E ades­so fac­cia­mo i con­ti!

Sei più cac­tus, fun­ghet­to, fio­re o qua­dri­fo­glio’? Pren­di no­ta di qua­le sim­bo­lo ri­corr­re più spes­so nel­le tue ri­spo­ste e leg­gi il pro­fi­lo cor­ri­spon­den­te

Cosmopolitan (Italy) - - Youniverse -

Mag­gio­ran­za di Sei ran­co­ro­sa

Non per­do­ni fa­cil­men­te, ma la tua col­le­ra la tie­ni den­tro, piut­to­sto che espri­mer­la in mo­do pa­le­se: con te, va­le la re­go­la dell’occhio per occhio e den­te per den­te. Ma se non di­ci al tuo part­ner quel che gli rim­pro­ve­ri, le co­se non cam­bie­ran­no mai.

Il con­si­glio del­la psi­co­lo­ga

«Ri­mu­gi­na­re e te­ner­si le co­se den­tro im­pe­di­sce di an­da­re avan­ti. In ge­ne­re, ser­ba­re ran­co­re tra­di­sce un pro­ble­ma mol­to più pro­fon­do che ri­sa­le all’in­fan­zia. Con chi ce l’hai real­men­te? Ri­spon­de­re in mo­do si­ste­ma­ti­co al­le fru­stra­zio­ni con una ri­pic­ca non è un pre­sup­po­sto per una re­la­zio­ne ma­tu­ra. Quin­di pren­di un fo­glio e di­vi­di­lo in due co­lon­ne: su una, an­no­ti quel che ti ha fat­to ar­rab­bia­re, e sull’al­tra scri­vi la tua “ven­det­ta”. Ti sal­te­rà su­bi­to agli oc­chi quan­to il pro­ble­ma fos­se in­si­gni­fi­can­te e la tua rea­zio­ne sia sta­ta ri­di­co­la. E quan­do sei fru­stra­ta per qual­che mo­ti­vo, par­la­ne su­bi­to – a vo­ce al­ta!».

Mag­gio­ran­za di Sei una pe­ste

Per­do­na­re? Non sia mai! Fos­se an­che un’ine­zia, se ap­pe­na il tuo uo­mo fa un pas­so fal­so tu sei lì pron­ta a pun­ta­re il di­to. Per for­tu­na, non ti man­ca­no ri­sor­se e sen­so dell’umo­ri­smo... Il la­to buo­no è che al­me­no lui sa che sei ar­rab­bia­ta. Quel­lo me­no buo­no è che, il 99% del­le vol­te, non ne va­le la pe­na.

Il con­si­glio del­la psi­co­lo­ga

«Pri­ma di par­ti­re al con­trat­tac­co, fai un bel re­spi­ro. Que­sto non so­lo ser­vi­rà a os­si­ge­na­re il tuo cer­vel­lo, co­sa che ti aiu­te­rà a ri­flet­te­re, ma ti evi­te­rà an­che una rea­zio­ne in­con­trol­la­ta. È im­por­tan­te smon­ta­re gli au­to­ma­ti­smi. Chie­di­ti: “Mi ha dav­ve­ro fat­to un tor­to? Ed è dav­ve­ro co­sì gra­ve?”. Non ha ap­pe­so i qua­dri, ha at­ten­ta­to all’in­co­lu­mi­tà del des­sert… Non è una man­can­za di ri­spet­to o ri­guar­do nei tuoi con­fron­ti. In una cop­pia ci sa­ran­no sem­pre del­le pic­co­le con­tra­rie­tà, è nor­ma­le. Il pun­to è re­la­ti­viz­za­re e met­ter­si in di­scus­sio­ne. Co­rag­gio, ne sei ca­pa­ce!».

Mag­gio­ran­za di Sei trop­po buo­na…

Hai or­ro­re dei di­ver­bi, tan­to che pre­fe­ri­sci non di­re nien­te quan­do qual­co­sa ti in­di­spet­ti­sce. Sei gen­ti­le, dol­ce e sen­si­bi­le, tut­te bel­le qua­li­tà, ma at­ten­zio­ne a non farti met­te­re sot­to i pie­di! Non c’è bi­so­gno di stre­pi­ta­re per sta­bi­li­re dei li­mi­ti e far­si ri­spet­ta­re.

Il con­si­glio del­la psi­co­lo­ga

«C’è un me­to­do di au­toaf­fer­ma­zio­ne in quat­tro step chia­ma­to DESC: De­scri­ve­re i fat­ti; Espri­me­re le pro­prie emo­zio­ni; Sug­ge­ri­re so­lu­zio­ni; Con­se­guen­ze. Ini­zia pren­den­do in esa­me co­sa ti ha con­tra­ria­to (lui non ha pre­so le tue di­fe­se…) e co­me que­sto ti ha fat­to sen­ti­re (de­lu­sa, tri­ste…). Poi, pen­sa a del­le so­lu­zio­ni per evi­ta­re che ca­pi­ti di nuo­vo, e in­fi­ne valuta le con­se­guen­ze po­si­ti­ve che cor­reg­ge­re cer­ti at­teg­gia­men­ti avrà per en­tram­bi. All’at­to pra­ti­co, quan­do qual­co­sa ti fa ri­ma­ne­re ma­le, rea­gi­sci chie­den­do­gli mol­to sem­pli­ce­men­te: “Per­ché hai fat­to que­sto?”. Sa­rai mol­to più fe­li­ce nel­la tua te­sta e nel­la cop­pia».

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