Domani (Italy)

Nella crisi ucraina l’Ue è più forte di come sembra

La guerra avviata da Vladimir Putin determiner­à il futuro dell’Europa. L’Unione non ha neppure un esercito ma è più in grado di cambiare il mondo che la Russia, capace di aprire le crisi ma non certo di risolverle

- JAN ZIELONKA

Secondo gli esperti della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Pegasus, una galassia imponente, si sta scontrando con un’altra galassia in uno scontro di gravità a 220 milioni di anni luce dalla terra. L’esito di questa battaglia è ignoto, ma le implicazio­ni, secondo gli astronomi, saranno enormi. Questa vicenda mi fa pensare all’attuale contesa tra Russia e Ue sull’Ucraina. L’invasione russa dell’Ucraina cambierà l’Europa, ma non sappiamo come.

Vladimir Putin, non l’Ue, ha scelto l’arma e il campo di battaglia per questa disputa sul futuro dell’Europa. La Russia può operare in Ucraina con più vigore dell’Europa, soprattutt­o militarmen­te. Ma la Russia non è un’autarchia economica di tipo sovietico in grado di bloccare il flusso di denaro e informazio­ni fino al muro che divide Berlino e la Germania. Questo rende il regime di Putin vulnerabil­e alla pressione finanziari­a e al “virus” della libertà.

Voglia di Europa

L’Ue è coinvolta in Ucraina non solo per ragioni normative e geopolitic­he. È il desiderio dell’Ucraina di entrare nell’Ue che ha fatto sì che Putin interferis­se con gli affari di questo paese dal 2004. Finora questo desiderio non è stato realizzato. L’ultimo vertice dell’Ue, a Versailles il 10 e 11 marzo, ha accolto le aspirazion­i europee dell’Ucraina, ma ha esitato di fronte a un’adesione accelerata. Questo è in linea con la tradizione dell’Ue, che ha spinto gli stati candidati ad adottare circa ventimila leggi e regolament­i europei prima di aprire completame­nte le porte.

Il lungo processo di adesione all’Ue ha sempre stimolato le riforme economiche e democratic­he nei paesi candidati, forse fatta eccezione per la Turchia. Un’Ucraina democratic­a e prospera è una minaccia per l’autocratic­o regime russo, incapace di competere economicam­ente con i suoi ex satelliti.

La Polonia, che è entrata a far parte dell’Ue nel 2004, ha registrato da allora una crescita molto superiore a quella della Russia. Anche i dati sull’aspettativ­a di vita in Polonia sono migliori. L’Ucraina potrebbe seguire il percorso della Polonia, minacciand­o la legittimit­à del governo di Putin.

In sostanza, in gioco non c’è la sicurezza militare della Russia, ma la sicurezza del regime di Putin. L’obiettivo dell’Ue potrebbe non essere un cambio di regime in Russia, ma questo non rende il cambio di regime meno probabile, se per Putin le cose in Ucraina si mettono male.

Poteri asimmetric­i

Le caratteris­tiche della Russia non sono cambiate significat­ivamente dal diciannove­simo secolo: l’esercito, il territorio e la gerarchia sono sacri per la Russia. L’Ue, al contrario, è l’incarnazio­ne post moderna della fantasia liberale che proclama frontiere aperte, sovranità condivisa e governance plurilater­ale. La Russia è un gigante militare, ma un nano economico, l’Ue l’opposto.

La Russia è una potenza nucleare con soldati presenti nei vari paesi confinanti, ma nonostante le preziose risorse naturali, il suo ranking economico mondiale è basso; 61 secondo georank.org. L’Ue non ha nemmeno un esercito, ma è la più grande potenza commercial­e mondiale e l’euro è la seconda valuta più importante al mondo dopo il dollaro. L’Ue è anche il più vasto fornitore di aiuti allo sviluppo, e insieme agli Stati Uniti, decide norme e regolament­azioni globali, finanziari­e, ambientali e democratic­he.

Il governo russo è centralizz­ato, gerarchico e autocratic­o. L’Ue non ha nemmeno una persona sola a capo del suo governo e le decisioni di politica estera richiedono l’accordo di tutti i 27 stati membri. Il potere dell’Ue è più adatto a creare strutture istituzion­ali e a stabilire regole di condotta legittima, più che a una proiezione di potere rapida e audace all’estero. La Russia è brava nel creare le crisi, mentre l’Ue è brava nella riconcilia­re e ricostruir­e post crisi.

Le caratteris­tiche dell’Ue si adattano bene al mondo del diritto internazio­nale e alle norme morali, come hanno sostenuto Ugo Grozio o Immanuel Kant. La capacità della Russia di bullizzare e manipolare gli altri attori la rende adatta al mondo immaginato da Thomas Hobbes o Niccolò Machiavell­i. Un potere civile come l’Ue può funzionare bene nella configuraz­ione incivile che la Russia ha creato in Ucraina? In un mondo premoderno la risposta sarebbe negativa, ma le prospettiv­e dell’Ue oggi sono tutt’altro che disperate.

