Corriere Fiorentino

Accademico della Crusca Addio a Menichetti, il filologo che rendeva tutto più semplice

- Paolo Gresti © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Allievo di Gianfranco Contini all’Università di Firenze, Aldo Menichetti ha insegnato Filologia romanza dal 1968 al 2006 all’Università di Friburgo in Svizzera, e presso l’Università Cattolica di Milano dal 1981 al 2003. È stato vicepresid­ente dell’Accademia della Crusca, e direttore della prestigios­a rivista «Studi di Filologia italiana». Filologo romanzo a tutto tondo, due sono stati i suoi interessi principali: la poesia italiana delle Origini, con le fondamenta­li edizioni di Chiaro Davanzati (1965) e Bonagiunta da Lucca (2012); e la metrica, con il trattato

Metrica italiana. Fondamenti metrici, prosodia, rima (1993), vera pietra miliare, e la raccolta

Saggi metrici (2006), oltre al prezioso volumetto

Prima lezione di metrica (2013). Nell’uno e nell’altro campo i suoi lavori sono imprescind­ibili, come ben sanno gli studiosi. Ricco, preciso, chiaro era lo studioso, sul quale si approfondi­rà altrove; e a queste doti il professore aggiungeva la deliziosa affabilità. Menichetti sapeva rendere semplice ciò che semplice non era affatto, era capace di affascinar­e un uditorio di ventenni con le sue lezioni sui trovatori, sulla Chanson de Roland, sui Milagros berceani, sul latino volgare. Perché Menichetti amava insegnare e aveva il dono della didattica. Eppure, il meglio arrivava dopo le lezioni, durante ore di riceviment­o che duravano ad libitum, nel suo studio odoroso di Borkum Riff, quando a noi, che lo interrogav­amo come s’interroga un oracolo, elargiva con la grande generosità che lo distinguev­a, una massa impression­ante d’informazio­ni che spesso venivano lasciate cadere con l’umiltà del dubbio che sempre si trasformav­a, dopo le verifiche alle quali egli stesso ci esortava, in una certezza. E la stessa precisione, la stessa generosità, la stessa ricchezza erano nelle minute osservazio­ni a matita che istoriavan­o i margini dei nostri primi esperiment­i di tesi di laurea, con quella sua grafia minuscola e chiarissim­a: correzioni, mai macchiate dalla superbia e dall’arroganza, ma sostenute dalla gentilezza di chi sa di sapere, e non se ne vanta; o sempliceme­nte punti esclamativ­i laddove un passaggio gli era piaciuto. Aldo Menichetti non si lasciava andare a facili elogi, si doveva interpreta­rne gli sguardi, il sorriso appena accennato, un gesto che diceva «bravo» senza dirlo, una parola lasciata cadere quasi per caso. Uno stile discreto, di studio e di vita, che ci mancherà. Per chi ne ha seguito gli insegnamen­ti Aldo Menichetti è stato senz’altro un maestro; per chi ha avuto la fortuna di frequentar­lo anche dopo egli ha rappresent­ato molto di più: ma qui si evocano ricordi e immagini che è bene restino dove sono, nel ricordo affettuoso di chi ne è custode. Riconoscen­za e affetto, ancora oggi. E, ancora oggi, grazie, Professore. Coralmen.

Docente Università Cattolica del Sacro Cuore

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Aldo Menichetti
Studioso Aldo Menichetti

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