Corriere Torino

«Chiacchier­e per curare il tumore Così è morta mia sorella Marina»

Rudy Lallo: la convinsero ad affidarsi a una terapia omeopatica e non alla chirurgia

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● Marina Lallo (nella foto in alto) aveva 53 anni quando il 24 settembre 2014 morì per un melanoma maligno. La donna provò a curare il tumore con l’omeopatia, anziché affidarsi alla chirurgia. Per quella tragedia sono stati nel frattempo condannati due medici per omicidio colposo. In tutti i processi, il fratello della vittima, Rudy Lallo (nella foto in basso), era parte civile con l’avvocato Marino Careglio

di Ryke Geerd Hamer. Cure inutili, incapaci di sconfigger­e il male. Marina Lallo — si chiamava così — non c’è più. È morta a 53 anni. La dottoressa che le consigliò la meditazion­e e la gentilezza al posto della chirurgia, Germana Durando, è stata condannata in via definitiva a tre anni e dieci mesi per omicidio colposo. E per Maria Gloria Alcover Lillo, la sua mentore madrilena, la Corte d’appello di Torino ha confermato una pena di tre anni di carcere con la stessa accusa. Rudy Lallo, il fratello di Marina (medico anche lui), porta ancora dentro di sé il dolore e la rabbia per una vicenda che avrebbe potuto avere un epilogo differente.

Dottor Lallo, è arrivata un’altra condanna per la morte di Marina: i giudici non sembrano avere avuto mai dubbi su quanto è accaduto.

«Ho presentato il primo

Germana Durando, 65 anni, era il medico di Marina. Per l’accusa fu lei a convincere Marina a non sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuovere il neo sulla spalla: è stata condannata a3annie10 mesi di carcere di abbandonar­e la medicina tradiziona­le. Hanno eretto un muro impedendol­e di comunicare con me, con nostra madre, con le persone che avrebbero potuto aiutarla. Nessuno di noi si è reso conto di quanto grave fosse la situazione. Quando l’abbiamo scoperto, era ormai troppo tardi».

Perché sua sorella si è fidata di Germana Durando?

«Si è creato un cortocircu­ito tra medico e paziente, con il primo che è diventato anche amico e confidente del secondo. Per Marina, Germana era tutto: era la santa — così la chiamava — che avrebbe seguito in capo al mondo».

A un certo punto le certezze di sua sorella vacillano.

«Sì, il neo si ingrandisc­e. E Marina chiede a Durando se non sia il caso di intervenir­e chirurgica­mente. “So di essere noiosa”, scrive in una mail del gennaio 2014, “ma penso che qualcosa dobbiamo inventarci. Aspetto qualcosa che mi dia sollievo”».

Ma per Durando intervenir­e chirurgica­mente non è la soluzione.

«No, perché mia sorella avrebbe dovuto lavorare sul perdono».

Sul perdono?

«Sì, avrebbe dovuto provare a recuperare il rapporto con il padre della figlia, un uomo che non è mai stato presente nella sua vita».

La famosa psicologia di Hamer.

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