Cer­te ban­co­no­te in li­re sa­reb­be­ro più pre­zio­se del lo­ro va­lo­re no­mi­na­le: è una bu­fa­la?

La con­sul­ta ha ria­per­to i ter­mi­ni per cam­bia­re in eu­ro la no­stra vec­chia mo­ne­ta. Ma è ve­ro che al­cu­ni ta­gli del­le li­re, se ven­du­ti, val­go­no un te­so­ret­to?

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L’esem­pio più ecla­tan­te è da­to dal­le ban­co­no­teb da 50 mi­la li­re con stam­pa­ta so­pra la fac­cia di Gian Lo­ren­zo Ber­ni­ni, com­par­se in­tor­no al 1980. Ma non tut­te: so­lo quel­le che ri­por­ta­no le let­te­re XE da­van­ti ai nu­me­ri di se­rie. In que­sto caso, il lo­ro va­lo­re at­tua­le è com­pre­so tra i 300 e i mil­le eu­ro. Se poi si trat­tas­se di que­gli stes­si ta­gli del­le vec­chie li­re, dal­le me­de­si­me ca­rat­te­ri­sti­che pri­ma ri­cor­da­te ma co­sid­det­ti “for di stam­pa”, ov­ve­ro pro­ve­nien­ti da una maz­zet­ta di ban­ca e mai mes­si in cir­co­la­zio­ne per pa­ga­re qual­cu­no o com­pra­re qual­co­sa, al­lo­ra ven­den­do­li si po­treb­be­ro ar­ri­va­re a gua­da­gna­re più di 2 mi­la eu­ro. Per­si­no le ban­co­no­te da 500, mil­le e 2 mi­la li­re po­treb­be­ro ga­ran­ti­re fno a un 20 per cen­to in più del lo­ro va­lo­re “fac­cia­le”. In real­tà qual­sia­si ban­co­no­ta il cui nu­me­ro sia pre­ce­du­to da una “X” po­treb­be es­se­re pre­zio­sa: quel­la let­te­ra, in­fat­ti, ca­rat­te­riz­za gli esem­pla­ri stam­pa­ti in ti­ra­tu­re mi­no­ri. So­no me­no fre­quen­ti le mo­ne­te con un va­lo­re su­pe­rio­re all’ori­gi­na­le: è il caso, per esem­pio, di quel­le da 5 li­re del 1956 e da 2 li­re del 1958, dal­la cui ven­di­ta è pos­si­bi­le ri­ca­va­re tra i 100 e i 300 eu­ro per cia­scu­na. Do­ve fa­re va­lu­ta­re mo­ne­te e ban­co­no­te del ge­ne­re? Non in ban­ca. Gli uni­ci in gra­do di da­re ri­spo­ste pre­ci­se sul va­lo­re dei ta­gli pre­sen­ta­ti so­no gli esper­ti di nu­mi­sma­ti­ca.

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