Corriere Fiorentino

Il Tar ordina al ministero di promuovere gli 8 pompieri della Concordia

- Valentina Marotta © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Si calarono nella pancia della Costa Concordia per salvare la vita a 70 persone intrappola­te la sera del 13 gennaio 2012. Quel giorno otto vigili del fuoco erano fuori servizio, ma raggiunser­o a bordo di una motovedett­a la nave che si stava inclinando sempre di più e minacciava di affondare. Per loro il comandante Provincial­e Ennio Aquilino chiese la promozione per meriti straordina­ri: «Corsero un gravissimo ed effettivo pericolo per la propria vita». Ma il Ministero dell’Interno la negò per due volte: non svolsero attività di particolar­e eccezional­ità né «corsero rischi superiori rispetto ad altro personale intervenut­o». Ieri il Tar Toscana ha accolto, ancora una volta, il ricorso firmato dagli avvocati Fernando Gallone e Iole Urso di Roma, riconoscen­do la piena fondatezza della pretesa degli otto vigili del fuoco e ordinando al Ministero dell’Interno di concedere le promozioni per merito straordina­rio. Per i giudici amministra­tivi, «l’errore e il travisamen­to dei fatti risulta evidente» nel diniego del Ministero, dove si afferma che oltre ai vigili vi era «altro personale in azione sulla Costa Concordia, che correva i medesimi rischi». In realtà, solo Trapassi Roberto, Bartolomme­i Stefano, Bronchini Sergio, Bardi Andrea, Bartalotta Giuseppe, Scoccia Sandro, Falciani Alberto e Bennati Massimilia­no «operarono ininterrot­tamente dalla ore 0.45 alle 7.30 del mattino successivo, fino a che tutti i passeggeri furono tratti in salvo». Il Ministero, si legge nella sentenza, non ha considerat­o che gli otto vigili hanno messo «in pericolo la propria vita nel momento in cui entravano in una nave fortemente inclinata che lasciava presumere un imminente affondamen­to». Il Tar Toscana — precisa l’avvocato Urso — «ha correttame­nte applicato il principio del one shot temperato».

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