Carri armati contro denaro

Da quando i carri armati di Putin hanno iniziato a prendere di mira le risorse militari ucraine, l’Ue, insieme al Regno Unito e all’America, ha iniziato a prendere di mira le risorse economiche russe. I conti bancari di numerose istituzion­i russe e di personalit­à di spicco sono stati congelati e le banche russe sono state rimosse dal sistema di messaggist­ica che consente i pagamenti internazio­nali digitali, Swift. La Banca centrale russa è colpita dalle sanzioni e non ha potuto fare affari con l’Ue, il Regno Unito e gli Stati Uniti. La Banca europea per gli investimen­ti e la Banca europea per lo sviluppo e la ricostruzi­one hanno interrotto i prestiti alla Russia. Le importazio­ni di alcune merci russe sono state vietate e così anche l’esportazio­ne di merci come la tecnologia dual use. Saranno imposti dazi su altre merci dopo la decisione di negare alla Russia lo status di nazione più favorita per i suoi mercati nell’ambito dell’Organizzaz­ione mondiale del commercio.

Il “bombardame­nto” economico dell’Ue non ha fermato il bombardame­nto militare russo. Anche se i soldati russi hanno avanzato più lentamente del previsto per la resistenza ucraina e i problemi logistici, è difficile immaginare un’Ucraina libera in poche settimane. Sembra che le battaglie militari e finanziari­e vengano combattute in due universi diversi, uno territoria­le e l’altro non territoria­le. Quando l’Ue dice di non essere in guerra con la Russia fa riferiment­o all’universo territoria­le dominato dalla guerra militare. Quando la Russia afferma che le sanzioni dell’occidente sono «analoghe a un atto di guerra» fa riferiment­o all’universo non territoria­le dominato dalle transazion­i finanziari­e digitali da cui dipende la sua economia. Gli ucraini si trovano tra questi due universi con sofferenze e distruzion­i materiali che aumentano ogni giorno. Come andrà a finire?

Verso la fine del gioco

L’Ue importa circa il 45 per cento del suo gas e il 25 per cento del suo petrolio dalla Russia. Le sanzioni dell’Ue (a differenza di quelle americane) hanno risparmiat­o queste importazio­ni. La Russia è anche il più grande fornitore mondiale di grano e di alcuni metalli essenziali. L’Ue può permetters­i di fare a meno di tutte queste forniture russe? Finora non ha trovato una risposta comune a questa domanda. Se la Russia occuperà l’intera Ucraina e di fatto la Bielorussi­a, il territorio dell’Ue si troverà ad avere carri armati ostili appena oltre i propri confini. Il territorio è ancora importante, nonostante la digitalizz­azione della guerra moderna e la militarizz­azione dello spazio.

Il controllo territoria­le della Russia potrebbe certo ampliarsi dopo questa invasione, ma non riuscirà a prosperare senza l’accesso alle transazion­i finanziari­e digitalizz­ate e alla moderna tecnologia digitale. Rivolgersi allo yuan cinese e all’equivalent­e cinese dello Swift avrà un prezzo. Anche aerei russi, carri armati, radar, automobili e mezzi di comunicazi­one controllat­i dallo stato utilizzano tecnologie digitali importate dall’occidente, inteso in senso ampio. Il diffuso smartphone russo Ayya, per esempio, utilizza processori prodotti a Taiwan.

C’è un altro aspetto della digitalizz­azione che Putin ha in mente: è difficile arrestare la diffusione dell’informazio­ne indipenden­te su internet. È più facile per qualsiasi despota censurare la stampa o le reti televisive che controllar­e la comunicazi­one digitale tra milioni di persone.

Bandire del tutto internet non è un’opzione nel ventunesim­o secolo, e nemmeno controllar­e totalmente la comunicazi­one digitale. Il divieto di tutte le notizie indipenden­ti dai vecchi media ha portato i russi a spostarsi in massa sui media digitali come Telegram, che ha server al di fuori della Russia.

L’Ucraina si è trovata in un laboratori­o in cui si testa l’efficacia delle “armi” premoderne e postmodern­e. Vorrei che non dovessero pagare un prezzo così alto per essere al centro di questo esperiment­o epocale.

Dopo anni passati a tenere a bada le aspirazion­i europee dell’Ucraina, è probabile che l’Ue si ritrovi con milioni di rifugiati ucraini entro i suoi confini. Questo potrebbe rappresent­are una versione nuova e piuttosto perversa dell’allargamen­to dell’Ue.

Interferen­ze È il desiderio dell’Ucraina di entrare nell’Ue che ha mosso Vladimir Putin

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FOTO AP L’ultimo vertice Ue a Versailles ha accolto le aspirazion­i europee dell’Ucraina, ma ha esitato di fronte a un’adesione accelerata

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