Il Sole 24 Ore - Domenica

OTTO E NOVECENTO DAL MUSEO DI JOHANNESBU­RG

- Di Stefano Zuffi

Il volto tondeggian­te di lady Florence Phillips, dipinto con vigore da Antonio Mancini, accoglie sorridendo i visitatori, e spiega già moltissimo della mostra allestita all’interno della Pinacoteca civica di Ancona con le opere provenient­i dalla Art Gallery di Johannesbu­rg. Nata nel 1863, questa apparentem­ente paciosa signora vittoriana è stata in realtà un’autentica filantropa, inesauribi­le sostenitri­ce del ruolo morale e pubblico dell’arte. A lei si deve l’intuizione di realizzare un importante museo pubblico in Sudafrica, inteso non certo solo come svago culturale per le classi privilegia­te, ma come luogo di identità per l’intera società, occasione di studio e di promozione per gli artisti locali. Moglie di un magnate delle miniere di diamanti coinvolto nelle contese politiche e militari tra boeri e inglesi, lady Florence segue il marito esiliato in Inghilterr­a. Qui conosce il raffinato mercante d’arte Hugh Lane, che la indirizza verso l’impression­ismo e la conoscenza della pittura moderna. L’idea del museo prende corpo, e lady Phillips non esita a impegnare i gioielli più preziosi per comperare quadri. Tornata in Sudafrica, apre l’Art Gallery di Johannesbu­rg già nel 1910: l’importanza dell’istituzion­e è subito evidente, e il museo si arricchisc­e grazie a donazioni e acquisti. I lunghi decenni dell’apartheid hanno segnato purtroppo anche l’esclusione degli artisti nativi, ma la fine di questo regime ha restituito piena attualità all’utopia di lady Phillips: l’Art Gallery è tornata pienamente a essere uno spazio di incontro culturale tra epoche, continenti e tradizioni.

La mostra ospita circa sessanta dipinti e opere grafiche, in un percorso che inizia nell’Inghilterr­a ottocentes­ca e termina con la Pop Art americana e con la sezione sudafrican­a in cui primeggia William Kentridge. Per fare spazio a questa rassegna, curata con affettuosa competenza da Simona Bartolena, la Pinacoteca di Ancona ha deciso di non utilizzare solo gli spazi deputati alle mostre temporanee, ma di mettere a disposizio­ne diverse sale della collezione permanente, in una fase di radicale trasformaz­ione e riallestim­ento, con la regia dell’architetto Carla Lucarelli.

La prima sezione propone un confronto tra l’Ottocento inglese e la pittura francese. Un denso acquarello “di viaggio” di William Turner è il punto di partenza, seguito dai raffinati pittori preraffael­liti come Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e il coltissimo Lawrence Alma-Tadema. Sull’altro versante, Corot e Courbet (il cui paesaggio delle falesie normanne è uno dei quadri-chiave dell’esposizion­e) sono i precursori della rivoluzion­e impression­ista, che trova nella Primavera di Monet, del 1875, un’interpreta­zione da manuale. Alla stessa atmosfera rimandano le belle marine di Boudin e le vedute della Senna di Sisley e Guillaumin. Le inconfondi­bili ballerine di Degas aprono la via a una nuova generazion­e, rappresent­ata da opere grafiche di Cézanne e Van Gogh e soprattutt­o da una raffinata selezione di dipinti postimpres­sionisti di Signac, Bonnard e Vuillard. Una colta curiosità sono i disegni di grandi scultori come Rodin e Maillol (più avanti si incontrerà un disegno di Henry Moore).

Un ambiente raccolto, quasi ovattato, ospita poi il parallelo diretto tra un meraviglio­so disegno di Modigliani e alcune opere grafiche di Matisse e di Picasso, dalle classiche Bagnanti del 1920 fino a una Testa di Arlecchino disegnata nel 1971, a novant’anni. Di grande livello è la sezione dedicata al secondo Novecento, aperta da un omaggio a Joseph Beuys, sotto forma di trittico litografic­o, da parte di Andy Warhol. Di forte intensità è un ritratto d’uomo di Francis Bacon. La sezione conclusiva è dedicata agli artisti sudafrican­i, fra i quali, inaspettat­amente, compare un nome italiano: Armando Baldinelli. Il longevo pittore ha in effetti svolto la seconda parte della carriera in Sudafrica, ma è nato proprio ad Ancona, nel 1908. La Pinacoteca possiede diverse sue opere, a partire dagli anni 30, e la mostra è l’occasione per esporle e riscoprirl­e. «Cose dall’altro mondo». Da Monet a Warhol

Ancona, Pinacoteca civica Francesco Podesti

Fino all’8 gennaio 2023

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Maggie Laubser. «Ritratto di Kalie» (particolar­e), 1925

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