Corriere Fiorentino

Sanità, appello di Giani a Speranza «Ora più fondi e più specialist­i»

Gli Stati Generali con il ministro. «Non chiedetemi di chiudere i piccoli ospedali»

- Giulio Gori © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

«Il tavolo per la verifica dei conti dei bilanci delle Regioni ha certificat­o che è tutto in regola per poter dire che chiudiamo in pareggio il bilancio della sanità 2021». Lo ha detto, ieri, il governator­e Eugenio Giani alla presentazi­one del rapporto sugli Stati Generali della Salute al cinema La Compagnia di Firenze.

«Il nostro bilancio è stato accettato senza alcuna diffida — ha aggiunto — Ci siamo riusciti recuperand­o 400 milioni di risorse regionali dai bilanci degli altri assessorat­i». Giani, che ha spiegato che uno scenario simile «c’è anche per il 2022» ha colto l’occasione della presenza del ministro della Salute Roberto Speranza per chiedergli di «allargare il fondo sanitario nazionale, quindi quello regionale», in particolar­e per rafforzare gli organici dei dipartimen­ti di Prevenzion­e. Sulla stessa linea, il presidente della commission­e Sanità del Consiglio regionale, Enrico Sostegni, che, rivolgendo­si al ministro, ha detto: «La sanità non può sempre star dietro ai conti, sono i conti che dovrebbero stare dietro ai bisogni della sanità».

Da parte sua, Speranza, dopo aver elencato gli investimen­ti fatti, sia per il Fondo sanitario nazionale sia per il Pnrr, ha ammesso che c’è bisogno di «condurre una battaglia tutti assieme per l’aumento delle risorse», ma ha anche annunciato che verrà messo a bilancio 1 miliardo di euro (per la Toscana circa 6065 milioni) per finanziare il personale della sanità territoria­le e far sì che le future case di comunità non restino scatoloni vuoti. E si tratterà di «fondi al di fuori dei limiti del tetto di spesa».

Una buona notizia, che tuttavia è stata presa con scetticism­o dai tanti medici presenti: «Purtroppo è una tantum», hanno detto in molti, prima di lamentarsi della proposta di Giani sul numero chiuso nelle facoltà di Medicina: «Sinceramen­te sono convinto che sia un elemento da togliere». A distanza, la risposta al governator­e arriva dal presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, Piero Dattolo: «Siamo contrari, tra dieci anni rischierem­mo di trovarci di fronte a una pletora di medici, per di più senza specializz­azione. Il problema di questi anni non è stata la carenza di laureati, ma di specialist­i».

Sul fronte degli Stati Generali, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha presentato alla giunta il documento uscito dopo molti mesi di lavoro. Con lo stupore dell’assessore alla Salute Simone Bezzini, il testo contiene la tempistica sulle riforme da fare: entro ottobre, andrà creata la figura dello psicologo di base, entro dicembre tutte le zone distretto dovranno avere una società della salute, mentre entro giugno 2023 l’Agenzia regionale di Sanità dovrà essere riformata inglobando anche il Centro regionale del Rischio clinico. La mattinata del cinema La Compagnia si è conclusa con un appello e una promessa. Il primo è stato quello di Bezzini a Speranza affinché intervenga per rimediare alla carenza di specialist­i nell’emergenza urgenza («Bisogna aumentare l’attrattivi­tà delle profession­i»). La seconda è arrivata da Giani: «Nessuno mi parli di chiudere i piccoli ospedali. Quelli attuali rimangono».

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