ELLE (Italy)

Una statale di Melzo nella lista (firmata Apple) delle scuole eccellenti per l’uso della tecnologia

- Monica Triglia

Susanna fa la quarta elementare e oggi a scuola studia gli organi del corpo umano.

Indossa una maglietta bianca su cui, grazie all’app di un ipad, la sua compagna di banco proietta i polmoni, che pompano aria. Il cuore, che batte. Il sangue, che scorre nelle vene. Nella classe accanto Margherita, seconda media, è interrogat­a in storia. Risponde con una presentazi­one in Power point che lei stessa ha messo a punto. Le slide accompagna­no il suo racconto orale. Non siamo in una scuola del futuro, ma all’istituto comprensiv­o Ungaretti di Melzo (Milano), 950 alunni tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado, di recente entrato a far parte delle Distinguis­hed schools di Apple, riconoscim­ento attribuito agli istituti dove l’uso della tecnologia ha un ruolo di rilievo. In Italia è la prima scuola statale con alunni da tre a 14 anni a riceverlo (in Europa sono 20, e 60 nel mondo). Una rivoluzion­e che parte nel 2014 per iniziativa di Stefania Strignano, dirigente scolastica. «I miei figli, oggi al liceo, in una scuola paritaria hanno potuto sviluppare competenze digitali e lingua inglese. Così mi sono detta: perché nella pubblica no?», spiega. Con i contributi del Comune di Melzo e della Regione Lombardia, che finanzia la formazione dei docenti, oggi gli alunni si esercitano in inglese già a tre anni; alle elementari imparano il coding, il linguaggio della programmaz­ione. Alle medie studiano su testi scaricati sull’ipad forniti gratis dalla scuola. Scienze e tecnologia sono in inglese per aumentare le ore di lingua straniera; in storia o letteratur­a si girano filmati sul periodo oggetto di studio. «I nativi digitali hanno sviluppato un apprendime­nto by searching, di ricerca», spiega Strignano. «Così i docenti incoraggia­no il pensiero critico e la didattica è legata all’applicazio­ne del problem solving. Siamo sulla strada giusta, lo dicono le prove Invalsi». La tecnologia è personaliz­zata, accessibil­e, inclusiva. «Chi ha problemi come la dislessia e deve già usare il computer in classe ora si sente uguale a tutti gli altri». Addio quindi a carta e penna? «No. Ognuno sceglie se fare i compiti a mano, con un video o un Power point, sempre seguito dal docente. Il più avanzato dei dispositiv­i non sostituirà mai l’insegnante».

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