Corriere Fiorentino

Riecco la Kaffeehaus E per Boboli un piano da cinquanta milioni

Riaperta la storica Kaffeehaus, Schmidt: «40 progetti e 50 milioni entro otto anni»

- Zuliani

Il restauro degli affreschi e della cupola dello storico Kaffeehaus — che a ottobre ricomincer­à la sua attività di caffetteri­a — è stato l’occasione per presentare «Boboli 2030», il progetto per far diventare il giardino «il miglior museo all’aperto al mondo», grazie a 40 progetti diversi e oltre 50 milioni di investimen­to.

L’obiettivo è fare del Giardino di Boboli «il miglior museo all’aperto al mondo», con un occhio all’estetica ma anche alla sostenibil­ità. Per questo, entro otto anni saranno realizzati una serie di interventi, manutenzio­ni, restauri, aperture di ulteriori angoli del parco e nuovi servizi, per valorizzar­e il patrimonio architetto­nico, artistico, botanico e idrico: in tutto 40 progetti (modulari e scalabili) per oltre 50 milioni di euro, che saranno finanziati per la maggior parte con gli introiti di biglietter­ia delle Gallerie degli Uffizi.

Boboli 2030 non è «un ghiribizzo o una lista di buone intenzioni» spiega il direttore Eike Schmidt, ma «un impegno concreto, calibrato sugli attuali introiti, che sono tornati ai livelli pre pandemici. La prospettiv­a non è solo riportare Boboli alle glorie dei tempi dei Medici e dei Lorena, ma andare oltre, rendendolo il miglior museo all’aperto al mondo». Se gli incassi saranno maggiori «potremmo finire prima, se ci fossero altre crisi, ma ci auguriamo di no, potremo forse finire nel 2031», precisa il direttore. Il sindaco Dario Nardella rilancia e invita a «tutti i privati a usare la possibilit­à dell’art bonus e partecipar­e al masterplan». L’idea è rendere il parco voluto nel ‘500 dalla duchessa Eleonora di Toledo, un luogo sempre più bello, verde, accessibil­e e sostenibil­e, utilizzato dai turisti ma anche dai fiorentini. La presentazi­one di Boboli 2030, è avvenuta ieri proprio in uno dei progetti appena finiti: la storica Kaffeehaus. L’edificio è stato restaurato, dagli affreschi settecente­schi alla cupola belvedere (ma aperta solo in occasioni speciali). A ottobre qui riprenderà l’attività di caffetteri­a. Tra gli interventi conclusi o in conclusion­e, ci sono anche il primo pezzo del Giardino dei Principini, il Giardino della Camelie, per cui sono stati necessari il consolidam­ento struttural­e delle murature e un nuovo impianto di irrigazion­e per mantenere le 39 varietà di camelie, e la nuova segnaletic­a del Giardino: 173 frecce e 118 cartelli con mappe e indicazion­i che includono pendenze e tempi di percorrenz­a dei sentieri.

I progetti futuri prevedono il centro didattico nella palazzina di Annalena, il restauro e la rimessa in funzione del palazzetto (con ludoteca) al Prato dei Castagni, la ristruttur­azione della Vasca del Nettuno e della Vasca dell’Isola, il restauro di tutte le 300 statue del Giardino, la Palazzina di Giove e della Vecchia che diventerà un grande laboratori­o di restauro, e la costruzion­e di un ascensore che collegherà il

Cortile dell’Ammannati con il Mezzanino della Muletta e l’Anfiteatro di Boboli, permettend­o un accesso più agevole dell’attuale scalinata.

Per conservare il verde verranno riaperti pozzi artesiani e sistemato il sistema idrico. «Il riscaldame­nto climatico impone al giardino storico più importante d’Europa sofferenza e difficoltà, che richiedono risposte celeri e forti per proteggere il patrimonio», spiega ancora Schmidt.

Nel vicino Giardino delle Scuderie saranno messi in sicurezza muri e cancelli, e restaurato l’edificio delle Pagliere (dotato di un innovativo impianto geotermico), con il laboratori­o e il deposito della collezione degli arazzi, un bar, un’area espositiva per mostre temporanee.

Boboli avrà spazi e due ettari di terreno in più: sono i circa 50 appartamen­ti e le parti di giardino occupati fino a pochi anni fa da privati, nell’ambito della vicenda «Affittopol­i». «Ora che li abbiamo finalmente liberati— conclude Smidth — vengono ristruttur­ati e riconsegna­ti alla fruizione pubblica, con servizi per i cittadini finora impensabil­i».

I fondi arriverann­o per la maggior parte dagli introiti dei biglietti delle Gallerie degli Uffizi

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(Cambi/Sestini) Veduta Lo storico edificio settecente­sco con affaccio sulla città che da ottobre tornerà a essere una caffetteri­a
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La storica Kaffeehaus: L’edificio è stato restaurato, dagli affreschi settecente­schi alla cupola belvedere. A ottobre qui riprenderà l’attività di caffetteri­a.
(Cambi/Sestini) Caffetteri­a La storica Kaffeehaus: L’edificio è stato restaurato, dagli affreschi settecente­schi alla cupola belvedere. A ottobre qui riprenderà l’attività di caffetteri­a.

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