Lan­za­fa­me par­te se­con­da «Spre­ca­ta la chan­che Ju­ve Bu­da­pe­st ora è ca­sa mia»

«Mi so­no rial­za­to, il 23 mag­gio ri­par­to da 11 gol con la Hon­ved»

Corriere Torino - - Sport -

«Se mi man­ca­no To­ri­no e l’ita­lia? Cer­to. Ma so­no rea­li­sta. In Un­ghe­ria sto be­ne e ho un’età che non per­met­te più tan­ti vo­li pin­da­ri­ci». Da­vi­de Lan­za­fa­me, 33 an­ni, to­ri­ne­se ex Ju­ve da quat­tro an­ni a Bu­da­pe­st, ha ri­pre­so ad al­le­nar­si con l’hon­ved e la pri­ma par­ti­ta nel do­po co­vid-19 è fis­sa­ta per il 23 mag­gio, il der­by di cop­pa con­tro l’mtk.

So­lo Un­ghe­ria nel fu­tu­ro?

«Ve­dre­mo. Pe­rò con mia mo­glie stia­mo pen­san­do di com­pra­re ca­sa e di fer­mar­ci a lun­go a Bu­da­pe­st».

Da bam­bi­no pri­mi pas­si al Bar­ca­no­va: ri­cor­da?

«Ci so­no ri­ma­sto po­chis­si­mo: la Ju­ve dai 6 ai 19 an­ni è sta­ta la mia ca­sa».

Ave­va un gran­de ta­len­to, che co­sa è an­da­to stor­to?

«Non cer­co scu­se, ho avu­to i miei de­me­ri­ti. Ol­tre a una se­rie di in­ca­stri par­ti­co­la­ri che mi han­no por­ta­to a un con­ti­nuo sa­li­scen­di. La Ju­ve è il mas­si­mo e io mi aspet­ta­vo mol­to, pe­rò ho pre­so la mia stra­da. In que­sto so­no sem­pre sta­to bra­vo: a rial­zar­mi do­po le ca­du­te».

A pro­po­si­to, quel­la di Ba­ri le­ga­ta al cal­cio­scom­mes­se, co­me la giu­di­ca og­gi?

«Con se­re­ni­tà. Ave­vo vent’an­ni e mi so­no tro­va­to in qual­co­sa di trop­po gran­de, sen­za mol­te re­spon­sa­bi­li­tà. Ma non ho ran­co­re, la squa­li­fi­ca mi è ser­vi­ta per cre­sce­re. Noi cal­cia­to­ri a vol­te dia­mo tut­to per scon­ta­to».

Trop­pi sol­di?

«Non so­lo, per­so­nal­men­te non ho mai sper­pe­ra­to. Par­lo del no­stro me­stie­re che è un po’… fa­ke, al di là dell’aspet­to eco­no­mi­co. Vi­via­mo in una bol­la. Co­me Pi­noc­chio quan­do in­con­tra il Gat­to e la Vol­pe e ve­de tut­to in un cer­to mo­do, poi tor­na a ca­sa e Gep­pet­to gli spie­ga che con­ta­no di più le co­se sem­pli­ci».

In Un­ghe­ria ha ap­pre­so an­che que­sto?

«Ho ca­pi­to che ogni co­sa va con­qui­sta­ta».

In Ita­lia è di­ver­so?

«Il mio pun­to di vi­sta è sem­pre sta­to un po’ da ri­bel­le, fa­ti­ca­vo a sta­re nei con­fi­ni di un grup­po da 25. Ma in Ita­lia l’opi­nio­ne del cal­cia­to­re pas­sa in se­con­do pia­no. Sia­mo trat­ta­ti co­me nu­me­ri, in ba­se ai con­trat­ti e fi­ni­sce lì».

Co­me fun­zio­na all’hon­ved?

«Sen­to di non es­se­re vin­co­la­to, c’è più con­si­de­ra­zio­ne. E d è ap­pa­gan­te. So­prat­tut­to per chi ha un cer­to ca­rat­te­re».

Per esem­pio?

