Domani (Italy)

Con la morte di Adil si ritorna al passato

- ∙ Giuseppe Casagrande

Portella della Ginestra è un luogo tristement­e conosciuto per la prima strage, avvenuta il 1° maggio 1947, della allora recente Repubblica italiana, contro contadini che stavano festeggian­do la festa dei lavoratori. La strage avvenne da parte della banda di Salvatore Giuliano. In seguito furono assaltate le sedi dei partiti di sinistra e le locali camere del lavoro.

I motivi della strage sono da ricercare, oltre che nella dichiarata avversione di Giuliano per i comunisti, sia nei poteri mafiosi, sia nella volontà dell’indipenden­tismo siciliano, sia nel tentativo dei reazionari di mantenere gli equilibri preesisten­ti contro il nuovo quadro istituzion­ale nato dopo la seconda guerra mondiale. I mandanti non sono mai stati individuat­i ma, comunque, sono da ricercare nelle responsabi­lità di ambienti politici non solo siciliani, ma anche esteri, che volevano intimidire i contadini che reclamavan­o la terra dopo aver votato per il Blocco del popolo nelle elezioni del 1947.

Torniamo al presente: non so il perché di questa mia associazio­ne mentale ma, istintivam­ente, dopo aver saputo sia dei fatti avvenuti a Tavazzano, sia dell’uccisione del sindacalis­ta Adil Belakhdim, avvenuta a Novara durante pacifiche manifestaz­ioni di lavoratori, da allora, la strage di Portella della Ginestra mi torna, in maniera martellant­e, in mente. Dovremo attendere un nuovo Giuseppe Di Vittorio, «un cafone in Parlamento» (finalmente un vero onorevole), perché finalmente l’art. 1 della Costituzio­ne italiana, quella che vede il suo fondamento «sul lavoro», venga applicato degnamente?

Io lo spero. quando è sotto processo – più viene ignorata. È come se lo stato, dopo aver ottenuto un rigore nella partita contro le mafie, decidesse di non tirarlo.

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