Li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio per i so­ci del­la snc

Il ri­cor­so pro­po­sto an­che da uno sol­tan­to dei sog­get­ti in­te­res­sa­ti im­po­ne l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti de­gli al­tri, ai sen­si dell'art. 14 D.lgs. n. 546/92. In man­can­za di que­sto, il giudizio è af­fet­to da nul­li­tà as­so­lu­ta

Costozero - - SOMMARIO - di M. Vil­la­ni e A. Riz­zel­li

Il fe­no­me­no del li­ti­scon­sor­zio (o co­mu­nan­za del­la li­te) si ve­ri­fi­ca quan­do il pro­ces­so pre­sen­ta una plu­ra­li­tà di par­ti, sia in qua­li­tà di at­to­ri-ri­cor­ren­ti, sia di con­ve­nu­ti-re­si­sten­ti. Nell'am­bi­to di que­sto isti­tu­to si di­stin­guo­no:

- il li­ti­scon­sor­zio at­ti­vo, che si ha quan­do in un pro­ces­so vi so­no più at­to­ri con­tro un so­lo con­ve­nu­to (ad es. il ri­cor­so pro­po­sto con­giun­ta­men­te dal ven­di­to­re e dal com­pra­to­re di un im­mo­bi­le con­tro l'av­vi­so di ac­cer­ta­men­to di mag­gio­re va­lo­re ai fi­ni dell'im­po­sta di re­gi­stro);

- il li­ti­scon­sor­zio pas­si­vo, che si ha quan­do in un pro­ces­so vi è un so­lo at­to­re con­tro più con­ve­nu­ti (ad es. il ri­cor­so del con­tri­buen­te av­ver­so iscri­zio­ne a ruo­lo, pro­po­sto nei con­fron­ti sia del com­pe­ten­te Uf­fi­cio dell'Agen­zia dell'En­tra­te che ha for­ma­to il ruo­lo, sia dell'Agen­te del­la Ri­scos­sio­ne che ha emes­so la car­tel­la di pa­ga­men­to);

- il li­ti­scon­sor­zio mi­sto, che si

ha quan­do in un pro­ces­so vi so­no più at­to­ri-ri­cor­ren­ti con­tro più con­ve­nu­ti-re­si­sten­ti (Circ. Min. 23 apri­le 1996 n. 98/E). Il li­ti­scon­sor­zio può es­se­re, inol­tre, ne­ces­sa­rio o fa­col­ta­ti­vo, a se­con­da che la pre­sen­za di due o più par­ti ven­ga im­po­sta dal­la leg­ge. Nel pri­mo ca­so (li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio) il pro­ces­so do­vrà coin­vol­ge­re tut­ti i sog­get­ti in­te­res­sa­ti a pe­na di nul­li­tà dell'in­te­ro giudizio; nel se­con­do ca­so (li­ti­scon­sor­zio

La Cor­te ha pre­ci­sa­to che, trat­tan­do­si di li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio, la con­tro­ver­sia re­la­ti­va al red­di­to del­la so­cie­tà di per­so­ne im­po­ne ne­ces­sa­ria­men­te la par­te­ci­pa­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­la so­cie­tà e di tut­ti i so­ci

fa­col­ta­ti­vo), in­ve­ce, stan­te la con­nes­sio­ne dell'og­get­to o del ti­to­lo dal qua­le di­pen­do­no, più par­ti po­tran­no agi­re o es­se­re con­ve­nu­te nel­lo stes­so pro­ces­so. In ma­te­ria pro­ces­sual­ci­vi­li­sti­ca il li­ti­scon­sor­zio è di­sci­pli­na­to dall'art. 102 c.p.c. il qua­le, al pri­mo com­ma, pre­ve­de che «se la de­ci­sio­ne non può pro­nun­ciar­si che in con­fron­to di più par­ti, que­ste deb­bo­no agi­re o es­se­re con­ve­nu­te nel­lo stes­so pro­ces­so».

Al se­con­do com­ma, ag­giun­ge, poi, che «se que­sto è pro­mos­so da al­cu­ne o con­tro al­cu­ne sol­tan­to di es­se, il giu­di­ce or­di­na l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio in un ter­mi­ne pe­ren­to­rio da lui sta­bi­li­to». In ma­te­ria pro­ces­sual-tri­bu­ta­ria, in­ve­ce, il pro­ces­so tri­bu­ta­rio nell'af­fian­car­si al­la di­sci­pli­na ci­vi­li­sti­ca di cui agli ar­ti­co­li 102 e 331 c.p.c., regola la plu­ra­li­tà di par­ti nel giudizio con la pre­vi­sio­ne di cui all'art. 14 del D.lgs. n. 546/1992.

