Pe­co­ri­no sar­do ama­ro per Di Ma­io e an­che per Sal­vi­ni

Dire Oggi - - Da Prima Pagina - Di Ni­co Per­ro­ne

RO­MA - In Sar­de­gna al­la fi­ne vin­ce­rà il can­di­da­to del cen­tro­de­stra, ma per il lea­der del­la Le­ga, Mat­teo Sal­vi­ni, è una vit­to­ria ama­ra. Per il ca­po po­li­ti­co del M5S, Lui­gi Di Ma­io, in­ve­ce, è un ve­ro e pro­prio tra­col­lo elet­to­ra­le: dal 40% pre­so un an­no fa, il Mo­vi­men­to spro­fon­da sot­to il 12%. Sal­vi­ni ave­va bat­tu­to la Sar­de­gna pal­mo a pal­mo. Spo­san­do an­che la cau­sa dei pa­sto­ri sar­di per il pe­co­ri­no pa­ga­to al giu­sto prez­zo. Pen­sa­va di dop­pia­re il ri­sul­ta­to ot­te­nu­to dal­la Le­ga in Abruz­zo, di­ven­ta­ta il pri­mo par­ti­to col 27% dei con­sen­si. In­ve­ce in Sar­de­gna la Le­ga sta at­tor­no al 13%, tal­lo­na­ta da For­za Ita­lia al 10. Pri­mo ra­gio­na­men­to: ve­ro che il can­di­da­to del cen­tro­de­stra sfio­ra il 48%, ma die­tro lui ci so­no ben 11 li­ste. Al­tro di­scor­so per Lui­gi Di Ma­io, già mes­so sul­la gra­ti­co­la do­po la bot­ta abruz­ze­se. Sta­vol­ta qual­co­sa bi­so­gne­rà in­ven­tar­si per sal­va­re il 'gril­li­smo'. Tra le pro­po­ste in cam­po, una rior­ga­niz­za­zio­ne più strut­tu­ra­ta sul ter­ri­to­rio; al­lear­si con le li­ste ci­vi­che. In­som­ma, di­ven­ta­re più un par­ti­to che co­me gli al­tri si met­te sul mer­ca­to e non fa più del­la pu­rez­za il suo ca­val­lo di bat­ta­glia. Bi­so­gne­rà spor­car­si... ma poi la di­ver­si­tà co­me si tro­ve­rà? Do­po l'Abruz­zo, an­che in Sar­de­gna il cen­tro­si­ni­stra, gui­da­to dal sin­da­co di Ca­glia­ri, Mas­si­mo Zed­da, si piaz­za al se­con­do po­sto con il 33% dei vo­ti. In que­sto cam­po qual­co­sa di im­por­tan­te re­sta, e da qui si po­trà ri­par­ti­re. La cam­pa­gna elet­to­ra­le con­ti­nua, tra un me­se toc­ca al­la Ba­si­li­ca­ta.

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