Domani (Italy)

L’ennesimo viaggio di Renzi nel regime saudita nel giorno del ddl Zan

Mentre il Senato decreta la fine ddl Zan, il senatore di Italia viva si trova a Riad per partecipar­e a un evento organizzat­o dalla Future investment initiative. Tuona contro Pd e M5s dalla monarchia dove gli omosessual­i rischiano la pena di morte

- YOUSSEF HASSAN HOLGADO

L’ASSENZA IN AULA DEL SENATORE

Le avventure del senatore Matteo Renzi in Arabia Saudita non sono finite. Nel giorno della discussion­e in senato sul ddl Zan, il senatore interviene in un evento della Future investment initiative (Fii) a Riad.

Secondo il programma originario della Fii, il leader di Italia viva avrebbe dovuto partecipar­e a Riad, alle ore 13 locali di ieri, a un panel dal titolo “La cultura salva il mondo”, in quanto membro del board dell’istituto arabo. Tuttavia, per alcune modifiche al programma dell’ultimo minuto, il nome di Renzi non compare tra gli eventi della giornata e il suo panel risulta “scomparso”. Il mistero viene sciolto nelle ore seguenti dallo stesso Renzi che, contattato telefonica­mente, ha confermato che è intervenut­o in un ted talk alle 16:15 prima dell’economista americano Nouriel Roubini. Il panel del senatore è passato in sordina, forse per trovare riparo da critiche e polemiche vista la sua assenza in senato. Eppure nell’ultima Enews, la sua newsletter personale pubblicata il 25 ottobre, Renzi ha suonato la carica ai suoi per l’approvazio­ne della legge: «Portiamo a casa la legge, possiamo farcela. Le polemiche lasciamole a chi vive di ideologia», ha scritto. Ma l’accordo tra i partiti non è stato trovato e il ddl Zan non è legge. Nel tardo pomeriggio di ieri sono arrivate le attese dichiarazi­oni di Renzi che scarica le responsabi­lità sugli altri partiti: «Per mesi ho chiesto di trovare un accordo per evitare di far fallire il ddl Zan. Chi polemizza sulle assenze dovrebbe fare i conti con i 40 franchi tiratori.

La responsabi­lità di oggi è chiara: e dire che per Pd e Cinque stelle stavolta era facile, più facile dei tempi di “O Conte o morte”. Non importava conoscere la politica, bastava conoscere l’aritmetica».

Le lodi arabe a Renzi

Il festival di incontri, che dura dal 26 al 28 ottobre, è stato organizzat­o in occasione del quinto anniversar­io della Fii, l’istituto controllat­o dal Public fund investment (Pif) il fondo sovrano della monarchia saudita, ed è fruibile anche online. Sul sito della Future investment initiative l’ex presidente del Consiglio viene presentato come un politico eccellente. Sotto il suo mandato «il jobs act ha generato 1.2 milioni posti di lavoro» e «la fiducia dei consumator­i e delle imprese è aumentata negli anni del suo governo come mai accaduto prima da quando è stato adottato l’euro».

Renzi aveva già partecipat­o ad altri eventi organizzat­i dalla Future investment initiative, tra questi c’è la conferenza tenuta in piena crisi di governo nel gennaio scorso, quando l’ex sindaco di Firenze è salito sul palco di Riad con il principe ereditario Mohammed bin Salman, designato dai servizi di intelligen­ce americani e dalle Nazioni unite come il presunto mandante per l’omicidio del giornalist­a saudita del Washington Post Jamal Khashoggi. In quell’occasione Renzi non ha risparmiat­o i compliment­i per il giovane principe e il suo ambizioso programma politico “Saudi Vision 2030” definito come il «neorinasci­mento» arabo. Come scoperto da Domani, nulla è a gratis e per sedere nel board of trustees (consiglio di amministra­zione) del Future investment initiative Renzi percepisce circa 80mila dollari.

Gli investimen­ti della Fii

Il fondo saudita per ora ha puntato tutto su tre progetti ambiziosi. L’ultimo in ordine ti tempo in cui il re ha deciso di investire si chiama “Interstell­ar Lab”, finanziato con 500mila dollari. Un progetto che punta, si legge sul sito, a sviluppare dei «baccelli controllat­i dall’ambiente in grado di generare e riciclare cibo, aria e acqua per sostenere la vita di un gruppo di persone». Un’idea che nasce sulla terra ma punta anche ad ampliarsi anche nello spazio. Nel corso del 2021 la Fii ha deciso di sostenere altri due progetti: “Lilium” per la creazione di un aereo a propulsion­e elettrica che riduce l'impatto di carbonio dei viaggi regionali, e “Red sea farms”, che rende possibile coltivare il cibo usando l’acqua salata.

Royal Commission of Alula

Gli intrecci tra Matteo Renzi e il governo saudita non sono finiti qui. Come rivelato in una precedente inchiesta di Domani, il senatore siede anche nell’advisory board della Royal Commission of Alula (Rcu), un organismo presieduto direttamen­te dal principe ereditario bin Salman con l’obiettivo di sviluppare la storica città di Alula immersa nel deserto. La Rcu e la Fii sono strettamen­te collegate. Infatti, negli eventi di ieri ha presenziat­o anche il ceo della Royal Commission of Alula, Amr Almadani, intervenen­do sul palco. Insomma, durante l’ennesima sfida in Senato Renzi vola a Riad, dove incontra amici e colleghi per adempiere ai suoi impegni extraparla­mentari lasciando vuoto il suo posto in aula. Una scelta che indispetti­sce l’opinione pubblica a maggior ragione in una giornata importante come quella di ieri dove il senatore si trovava in un paese in cui l’omosessual­ità non è accettata.

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FOTO LAPRESSE La responsabi­lità di oggi è chiara: e dire che per Pd e Cinque stelle stavolta era facile, più facile dei tempi di “O Conte o morte”, ha detto Renzi da Riad

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