«Pen­so a Cas­sa­no, sem­pre de­mo­niz­za­to per i suoi com­por­ta­men­ti. Se fos­se sta­to “ge­sti­to” e aiu­ta­to avreb­be espres­so al me­glio il suo enor­me ta­len­to. Ma non cer­co scu­se, ognu­no al­la fi­ne ha ciò che me­ri­ta».

Nel be­ne e nel ma­le?

«Sì. Pe­rò pren­dia­mo an­che Mal­di­ni e i fi­schi di San Si­ro al suo ad­dio. Op­pu­re Tot­ti che non può en­tra­re a Tri­go­ria. All’este­ro una vol­ta che di­mo­stri il tuo va­lo­re sul cam­po, con­qui­sti i gra­di che tut­ti poi ri­spet­te­ran­no».

In Un­ghe­ria c’è una per­ce­zio­ne di­ver­sa dell’emer­gen­za vi­rus?

«Non c’è mai sta­to al­lar­mi­smo. Le at­ti­vi­tà com­mer­cia­li a 30 chi­lo­me­tri di di­stan­za da Bu­da­pe­st han­no ria­per­to e pre­sto an­che in cit­tà sa­ran­no ope­ra­ti­ve».

De­ci­de tut­to Or­ban?

«Ha idee chia­re. Ha li­be­ra­to 10 mi­la po­sti let­to per i ma­la­ti co­vid in pie­na emer­gen­za. Piac­cia o no, lui de­ci­de. Non è ve­ro che sia­no a ri­schio i di­rit­ti ci­vi­li. Or­ban va con­tro­cor­ren­te ri­spet­to a una cer­ta Eu­ro­pa, ma l’un­ghe­ria è un pae­se con una for­te edu­ca­zio­ne ci­vi­ca, do­ve gli stra­nie­ri so­no ri­spet­ta­ti».

L’un­ghe­ria rap­pre­sen­ta una svol­ta: per­ché?

«Ci so­no ar­ri­va­to con una mag­gio­re ma­tu­ri­tà e poi ho an­che tro­va­to con­di­zio­ni idea­li. In Ita­lia sta­vo vi­ven­do una fa­se ca­lan­te do­po i bei mo­men­ti a Ba­ri e Par­ma, cer­ca­vo un ri­scat­to. Aver tro­va­to co­me al­le­na­to­re il pie­mon­te­se Mar­co Ros­si, og­gi ct del­la na­zio­na­le, è sta­ta una for­tu­na. I ti­fo­si mi han­no ac­col­to be­ne. Ho af­fron­ta­to la sfi­da del Fe­ren­c­va­ros per una sta­gio­ne, so­no rien­tra­to all’hon­ved e ho vin­to cam­pio­na­to e ti­to­lo di ca­po­can­no­nie­re. E ora ri­par­to con 11 gol all’at­ti­vo».

Si aspet­ta che in Ita­lia il cam­pio­na­to si gio­chi?

«Ga­stal­del­lo ha sba­glia­to a di­re che i cal­cia­to­ri non se la sen­to­no. So­no Go­ver­no e Fi­gc a de­ci­de­re, i pro­fes­sio­ni­sti si ade­gua­no».

Se fa­rà l’al­le­na­to­re, ol­tre a Ros­si a chi si ispi­re­rà?

«Ne ho cam­bia­ti 25-26… Di­co Con­te e so­prat­tut­to Gui­do­lin, ve­ro mae­stro». Emer­gen­za mi­no­re Sta ria­pren­do tut­to, non c’è mai sta­to al­lar­mi­smo Or­ban? Ha li­be­ra­to 10 mi­la po­sti per i ma­la­ti Va con­tro­cor­ren­te E, piac­cia o no, de­ci­de

Da­vi­de Lan­za­fa­me, 33 an­ni, so­pra esul­ta con la ma­glia del Fe­ren­c­va­ros, che ha la­scia­to in esta­te per la Hon­ved. Sot­to gio­va­nis­si­mo con la Ju­ven­tus Stri­sce pas­sa­te

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.