In par­ti­co­la­re, l'art. 331 c.p.c. ci­ta­to pre­ve­de espres­sa­men­te che «se la sen­ten­za pro­nun­cia­ta tra più par­ti in cau­sa in­scin­di­bi­le o in cau­se tra

lo­ro di­pen­den­ti, non è sta­ta im­pu­gna­ta nei con­fron­ti di tut­te, il giu­di­ce or­di­na l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio fis­san­do il ter­mi­ne nel qua­le la no­ti­fi­ca­zio­ne de­ve es­se­re fat­ta e, se ne­ces­sa­rio, l'udien­za di com­pa­ri­zio­ne». L'art. 14 del D.lgs. 546/1992, da par­te sua, al pri­mo com­ma, sta­bi­li­sce che «se l'og­get­to del ri­cor­so ri­guar­da in­scin­di­bil­men­te più sog­get­ti, que­sti de­vo­no es­se­re tut­ti par­te nel­lo stes­so pro­ces­so e la con­tro­ver­sia non può es­se­re de­ci­sa li­mi­ta­ta­men­te ad al­cu­ni di es­si», per poi pro­se­gui­re al se­con­do com­ma af­fer­man­do che «se il ri­cor­so non è sta­to pro­po­sto da o nei con­fron­ti di tut­ti i sog­get­ti in­di­ca­ti al com­ma 1 è or­di­na­ta l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio me­dian­te la lo­ro chia­ma­ta in cau­sa en­tro un ter­mi­ne sta­bi­li­to a pe­na di de­ca­den­za». Ele­men­to co­mu­ne ad en­tram­bi i pro­ces­si è quel­lo di non spe­ci­fi­ca­re in qua­li ca­si si ve­ri­fi­ca il c.d. “li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio”. Ciò pre­mes­so, si ri­le­va co­me, in ma­te­ria di li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio, la Cor­te di Cas­sa­zio­ne a Se­zio­ni Uni­te, con sen­ten­za del 04/06/2008, n. 14815, ha avu­to mo­do di sta­tui­re che «nel ca­so di ac­cer­ta­men­to a una so­cie­tà di per­so­ne, il ri­cor­so pre­sen­ta­to an­che da uno dei sog­get­ti coin­vol­ti apre la stra­da co­mun­que al giudizio col­let­ti­vo. Co­sì che il giudizio ce­le­bra­to sen­za la par­te­ci­pa­zio­ne di tut­ti i li­ti­scon­sor­ti ne­ces­sa­ri ri­sul­ta nul­lo». In al­tre pa­ro­le, la Cor­te ha pre­ci­sa­to che, trat­tan­do­si di li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio, la con­tro­ver­sia re­la­ti­va al red­di­to del­la so­cie­tà di per­so­ne im­po­ne ne­ces­sa­ria­men­te la par­te­ci­pa­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­la so­cie­tà e di tut­ti i so­ci. Ta­le orien­ta­men­to è sta­to, pe­ral­tro, re­cen­te­men­te con­fer­ma­to dal­la Su­pre­ma Cor­te che, con l'or­di­nan­za n. 8186 del 22 mar­zo 2019, ha avu­to mo­do di ri­ba­di­re co­me co­sti­tui­sce principio or­mai con­so­li­da­to quel­lo per cui, in ma­te­ria tri­bu­ta­ria, l'uni­ta­rie­tà dell'ac­cer­ta­men­to che è al­la ba­se del­la ret­ti­fi­ca del­le di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti del­le so­cie­tà di per­so­ne e del­le as­so­cia­zio­ni di cui all'art. 5 D.P.R. 22/12/1986 n. 917 e dei so­ci del­le stes­se e la con­se­guen­te au­to­ma­ti­ca im­pu­ta­zio­ne dei red­di­ti a cia­scun so­cio, pro­por­zio­nal­men­te al­la quo­ta di par­te­ci­pa­zio­ne agli uti­li e in­di­pen­den­te­men­te dal­la per­ce­zio­ne de­gli stes­si, com­por­ta che il ri­cor­so tri­bu­ta­rio pro­po­sto, an­che av­ver­so un so­lo av­vi­so di ret­ti­fi­ca, da uno dei so­ci o dal­la so­cie­tà ri­guar­da in­scin­di­bil­men­te sia la so­cie­tà che tut­ti i so­ci - sal­vo il ca­so in cui que­sti pro­spet­ti­no que­stio­ni per­so­na­li -, sic­ché tut­ti que­sti sog­get­ti de­vo­no es­se­re par­te del­lo stes­so pro­ce­di­men­to e la con­tro­ver­sia non può es­se­re de­ci­sa li­mi­ta­ta­men­te ad al­cu­ni di es­si. Ne con­se­gue, per­tan­to, che il ri­cor­so pro­po­sto an­che da uno sol­tan­to dei sog­get­ti in­te­res­sa­ti im­po­ne l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti de­gli al­tri, ai sen­si dell'art. 14 D.lgs. n. 546/92. In man­can­za, il giudizio è af­fet­to da nul­li­tà as­so­lu­ta, ri­le­va­bi­le in ogni sta­to e gra­do del pro­ce­di­men­to an­che d'uf­fi­cio.

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