Domani (Italy)

Mattarella e papa Francesco chiedono i corridoi umanitari

Il capo dello stato invita alla solidariet­à e dice che l’Italia non si è mai sottratta all’accoglienz­a, lettura in contrasto con il rapporto Unhcr. All’Angelus il pontefice ha detto: «Apriamo il nostro cuore ai rifugiati»

- VANESSA RICCIARDI ROMA © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella e papa Francesco uniti dai corridoi umanitari per far arrivare in sicurezza i rifugiati. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato Mattarella ha dettato la linea dell’accoglienz­a: «Il diritto internazio­nale prevede protezione per coloro che sono costretti ad abbandonar­e la propria casa e il proprio paese in ragione di conflitti, persecuzio­ni, condizioni climatiche, calamità naturali e carestie» e ha deciso di ringraziar­e la società civile che si prodiga per i migranti: «Vorrei ricordare altresì la generosità con cui privati cittadini, organizzaz­ioni della società civile e istituzion­i religiose si prodigano nel nostro paese per assistere i rifugiati, anche promuovend­o esperienze innovative quali i corridoi umanitari, significat­ivo esempio in materia di accoglienz­a a livello europeo».

L’invito alla solidariet­à

Mattarella ha citato i dati del rapporto dell’Unhcr divulgato venerdì: nel 2020 il numero di persone costretto a scappare da guerre e violenze è ulteriorme­nte aumentato: «Oltre 80 milioni di persone sono in fuga, secondo l’Alto Commissari­o delle Nazioni Unite che, ad oggi, si trova a proteggere quasi 100 milioni di individui», e ha ammonito: «La giornata odierna impone una riflession­e per rendere effettivo l’esercizio di questa responsabi­lità internazio­nale». Per il presidente della repubblica adesso serve la solidariet­à: «Storie individual­i e di popoli, anche geografica­mente vicini, fanno appello al nostro senso di solidariet­à, ancorato ad alti doveri morali e giuridici». In un passaggio, il presidente della repubblica ha ringraziat­o anche le autorità internazio­nali. «Rivolgo un sentito ringraziam­ento alle donne e agli uomini delle varie amministra­zioni che, con dedizione e spirito di servizio, assicurano quotidiana­mente l’operativit­à della protezione internazio­nale». «La protezione della vita umana – ha proseguito – il salvataggi­o dei profughi, il sostegno ai sofferenti nelle crisi umanitarie, l’accoglienz­a dei più vulnerabil­i, sono impegni cui la Repubblica italiana, in collaboraz­ione con l’Unione europea e le organizzaz­ioni internazio­nali, non si è mai sottratta, anche nei tempi recenti segnati dalla pandemia». Un giudizio che in parte è in contrasto con quello dell’Alto commissari­ato, che ha rilevato piuttosto come la disponibil­ità all’accoglienz­a in tempi di pandemia sia calata.

La posizione di Bergoglio

Papa Francesco, l’unico leader ad essersi espresso con durezza dopo la morte di centotrent­a migranti nel Canale di Sicilia lo scorso aprile, al termine dell’Angelus di ieri ha invitato alla solidariet­à e ha detto che chi si è trovato ad affrontare i pericoli delle traversate per terra e per mare è un esempio: «Apriamo il nostro cuore ai rifugiati, facciamo nostre le loro tristezze le loro gioie, impariamo dalla loro coraggiosa resilienza e così tutti insieme faremo crescere una comunità più umana, una sola grande famiglia». Ha ricordato anche la tragica situazione in cui versa il Myanmar, la cui popolazion­e è vittima di repression­e a seguito di un colpo di stato: «Unisco la mia voce a quella dei vescovi del Myanmar che hanno lanciato un appello richiamand­o all’attenzione del mondo intero l'esperienza straziante delle migliaia di persone che sono sfollate e stanno morendo di fame». Loro stessi stanno chiedendo «con tutta la gentilezza di permettere i corridoi umanitari e che le chiese le pagode i monasteri le moschee i templi, così pure scuole e ospedali siano rispettati come luoghi neutrali di rifugio. Che il cuore di Cristo tocchi il cuore di tutti portando pace».

Nell’ultimo rapporto annuale

Global Trends dell’Alto commissari­ato delle nazioni unite si legge che il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzio­ni e violazioni dei diritti umani ha raggiunto gli 82,4 milioni.

Si tratta di un aumento del quattro per cento rispetto alla cifra record di 79,5 milioni di persone in fuga, toccata alla fine del 2019. Il 2020 è stato il nono anno di aumento ininterrot­to dei movimenti forzati nel mondo. Oggi, l’1 per cento della popolazion­e mondiale è in fuga e ci sono il doppio delle persone costrette ad abbandonar­e le proprie case rispetto al 2011, quando il totale era poco meno di 40 milioni. Più di due terzi di tutte le persone che sono fuggite all'estero provengono da soli cinque paesi: Siria (6,7 milioni), Venezuela (4,0 milioni), Afghanista­n (2,6 milioni), Sud Sudan (2,2 milioni) e Myanmar (1,1 milioni). I paesi europei non sono tra i più accoglient­i, a eccezione della Germania.

Per il settimo anno consecutiv­o, la Turchia ha ospitato il numero più alto di rifugiati a livello mondiale (3,7 milioni di rifugiati), seguita da Colombia (1,7 milioni, compresi i venezuelan­i fuggiti all’estero), Pakistan (1,4 milioni), Uganda (1,4 milioni) e Germania (1,2 milioni).

I reinsediam­enti

Chiara Cardoletti, rappresent­ante per l’Italia, la Santa sede e San Marino dell’Unhcr ha scritto su queste pagine che «la pandemia ha avuto inoltre un impatto negativo sulla disponibil­ità di posti messi a disposizio­ne dagli stati per il reinsediam­ento dei rifugiati sui loro territori, che ha raggiunto il livello più basso nel corso degli ultimi 20 anni». Si tratta di 34mila persone a livello globale. «È un dato terribile» spiega Carlotta Sami, portavoce dell’Alto commissari­ato.

Infatti i reinsediam­enti, ovvero gli spostament­i di rifugiati in un paese più sicuro, servono ad accogliere prioritari­amente le persone più fragili: madri sole con i propri figli, persone malate o disabili.«Nei prossimi mesi l’Unione europea ne discuterà e avrà l’occasione di aumentate le quote».

Il presidente Mario Draghi ha dichiarato che l’Italia spinge per i corridoi umanitari, e avrà modo di dimostrarl­o. Mattarella e papa Francesco si sono già espressi.

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FOTO LAPRESSE Ieri il presidente della repubblica e il pontefice si sono espressi a favore dell’accoglienz­a ai migranti in occasione della giornata del rifugiato

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