Nuo­va leg­ge an­ti­cor­ru­zio­ne: trop­pe do­man­de al mo­men­to sen­za ri­spo­sta

Mol­ti i dub­bi che l'Anac in pri­mis do­vrà chia­ri­re ri­spet­to all'am­mi­ni­stra­zio­ne ester­na dell'im­pre­sa in ca­so di in­ter­dit­ti­va an­ti­ma­fia

Costozero - - Sommario - di L. M. D' An­gio­lel­la

La nuo­va leg­ge an­ti­cor­ru­zio­ne ha su­sci­ta­to mol­ti com­men­ti, po­le­mi­che e di­ver­se pre­se di po­si­zio­ne tra gli ope­ra­to­ri, per i ri­fles­si sia di ti­po pret­ta­men­te pe­na­li­sti­co, sia am­mi­ni­stra­ti­vo. La leg­ge qui in com­men­to rin­no­va e am­plia al­cu­ni isti­tu­ti, in par­ti­co­la­re le for­me di ge­stio­ne da par­te del­lo Sta­to e dell'Or­di­na­men­to Giu­di­zia­rio sul­le im­pre­se, in­tro­du­cen­do an­che for­me di con­trol­lo suc­ces­si­ve al­la mi­su­ra in­ter­dit­ti­va per chi è in“odo­re di ma­fia”. L'art. 34 del Co­di­ce An­ti­ma­fia pre­ve­de la com­pe­ten­za del Tri­bu­na­le del­le mi­su­re di pre­ven­zio­ne di di­spor­re l'ap­pli­ca­zio­ne di un'am­mi­ni­stra­zio­ne giu­di­zia­ria per con­ti­nua­re l'at­ti­vi­tà e, quin­di, evi­ta­re il tra­col­lo dell'im­pre­sa.Il le­gi­sla­to­re del 2017 ha in­se­ri­to un nuo­vo ar­ti­co­lo (34-bis), stret­ta­men­te col­le­ga­to al pre­ce­den­te, il qua­le di­sci­pli­na il“con­trol­lo giu­di­zia­rio” in di­ver­se for­me. In par­ti­co­la­re, il Com­ma VI dell'art. 34 bis cit., per le im­pre­se che ab­bia­no im­pu­gna­to il prov­ve­di­men­to del Pre­fet­to da­van­ti al TAR (lo si pre­su­me, la nor­ma non spe­ci­fi­ca), di­spo­ne che pos­sa­no ri­chie­de­re al Tri­bu­na­le di Pre­ven­zio­ne l'ap­pli­ca­zio­ne del­le mi­su­re di cui al II com­ma b del­lo stes­so art. 34, e cioè la no­mi­na «di un giu­di­ce de­le­ga­to o di un am­mi­ni­stra­to­re giu­di­zia­rio che ri­fe­ri­sce, al­me­no bi­me­stral­men­te, gli esi­ti dell'at­ti­vi­tà di con­trol­lo al giu­di­ce de­le­ga­to e al pub­bli­co mi­ni­ste­ro». Il Tri­bu­na­le di pre­ven­zio­ne, all'esi­to di una pri­ma fa­se di con­trol­lo, può re­vo­car­lo e di­spor­re al­tre mi­su­re di pre­ven­zio­ne. Il VII com­ma del­lo stes­so art. 34 bis espres­sa­men­te di­spo­ne: «Il prov­ve­di­men­to che di­spo­ne l'am­mi­ni­stra­zio­ne giu­di­zia­ria di cui all'art. 34 o il con­trol­lo giu­di­zia­rio ai sen­si del VI com­ma, so­spen­de gli ef­fet­ti di cui all'art. 94» nor­ma del Co­di­ce An­ti­ma­fia che di­spo­ne, co­me è no­to, l'in­ter­dit­ti­va. La pri­ma ov­via let­tu­ra che si dà a que­ste di­spo­si­zio­ni è che, una vol­ta col­pi­ti dal­la in­ter­dit­ti­va, si ri­cor­re su­bi­to al Tar per con­cre­tiz­za­re il pre­sup­po­sto giu­ri­di­co per chie­de­re al Tri­bu­na­le pe­na­le il con­trol­lo e/o l'am­mi­ni­stra­zio­ne giu­di­zia­ria che so­spen­de gli ef­fet­ti del­la in­ter­di­zio- ne ex art. 94 del Co­di­ce An­ti­ma­fia e ciò per im­pe­di­re, in­tan­to, che le com­mit­ten­ze re­vo­chi­no i con­trat­ti o i con­tri­bu­ti ero­ga­ti. Ma man­ca la do­vu­ta chia­rez­za. So­lo per por­ci del­le do­man­de e per da­re si­cu­re soluzioni: qua­li so­no i rapporti tra Giu­sti­zia am­mi­ni­stra­ti­va e quel­la del Tri­bu­na­le pe­na­le? La so­spen­sio­ne de­gli ef­fet­ti del­la in­ter­dit­ti­va, co­me di­ce il VII com­ma dell'art. 34 bis cit., è pie­na? Si po­trà par­te­ci­pa­re a ga­re con il“con­trol­lo giu­di­zia­rio”? Le ra­gio­ni del­la in­ter­dit­ti­va, de­fi­ni­ta co­me“tu­te­la avan­za­ta” del si­ste­ma che può an­che non con­se­gui­re ad in­da­gi­ni pe­na­li, ma al so­lo ri­schio dell'in­fil­tra­zio­ne cri­mi­na­le nell'im­pre­sa, co­me ver­rà va­lu­ta­ta dal Tri­bu­na­le pe­na­le che di­spo­ne per leg­ge mi­su­re di pre­ven­zio­ne so­lo per in­da­ga­ti? Qual è la le­git­ti­ma­zio­ne dell'im­pren­di­to­re sot­to con­trol­lo giu­di­zia­rio? E in che for­ma si estrin­se­ca que­sto con­trol­lo an­che sot­to il pro­fi­lo del­le re­go­le so­cie­ta­rie? In­som­ma, at­ten­dia­mo che gli or­ga­ni­smi pre­po­sti, in pri­mis l'Anac, dia­no le pri­me ri­spo­ste.

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