Gazzetta Regionale

Piemonte VDA, Emilia e Liguria: i piani di Mossino, Braiati e Ivaldi

Il numero uno del movimento: “Senza voler demonizzar­e altri settori, non siamo noi però la fonte di contagio, questo è sicuro. Dico questo perché so bene come le società si siano attrezzate, a spese loro, per adeguarsi ai protocolli emanati dal Governo e

- Salvatore Celsa ©RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Se il Dpcm dal 4 dicembre permetterà di fare attività, ci sarà un periodo di preparazio­ne con i recuperi a gennaio in modo tale da far ripartire a fine gennaio o febbraio i campionati. Se un nuovo decreto prorogherà il fermo, il tutto si dovrà rivalutare Sul futuro prossimo Vogliamo farci sentire per sensibiliz­zare il problema di alcune realtà che compongono questo panorama e che hanno bisogno di supporto: come Comitato abbiamo già destinato oltre 200 mila euro ai club e ne destinerem­o altri Sulle società Eravamo ripartiti con grande slancio, nella speranza, come tutti, che si potesse disputare l’intera stagione in «un maniera tranquilla. La voglia da parte delle società era veramente molta, tanto che abbiamo avuto incremento di nuove iscrizioni per questa annata Sullo stop

Una ripartenza inaspettat­amente positiva, dopo le vicissitud­ini della scorsa primavera, franta ora dalla seconda ondata di Coronaviru­s, a cui seguono però un’intensa speranza ed un forte desiderio di ricomincia­re più forti di prima. Christian Mossino, presidente del Comitato Regionale Piemonte e Val d’Aosta, dà voce al suo movimento e ne fotografa l’attuale dimensione.

Presente e futuro “c tanto che nelle pre-iscrizioni nessuna è mancata ma soprattutt­o, quando poi si è passati alle iscrizioni vere e proprie, abbiamo avuto 35 club nuovi, un dato che da anni non si registrava - esordisce - Quindi, nel periodo Covid, abbiamo avuto addirittur­a un incremento delle realtà iscritte proprio perché si percepiva il forte desiderio, nel calcio come in tutti gli altri aspetti della vita, di ricomincia­re. Poi è successo quel che è successo”. Tutti ai box e riunioni continue su come affrontare il 202021. CR Veneto e Lombardia tracciano una prima via: ripartire dal 7 febbraio con gare di sola andata più post season; in Toscana si potrebbe chiudere normalment­e. “Nessun club mi ha mai chiesto di fermare tutto per paura di non riuscire a portare avanti l’attività, più che altro c’era preoccupaz­ione. È ingiusto non trovare il modo di far giocare migliaia di ragazzi per un lungo periodo, siamo qui per garantire un servizio sociale: ovviamente lo si deve fare in sicurezza, però la stragrande maggioranz­a delle società è determinat­a a portare avanti la stagione più per la loro funzione sociale, appunto, che per un discorso economico”. C’è apprension­e verso il prossimo futuro:

“Se il Dpcm dal 4 dicembre permetterà di fare attività, ci sarà un periodo di preparazio­ne con i recuperi a gennaio in modo tale da far ripartire a fine ulteriorme«nte gennaio-febbraio i campionati in pari - prosegue il massimo dirigente - Ma dipende da come evolverà la situazione: se un nuovo decreto prorogherà

il fermo, il tutto si dovrà rivalutare. Faremo i conti per preventiva­re gare di andata e ritorno, è un’eventualit­à da vagliare e perseguire; in caso di impossibil­ità occorrerà allora trovare un’opzione diversa, ma certamente non quella di chiudere tutto. Già abbiamo deciso di rinunciare alle attività nazionali e al Torneo delle Regioni, per trovare il modo di ultimare l’annata sportiva è un’aspettativ­a che va messa in conto. Anche se chi comanda in questo momento è il Covid, sicurament­e non noi.”

Al fianco dei club Mossino espone poi chiarament­e quel è stata la posizione del suo Comitato: “Compatibil­mente con quello che permette di fare la pandemia, noi abbiamo sempre lavorato nell’interesse del sistema, tenendo conto delle esigenze delle società. Oltre alla richiesta alla LND di arrivare oltre giugno per chiudere la stagione ed a quella di posticipar­e il termine dei tesseramen­ti più avanti rispetto a dicembre, quello che il CR Piemonte VdA ha fatto sul territorio è stato sensibiliz­zare la Regione e le altre Istituzion­i, adesso come in primavera, nei confronti delle tantissime realtà che operano e investono nel calcio dilettanti­stico. Ho chiesto a Sibilia di farsi portavoce presso il Governo del fatto che è inaccettab­ile che non si considerin­o con rilevanze le società sportive, le quali hanno una funzione sociale fondamenta­le - spiega il numero 1 del calcio piemontese - La nostra posizione è quella di farci sentire e sensibiliz­zare il più possibile riguardo le problemati­che che hanno avuto numerosiss­ime realtà che compongono questo panorama e che in questo momento hanno bisogno di supporto ed aiuto: come Comitato abbiamo già destinato oltre 200 mila euro ai club e ne destinerem­o altri, in più continuere­mo a spenderci nelle occasioni di rappresent­anza affinché possano avere altri riceviment­i. Le teniamo informate sull’evoluzione della situazione, ma la voglia è quella di continuare a fare attività, soprattutt­o per quanto riguarda il settore giovanile”.

Sport da tutelare La nostra Redazione ha recentemen­te evidenziat­o come, su un campione di 100 società laziali, il tasso contagi nei centri sportivi sia pari solo allo 0.5% con i club che denunciano il 50% in media di introiti in meno ed il 15% di bambini che lascia la scuola calcio: “Credo che il campione da voi analizzato nel Lazio possa dare risultati simili anche nelle altre Regioni, comprese quindi Piemonte e Val d’Aosta. Ci sono famiglie e ragazzi che magari ancora non hanno completato il tesseramen­to presso una società, club che non hanno incassato le quote d’iscrizione avendo adesso come unica certezza il dilemma di quando si potrà ripartire - chiude il presidente Mossino - I contagi poi: certamente non è il calcio o lo sport più in generale il problema, semmai la scuola o i mezzi di trasporto pubblici, insomma altri settori che hanno portato il Covid nel calcio, non il contrario di certo. Senza voler demonizzar­e altri settori, per carità, ma non siamo noi la fonte di contagio, questo è sicuro: lo dico perché so bene di come le società si siano attrezzate, a spese loro, per adeguarsi ai protocolli emanati e mettere in sicurezza la propria attività giorno dopo giorno. Ed è inaccettab­ile che il Governo non si renda conto dell’enorme lavoro svolto dal mondo dilettanti­stico”.

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Ivaldi © Vanzi LIGURIA
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Braiati © Marzocchi EMILIA ROMAGNA
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Mossino © Armellino PIEMONTE VDA
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