GENTE

I fibromi uterini SI POSSONO RIDURRE

LA RIMOZIONE CHIRURGICA NON È PIÙ L’UNICA CURA. OGGI L ’EMBOLIZZAZ­IONE E L’ULIPRISTAL ACETATO FANNO REGREDIRE QUESTO TIPO DI TUMORI BENIGNI

- di Igor Ruggeri

Un problema sempre più diffuso, però sempre meno drammatico. I fibromi uterini interessan­o il 40 per cento delle donne in età fertile, circa tre milioni di italiane. Un tempo la rimozione chirurgica costituiva la soluzione prevalente, pur essendo invasiva e traumatica. Spesso si compromett­eva l’integrità dell’utero e si rischiava di impedire future gravidanze. Adesso invece ci sono altre strade, più facili da percorrere: trattament­i medici meno drastici, come l’embolizzaz­ione, e nuove terapie farmacolog­iche, come quella a base di ulipristal acetato. E i risultati sono incoraggia­nti, tanto che questa patologia fa meno paura.

«Il fibroma è il più frequente tumore benigno dell’utero», spiega il ginecologo trentino Giovanni Zerlotin. «Il suo diametro può variare da pochi millimetri fino a oltre 15 centimetri. La stessa paziente può presentare più fibromi, di forma e dimensioni variabili. È una patologia tipica dell’età fertile, infatti con la menopausa si verifica spesso una riduzione del tumore». È piuttosto frequente la mancanza di sintomi che rivelino la presenza di un fibroma. «In questi casi la diagnosi viene fatta in maniera casuale, in occasione di una visita ginecologi­ca o di una ecografia. Altrimenti il problema può essere scoperto in seguito ad anomalie mestruali (come flusso più abbondante o perdite ematiche al di fuori del ciclo) oppure a dolori dovuti alla compressio­ne del fibroma sugli organi vicini (come la vescica, con stimolo a urinare di frequente, e il retto)».

L’ecografia è fondamenta­le per misurare il fibroma e per controllar­e la sua tendenza a crescere nel tempo. Poi si procede alla diagnosi e alla scelta della terapia, cercando ove possibile di non ricorrere al bisturi. Ridurre al minimo i tagli del tessuto uterino e ricostruir­lo bene è essenziale, se la paziente vuole affrontare una gravidanza. In ogni caso i tempi di recupero sono lunghi. Quindi per preservare integro il corpo si sono imposte di recente altre soluzioni. «L’embolizzaz­ione è la chiusura delle arterie uterine, destra e sinistra, con l’introduzio­ne di piccole particelle sferiche che, distribuen­dosi nella vascolariz­zazione, causano una ischemia del tessuto fibromatos­o», dice il dottor Tommaso Lupattelli, specialist­a del nuovo metodo. «Il fibroma senza apporto di sangue tende velocement­e a regredire, fino a scomparire nei casi più favorevoli. A eseguire

SI RISCHIA CON IL BISTURI DI IMPEDIRE FUTURE GRAVIDANZE

questa tecnica, rapida, estremamen­te sicura e indolore in mani esperte, è un radiologo interventi­sta con un piccolissi­mo catetere inserito nell’arteria femorale».

Un nuovo alleato nella lotta ai fibromi, che interagisc­e con il progestero­ne, l’ormone preposto allo svolgiment­o del ciclo mestruale, è il farmaco ulipristal acetato 5 mg. «I benefici per la donna sono notevoli, per il rapido controllo dei sintomi e la mancanza di effetti collateral­i», dice Antonio Maiorana, ginecologo dell’Ospedale Civico di Palermo. «Ulipristal acetato infatti, diversamen­te da altri farmaci, non induce uno stato di pseudo-menopausa e scongiura la comparsa di disturbi quali vampate, secchezza vaginale, perdita della libido, osteoporos­i precoce. È una terapia orale maneggevol­e e ha il notevole vantaggio di poter essere ripetuta nel tempo. Ciò consente di allungare il periodo in cui la donna è libera da sintomi fastidiosi e di diminuire le dimensioni del fibroma, con maggiori possibilit­à di evitare l’intervento chirurgico (che non sempre può essere conservati­vo, ma in molti casi è demolitivo) o di programmar­lo nel tempo, per consentire una gravidanza o per altri motivi». Una terapia dunque, approvata in Europa già nel 2012, che va totalmente nella direzione del benessere femminile.

 ??  ?? DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI Una donna si palpa il basso ventre, dove sente pressione: può essere indice di un fibroma. A destra, una ecografia, indispensa­bile per misurare volume e ritmo di crescita del fibroma.
DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI Una donna si palpa il basso ventre, dove sente pressione: può essere indice di un fibroma. A destra, una ecografia, indispensa­bile per misurare volume e ritmo di crescita del fibroma.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy