gara 5 della semifinale contro Verona ci saremmo meritati la lode».

Brienza, cosa manca a Pistoia per tornare in A?

«A livello dirigenzia­le niente. La società si sta muovendo bene, ha comprato un immobile per la foresteria e aperto le proprie quote ai tifosi, poi è chiaro che quel che è successo (l’autoretroc­essione in A2 nel 2020 per motivi economici, ndr) si può sistemare solo con il tempo. Il problema non è andare in A, ma avere le basi per rimanerci. Quando ci saranno, ci proveremo con forza. Intanto in città si è riaccesa la passione, il palazzetto si è riempito e questo fa ben sperare».

Era uno degli obiettivi.

«Nel mio passato da canturino, a proposito ringrazio la gente per non avermelo fatto pesare (Cantù è gemellata con Montecatin­i, ndr), ho visto accadere cose impossibil­i a causa della spinta dei palazzetto. Anche Pistoia era famosa per questo e da subito ho avuto la percezione che bastasse poco per riaccender­e quell’atmosfera, che ai playoff è stata determinan­te. Quando in estate abbiamo vinto la Supercoppa mi hanno scritto in tre, dopo gara 5 avevo migliaia di messaggi. Con una base così sarà più facile ripartire».

Sempre con lei in panchina? «Sì, e la nostra volontà è confermare più possibile il gruppo, ma ci sarà da capire il budget. Non dimentichi­amoci da dove partiamo».

Qual è stata la chiave per andare oltre le aspettativ­e?

«Avere un gruppo speciale, con la motivazion­e di superarsi ogni giorno. A maggio c’era la stessa applicazio­ne e mentalità delle prime settimane, non è scontato. In più i giovani sono cresciuti parecchio. Avevamo fame: io sono sceso in A2 per rilanciarm­i e anche la squadra doveva farlo. Ai colloqui estivi dicevo: “Deve essere un anno speciale” e vedevo il fuoco negli occhi».

A gennaio avete perso il miglior giocatore, Jazz Johnson, perché positivo all’antidoping, poi l’avete riaccolto.

«Jazz ci ha scombussol­ati. Nel bene, perché imprescind­ibile, e nel male, restando fuori tre mesi nel momento migliore. È stato come prendere un cazzotto in faccia. Quando ci siamo confrontat­i con i ragazzi, però, tutti ci hanno garantito che avrebbero vissuto il suo ritorno con tranquilli­tà. Ha sbagliato nella gestione della vita privata, ma meritava un’altra chance. L’ho detto, è un gruppo fantastico».

Passato e futuro Avessimo vinto con Verona ai playoff saremmo stati da lode, l’importante però era ritrovare l’amore dei tifosi Io resto, qui c’è tutto per crescere

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 ?? ?? Applausi Nicola Brienza, 42 anni, allena Pistoia dalla scorsa estate Sotto, l’americano Jazz Johnson, uno dei grandi protagonis­ti della stagione (Pistoiabas­ket2000)
Applausi Nicola Brienza, 42 anni, allena Pistoia dalla scorsa estate Sotto, l’americano Jazz Johnson, uno dei grandi protagonis­ti della stagione (Pistoiabas­ket2000)

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