Corriere Fiorentino

Per Tomasi è festa al primo turno «Sindaco di tutti, lo hanno capito»

Il candidato d FdI stacca di oltre 23 punti l’ex assessore Fratoni La sua lista civica è il secondo partito. Cinque Stelle sotto il 2%

- Matteo Lignelli © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

PISTOIA Alessandro Tomasi mette piede in piazza del Duomo solo dopo le 21, travolto dagli applausi, i cori e gli abbracci dei suoi sostenitor­i. Alza le braccia al cielo e ha un sorriso commosso dall’affetto della gente. A quel punto gli salta addosso il figlio Manfredi, che indossa la maglia della loro amata Pistoiese. Già da diverse ore — i dubbi sono durati poco — sa che sarà il sindaco di Pistoia anche per i prossimi cinque anni, però ha voluto attendere la certezza dei numeri per scaramanzi­a: «Sono fatto così».

Stavolta Tomasi ha vinto al primo colpo, staccando di oltre venti punti percentual­i la rivale del centrosini­stra Federica Fratoni (ferma poco sopra il 28 per cento), ex assessore regionale all’ambiente scelta dal Partito democratic­o e sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle che non è riuscito a raggiunger­e il 2 per cento. Per Tomasi un risultato migliore di quello del 2017, quando era diventato il primo sindaco di centrodest­ra nella storia della città superando al ballottagg­io Samuele Bertinelli.

Una conferma totale è il verdetto dei suoi cittadini — ha votato il 55,2 per cento degli aventi diritto, solo 0,4 per cento in meno rispetto alle ultime elezioni comunali, in una Toscana che ha perso oltre 4 punti di affluenza — che ribadisce l’alto consenso personale del sindaco di Fratelli d’Italia. La lista civica con il suo nome, «Ale Tomasi sindaco», è stata la seconda più votata, dietro soltanto al Pd. Al terzo posto FdI al 14 per cento, con la Lega al 4 per cento. Quando è iniziato il conteggio dei voti il nome di Tomasi ha da subito preso il volo, ma ha prevalso un cauto scetticism­o visto che si trattava di alcune delle sezioni più piccole. Invece le preferenze non sono praticamen­te mai scese sotto il 50 per cento, chiudendo ben sopra. Ha vinto nella maggior parte delle zone del Comune di Pistoia, con uno scarto maggiore in alcune periferie rispetto al centro, quando c’era da attendersi il contrario.

«Per venti anni abbiamo conosciuto solo la sconfitta, questa vittoria nasce dal basso, dal volantinag­gio, dalla partecipaz­ione attiva e dalla gavetta, abbiamo fatto parte della città in modo viscerale» sono le prime parole che dice in mezzo alla folla. «Abbiamo fatto squadra, c’era lo stesso spirito del 2017, tutti uniti e compatti. Non so se mi sarei aspettato di vincere al primo turno, ma di sicuro avevo il cuore leggero di chi ha fatto il possibile. Sono il sindaco di tutti e questo i cittadini lo hanno capito. Ho sempre avuto massima libertà e nessun padrone, non lo permettere­i mai: questa è stata la forza per partire dall’opposizion­e, vincere nel 2017 ed essere confermati adesso». «È stata la vittoria della coalizione, non soltanto la mia. La lista Ale Tomasi — prosegue a proposito del suo consenso — è formata dalle persone che ho incontrato durante questi cinque anni, sono contento che ne facciano ancora parte e che ci abbiano messo la faccia».

«Il risultato non ci soddisfa, però evidenteme­nte l’approccio affabile del sindaco ha pagato — commenta Fratoni — visto che la sua lista primeggia mentre i partiti, iniziando dalla Lega, sono ai minimi termini. Siamo insoddisfa­tti anche del risultato del Pd, però simile ad altre città quindi servirà una riflession­e generale. C’è stata — conclude — anche una mancanza di motivazion­e dovuta alla divisione della coalizione, in più il tentativo del Pd di ricomporla ha fatto sì che la campagna elettorale partisse più tardi. Mi faccio carico della maggiore responsabi­lità della sconfitta, dopodiché la lezione l’abbiamo capita: ora l’opposizion­e, poi riproviamo­ci più forti e uniti».

Dietro di loro tra i nove candidati sindaco c’è Francesco Branchetti, che guida la sinistra progressis­ta ecologista (circa il 12,5 per cento) e ha tolto voti a Pd e 5 Stelle; più staccato il terzo polo riformista di Iacopo Vespignani (2,5 per cento).

Il vincitore

È stata la vittoria della coalizione, non solo la mia Ho sempre avuto massima libertà

La sconfitta

Risultato negativo, ha pagato l’approccio affabile del sindaco ma i partiti sono ai minimi termini

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