Fer­ma­re Sal­vi­ni in Emi­lia Ro­ma­gna e poi ele­zio­ni per met­ter­lo ko

Dire Oggi - - Da Prima Pagina - Di Ni­co Per­ro­ne

RO­MA - Le pro­po­ste da di­bat­te­re in pub­bli­co e, die­tro le quin­te, gli sce­na­ri su cui met­ter­si a la­vo­ra­re. La scom­mes­sa, den­tro il Pd, è che il lea­der del­la Le­ga, Mat­teo Sal­vi­ni, an­che se per po­co al­la fi­ne ver­rà scon­fit­to in Emi­lia-Ro­ma­gna. A quel pun­to, si ra­gio­na, bi­so­gne­rà ten­ta­re il tut­to per tut­to. Svol­gen­do il re­fe­ren­dum sul ta­glio dei 345 par­la­men­ta­ri in pri­ma­ve­ra e su­bi­to do­po le ele­zio­ni an­ti­ci­pa­te. Nel frat­tem­po bi­so­gne­rà met­te­re a pun­to una nuo­va leg­ge elet­to­ra­le. Sa­rà pro­prio que­sto il ter­re­no di bat­ta­glia. Gian­car­lo Gior­get­ti, big del­la Le­ga, sta cer­can­do ac­cor­di per tro­va­re una via d'usci­ta, per non far an­ne­ga­re nel­le sab­bie mo­bi­li del pro­por­zio­na­le il so­gno di Sal­vi­ni pre­mier. Og­gi Gior­get­ti, ri­chia­man­do la per­so­na del Ca­po del­lo Sta­to, ha pro­po­sto di tor­na­re al Mat­ta­rel­lum, la ri­for­ma elet­to­ra­le che «por­ta il no­me di ga­ran­zia del no­stro pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca» e che «ha fun­zio­na­to ed è sta­ta si­no­ni­mo di al­ter­nan­za». Il Mat­ta­rel­lum è un si­ste­ma mag­gio­ri­ta­rio a tur­no uni­co per la ri­par­ti­zio­ne dei 75% dei seg­gi par­la­men­ta­ri e un si­ste­ma pro­por­zio­na­le con li­ste bloc­ca­te per il re­stan­te 25% dei seg­gi. Ma dal fron­te del­la mag­gio­ran­za non ci sen­to­no. Il se­gre­ta­rio del Pd, Ni­co­la Zin­ga­ret­ti, d'ac­cor­do con il M5S, con­ti­nua a ra­gio­na­re su un si­ste­ma pro­por­zio­na­le con sbar­ra­men­to al 5%. Per spin­ge­re al bi­po­la­ri­smo, ha det­to Zin­ga­ret­ti, si po­treb­be fa­re co­me in Ger­ma­nia do­ve un Go­ver­no ca­de se su­bi­to ce n'è uno pron­to a so­sti­tuir­lo. Do­ma­ni la Con­sul­ta è chia­ma­ta ad espri­mer­si sul­la ri­chie­sta di re­fe­ren­dum avan­za­ta da 8 Re­gio­ni a gui­da Le­ga per cas­sa­re la par­te pro­por­zio­na­le dell'at­tua­le leg­ge elet­to­ra­le e tra­sfor­mar­la co­sì in un si­ste­ma mag­gio­ri­ta­rio. In mol­ti pen­sa­no che la Cor­te Co­sti­tu­zio­na­le boc­ce­rà la ri­chie­sta per­ché la leg­ge co­sì mo­di­fi­ca­ta non sa­reb­be im­me­dia­ta­men­te ap­pli­ca­bi­le, vi­sto che bi­so­gne­reb­be ri­mo­du­la­re i col­le­gi e la rap­pre­sen­tan­za. For­se lo stes­so Gior­get­ti si aspet­ta un esi­to ne­ga­ti­vo, e per que­sto dal Fo­glio in­vi­ta tut­ti ad un ri­pen­sa­men­to: «I par­ti­ti so­no ema­na­zio­ne per­so­na­le del­le lea­der­ship. E noi vo­glia­mo ri­pri­sti­na­re un si­ste­ma elet­to­ra­le che era sta­to im­ma­gi­na­to per un mon­do che non esi­ste più? Dav­ve­ro la pau­ra di Sal­vi­ni può spin­ger­ci a tan­to?». A quan­to pa­re sì.

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