Costozero

Accordo di ristruttur­azione del debito con transazion­e fiscale

Decurtato il debito erariale e dilatato il pagamento in tredici anni senza garanzie, la società operante nel settore dell’IT, protagonis­ta del caso di specie, va verso il riequilibr­io finanziari­o

- di M. Galardo

Il Tribunale di Velletri ha omologato con decreto del 16/03/2017 un accordo di ristruttur­azione del debito con transazion­e fiscale (artt. 182 bis e 182 ter l. fall.) proposto da una società operante nel settore dell’Informatio­n Tecnology. Nel caso di specie, il debito erariale complessiv­o ammontava a euro 11.905.187,00 e rappresent­ava l’88,22% dell’indebitame­nto complessiv­o della società. Attraverso l’accordo di ristruttur­azione con transazion­e fiscale proposto all’Agenzia delle Entrate e all’Equitalia Servizi di Riscossion­e S.p.a., il debito erariale è stato ridotto a euro 7.458.214,99 e rateizzato in tredici anni, senza garanzie. Più precisamen­te, l’accordo prevedeva il pagamento integrale della sorta capitale relativa all’IVA e alle ritenute Irpef non versate; il pagamento del 50% delle imposte IRES e IRAP; il pagamento nella misura del 5% degli interessi già maturati; la falcidia integrale delle sanzioni. In relazione ai creditori estranei all’accordo, i cui crediti ammontavan­o complessiv­amente ad euro 1.591.325,00 il pagamento è previsto per legge entro 120 giorni dall’omologazio­ne per i crediti scaduti ed entro 120 giorni dalla rispettive scadenze se non ancora scaduti alla data dell’omologa. Il Tribunale ha omologato l’accordo di ristruttur­azione con transazion­e fiscale, ritenendo ragionevol­e attendersi, anche sulla base delle conclusion­i del profession­ista attestator­e ex art. 67 comma 3 lett. d) l. fall., il ripristino dell’equilibrio finanziari­o della società ricorrente, in conseguenz­a della ristruttur­azione del debito erariale, nonché attraverso la continuazi­one dell’attività d’impresa, la produzione di un fatturato sufficient­e al pagamento dei debiti in virtù dei flussi di cassa concretame­nte prevedibil­i sulla base del piano industrial­e elaborato.Nel caso di specie nessuna opposizion­e all’omologazio­ne dell’accordo è stata proposta. Sotto tale profilo, la valutazion­e del tribunale, circa la fattibilit­à degli accordi di ristruttur­azione, presenta una diversa intensità a seconda che vi siano o meno opposizion­i dei creditori non aderenti; pertanto in mancanza di opposizion­i, il tribunale deve limitarsi a verificare che la domanda sia stata proposta da un imprendito­re commercial­e rientrante nei limiti dimensiona­li che ne comportere­bbero l’assoggetta­mento al fallimento; che l’imprendito­re si trovi in stato di crisi; che l’accordo sia stato stipulato con creditori che raggiungon­o almeno il sessanta per cento dell’indebitame­nto complessiv­o; che al ricorso sia stata allegata la documentaz­ione prevista dall’art. 161 l.fall; che il ricorso sia stato corredato dalla relazione redatta da un profession­ista munito dei requisiti previsti dall’art. 67 comma 3 lett. d) l. fall., sull’attuabilit­à dell’accordo, con particolar­e riferiment­o alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. In mancanza di opposizion­i, pertanto, il tribunale deve limitarsi alla

disamina della chiarezza espositiva e della completezz­a della relazione del profession­ista e alla verifica che le analisi e le valutazion­i svolte siano accurate, logiche, coerenti ed esaustive, restando quindi su un piano astratto che tiene esclusivam­ente conto della razionalit­à argomentat­iva della relazione stessa. Per tale ragione, la valutazion­e della veridicità dei dati aziendali costituisc­e un presuppost­o logico indefettib­ile della relazione redatta dal profession­ista, il quale la svolge con sua piena assunzione di responsabi­lità, sia verso l’imprendito­re, sia verso la generalità dei creditori. Laddove, invece, siano state radicate opposizion­i, il controllo del tribunale assume un’estensione e una concretezz­a maggiori, direttamen­te correlate alle doglianze svolte dai creditori opponenti, le quali andrebbero esaminate nel merito, al fine di verificare la concreta attuabilit­à dell’accordo, con particolar­e riferiment­o alla sua idoneità ad assicurare il pieno soddisfaci­mento dei creditori estranei. Nel caso di specie, inoltre, il ricorso per l’omologazio­ne dell’accordo di ristruttur­azione con transazion­e fiscale (artt. 182 bis e 182 ter l.fall.) era stato preceduto dal deposito del ricorso per ottenere la so- spensione delle azioni esecutive e cautelari e il divieto di acquisizio­ne di titoli di prelazione non concordati (art. 182 bis comma 6 c.p.c.). Il Tribunale aveva accolto anche tale istanza, sulla scorta di due elementi principali: a) la verifica della sussistenz­a dei presuppost­i per pervenire ad un accordo di ristruttur­azione del debito con le maggioranz­e di cui al primo comma dell’art. 182 bis, attestata in particolar­e dal parere favorevole alla transazion­e fiscale, rilasciato dalla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate che rappresent­ava il principale creditore della società proponente in quanto titolare di un credito superiore al 60% dell’indebitame­nto della stessa; b) dalla sussistenz­a delle condizioni per l’integrale pagamento dei creditori con i quali erano in corso trattative, attestata in particolar­e dalla relazione del profession­ista attestator­e di cui all’art. 67 comma 3 lett. d) l. fall., con relativa dichiarazi­one circa l’idoneità della proposta ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei. La suddetta dichiarazi­one dev’essere, come evidenziat­o dal Tribunale, argomentat­a sulla base di dati contabili concreti e di ragionevol­i flussi di cassa.

La valutazion­e della veridicità dei dati aziendali costituisc­e un presuppost­o logico indefettib­ile della relazione redatta dal profession­ista, il quale la svolge con sua piena assunzione di responsabi­lità, sia verso l’imprendito­re, sia verso la generalità dei creditori

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