Due o tre mi­ni­stri in più al­la Le­ga? Lu­ne­dì Di Ma­io e Sal­vi­ni de­ci­do­no

Dire Oggi - - Da Prima Pagina - Di Ni­co Per­ro­ne

ROMA - Si av­vi­ci­na il mo­men­to del­la ve­ri­tà. Do­po il fac­cia a fac­cia di ie­ri, Sal­vi­ni e Di Ma­io lu­ne­dì si ve­dran­no con il pre­si­den­te del Con­si­glio per ag­gior­na­re il con­trat­to di Go­ver­no con le nuo­ve ur­gen­ze e rim­pa­sta­re la squa­dra dei mi­ni­stri. Due o tre le pol­tro­ne in bal­lo, che do­vreb­be­ro pas­sa­re al­la Le­ga. Ca­pi­tan Sal­vi­ni de­ve rim­piaz­za­re il po­sto agli Af­fa­ri eu­ro­pei la­scia­to da Sa­vo­na, poi do­vreb­be por­ta­re a ca­sa le In­fra­strut­tu­re, la Sa­ni­tà o l'Am­bien­te, che mol­te vol­te a cau­sa del­le va­rie au­to­riz­za­zio­ni in ma­te­ria di tu­te­la en­tra in con­tra­sto con la vo­glia di ac­ce­le­ra­re ap­pal­ti e can­tie­ri. Tra le vo­ci che si rin­cor­ro­no a Mon­te­ci­to­rio la pos­si­bi­li­tà che, se do­ves­se­ro es­se­re più di due i mi­ni­ste­ri in­te­res­sa­ti, per il Go­ver­no sia ne­ces­sa­rio un pas­sag­gio in Par­la­men­to per con­fer­ma­re la mag­gio­ran­za. Ci sa­rà an­che qual­che sot­to­se­gre­ta­rio in più per ac­con­ten­ta­re il M5S che esce pe­na­liz­za­to dal rim­pa­sto, prez­zo da pa­ga­re do­po la ba­to­sta elet­to­ra­le. Per quan­to ri­guar­da le al­tre no­mi­ne, sal­go­no le quo­ta­zio­ni che ve­do­no il sot­to­se­gre­ta­rio Gian­car­lo Gior­get­ti can­di­da­to al­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea. Sul ver­san­te più po­li­ti­co, in at­te­sa dei bal­lot­tag­gi di do­me­ni­ca, so­no ri­pre­si ad usci­re i son­dag­gi. Con­fer­ma­ta la Le­ga co­me pri­mo par­ti­to, se­con­do il Pd con ol­tre il 23%, se­gui­to dal M5S al 18,9 (ave­va il 17% al­le Eu­ro­pee). Gran­de sor­pre­sa: Fra­tel­li d'Ita­lia di Gior­gia Me­lo­ni al 7% sor­pas­sa For­za Ita­lia, che spro­fon­da al 6,9. Co­min­cia an­che a raf­for­zar­si l'ipo­te­si che il pre­si­den­te del Con­si­glio, Giu­sep­pe Con­te, quan­do ar­ri­ve­rà il mo­men­to del vo­to, si pre­sen­ti con una sua li­sta vi­sto che i son­dag­gi la quo­ta­no at­tor­no al 12%. Una for­za mo­de­ra­ta di Cen­tro che po­treb­be ri­sul­ta­re de­ci­si­va per le al­lean­ze e che spin­ge­rà quan­to pri­ma gli al­tri at­to­ri che stan­no pen­san­do ad una ope­ra­zio­ne si­mi­le (Ren­zi? Ca­len­da? To­ti?) a spin­ge­re l'ac­ce­le­ra­to­re. Con il ri­schio di scon­trar­si.

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