Corriere Fiorentino

Un leader tranquillo che piace oltre la destra E c’è già chi lo vede alle Regionali del 2025

- Giorgio Bernardini © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

PISTOIA I motivi per cui Alessandro Tomasi è riuscito a metter una distanza così rilevante tra sé e Federica Fratoni sono materia per le analisi delle prossime ore. Tuttavia si può già ipotizzare che se qualcosa ha fatto la differenza, almeno per superare la fatidica soglia del 50%, questo è forse l’atteggiame­nto del sindaco ricandidat­o. «Il figlio del fornaio», come non dimentica di ripetere richiamand­o le sue origini popolari, si presenta costanteme­nte sorridente e disteso. Lo faceva al primo turno cinque anni fa, quando aveva raccolto la metà dei voti di oggi; e lo ha fatto ieri, ancora al calar della sera, mentre i sodali tentavano di spiegargli che «oramai s’è vinto», che la sua avversaria glielo aveva già riconosciu­to e che non aveva «senso aspettare ancora per uscire in piazza Duomo». Sta di fatto che la festa, sotto palazzo di Giano, è cominciata senza di lui. C’erano i suoi sponsor politici che dichiarava­no alle television­i, i supporter con il cartonato del sindaco agitato fra i festoni, le facce soddisfatt­e di chi è stato riconferma­to in Consiglio comunale e non deve attendere 15 giorni per conoscere il proprio destino. «Una vittoria schiaccian­te, ma questo non conta, perché tanto — dice chi lo conosce bene — lui rimane mite e moderato, è la sua natura».

Un’indole, insieme con le capacità dimostrate, che è riuscita a far dimenticar­e il marchio del suo partito, FdI, agli occhi di chi non è avvezzo alla destra. E che alla stessa destra piace perché fornisce l’immagine di una forza tranquilla, lontana dai toni urlati di certa destra. E che per questo potrebbe essere capace di intercetta­re anche la fiducia di un campo largo che verrà per altri obiettivi. Il capogruppo di FdI in Regione Francesco Torselli lancia «da Pistoia» la corsa per le Regionali 2025 contro Eugenio Giani (forse). Più cauto Giovanni Donzelli, esponente nazionale del partito, che non nasconde ambizioni e soddisfazi­one ma preferisce indugiare sugli ingredient­i: «Questa affermazio­ne è un cambio di paradigma: non è più il centrodest­ra che vince in Toscana per caso, ma è il buongovern­o che viene premiato». Anche il coordinato­re regionale di Forza Italia Massimo Mallegni è cauto, ma non si nasconde: «Questa vittoria rende Tomasi un punto di riferiment­o per il centro destra toscano. Tra tre anni però, un Giani che non sta governando può sfidarlo chiunque sia moderato, purché la coalizione resti unita. In questo chiunque è compreso anche Tomasi». Persino i parenti — spesso serpenti — della Lega vacillano: «Tre anni — commenta il commissari­o del Carroccio Mario Lolini — sono tanti, ma Tomasi è una vera risorsa. Non m’importa che sia di FdI, il punto fondamenta­le resta la compattezz­a della coalizione».

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La festa Alessandro Tomasi abbraccia il figlio Manfredi (con la maglietta della Pistoiese) in piazza del Duomo

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