Ere­zio­ne "bio­ni­ca" sod­di­sfa al 94% chi ha di­sfun­zio­ni ses­sua­li

Dire Oggi - - AMBIENTE | SANITÀ | SOCIALE - Di An­drea San­ger­ma­no

BO­LO­GNA - L'ere­zio­ne "bio­ni­ca" per chi ha di­sfun­zio­ni ses­sua­li, in par­ti­co­la­re do­po le cu­re on­co­lo­gi­che, può da­re «ri­sul­ta­ti spet­ta­co­la­ri» per la vi­ta di cop­pia. Non a ca­so si par­la di un li­vel­lo di gra­di­men­to su­pe­rio­re al 90% sia per l'uo­mo che per la don­na. Lo af­fer­ma Mau­ri­zio Car­ri­no, pri­ma­rio di an­dro­lo­gia dell'ospe­da­le Car­da­rel­li di Na­po­li, que­sta mat­ti­na nell'am­bi­to del con­gres­so na­zio­na­le dell'as­so­cia­zio­ne uro­lo­gi ita­lia­ni (Au­ro), in cor­so in que­sti gior­ni a Bo­lo­gna. «Non cre­dia­mo che il pa­zien­te gua­ri­to dal can­cro non ab­bia di­rit­to al­la ses­sua­li­tà - spie­ga Car­ri­no - esi­sto­no mol­te so­lu­zio­ni. In al­cu­ni ca­si so­no suf­fi­cien­ti te­ra­pie ora­li o iniet­ti­ve». Nei ca­si più com­ples­si, in­ve­ce, «sta aven­do un enor­me suc­ces­so» l'impianto di una pro­te­si al pe­ne. Si trat­ta cioè di un «si­ste­ma idrau­li­co di ere­zio­ne - spie­ga Car­ri­no - im­pian­ta­to nei cor­pi ca­ver­no­si, che il pa­zien­te può fa­cil­men­te azio­na­re a co­man­do».

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