Al Bano: «Con Lo­re­da­na è tut­to fi­ni­to»

IL CAN­TAN­TE HA CHIU­SO DAV­VE­RO CON LO­RE­DA­NA: «TRA NOI È FI­NI­TA», AN­NUN­CIA. PO­CHE ORE PRI­MA SI ERA SCA­TE­NA­TO A “BAL­LAN­DO” CON LA SUA EX. DOLCI FRASI, ABBRACCI, COCCOLE: FRA LO­RO L’IN­TE­SA CRE­SCE

GENTE - - Sommario - di Gior­gio Cal­do­naz­zo

Sta­vol­ta è fi­ni­ta. È fi­ni­ta dav­ve­ro. Cer­to, vi­sta la sto­ria, vi­sti i per­so­nag­gi, vi­sto il lo­ro pas­sa­to e i con­ti­nui an­di­ri­vie­ni, ver­reb­be da di­re: ne sia­mo si­cu­ri? Mai di­re mai. Ep­pu­re sta­vol­ta le pa­ro­le di un fu­ri­bon­do Al Bano, al te­le­fo­no in di­ret­ta te­le­vi­si­va con Ra­iu­no, nel pro­gram­ma Sto­rie ita­lia­ne, non la­scia­no spa­zio all’in­ter­pre­ta­zio­ne: «Or­mai io e Lo­re­da­na ci sia­mo la­scia­ti». Pun­to. An­zi, giù una sfil­za di ele­men­ti, ac­cen­ti (pic­ca­ti), an­che fen­den­ti: «La si­gno­ra Lo­re­da­na se n’è an­da­ta di ca­sa nel me­se di di­cem­bre per fat­ti suoi, sca­ri­can­do la re­spon­sa­bi­li­tà su me e Romina, ma la col­pa non è no­stra. Lo­re­da­na ha fat­to la sua scel­ta e io l’ho ri­spet­ta­ta, co­me ho ri­spet­ta­to quel­la di Romina quan­do è vo­la­ta in Ame­ri­ca. Pur­trop­po que­sta sto­ria non è an­da­ta co­me io de­si­de­ra­vo, ma al­me­no i fi­gli so­no cre­sciu­ti... Non ci ve­dia­mo da due me­si e mez­zo, non vo­glio sen­tir­la e le co­se an­dran­no avan­ti co­sì an­co­ra per un pez­zo».

Al Bano è sca­te­na­to. Lo rag­giun­gia­mo al te­le­fo­no e la sua con­sue­ta cal­ma non è tor­na­ta del tut­to. Spie­ga: «Lo­re­da­na mi ha chie­sto una pau­sa di ri­fles­sio­ne, a di­cem­bre, la­scian­do la Pu­glia. Ades­so una pau­sa di ri­fles­sio­ne me la pren­do io e sa­rà lun­ghis­si­ma. An­che se non ho mai cre­du­to al­le pau­se di ri­fles­sio­ne. In ogni ca­so ri­spet­to e sem­pre ri­spet­te­rò en--

«DO­PO 15 AN­NI POS­SO DI­RE: MI HA RI­PE­SCA­TA», CONFIDA LA PO­WER

tram­be le ma­dri dei miei fi­gli. So­no an­ni che sop­por­to, che la gen­te par­la sen­za sa­pe­re nul­la del­la mia vi­ta pri­va­ta, so­lo io so quel­lo che ho vis­su­to. Ades­so ba­sta. Mi vo­glio di­fen­de­re».

Che co­sa ha sca­te­na­to l’ira fu­ne­sta del can­tan­te pu­glie­se? So­no sta­ti i com­men­ti sul­la sua fre­schis­si­ma esi­bi­zio­ne con Romina nel­la se­ra­ta di Bal­lan­do con le stel­le. Gran bal­li, abbracci, ama­bi­li frec­cia­ti­ne e ri­sa­te. «La mia don­na idea­le? La Romina di qual­che an­no fa...», ave­va det­to sor­nio­ne lui du­ran­te una pun­ta­ta di The Voi­ce, di cui è giu­di­ce. «Di­fet­ti? Lei non ne ha, li la­scia a ca­sa». Un as­si­st in pie­na re­go­la, che Romina a Bal­lan­do non ha la- scia­to ca­de­re: «Quan­do era­va­mo spo­sa­ti era un di­sa­stro, non mi por­ta­va mai a bal­la­re. Ma ha una vo­ce che com­pen­sa tut­to, com­pre­so il non sa­per bal­la­re. Se fos­se un bal­lo? Quel­lo del mat­to­ne, an­zi del­la mat­to­nel­la». Poi la fol­go­ran­te bat­tu­ta: «Mi ero al­lon­ta­na­ta per quin­di­ci an­ni, so­no sta­ta ri­pe­sca­ta». La ve­ri­tà è che non ve­de­va l’ora di ab­boc­ca­re all’amo.

La per­for­man­ce di Bal­lan­do, que­gli abbracci trop­po con­fi­den­zia­li, le frasi di Romina han­no la­scia­to di stuc­co Lo­re­da­na. L’ave­va­mo la­scia­ta a Na­ta­le, quan­do era an­da­ta in sce­na la pas­seg­gia­ti­na ro­man­ti­ca di Al Bano e Romina, in una pau­sa del­la tour­née ca­no­ra, ai mer- ca­ti­ni del­le fe­ste in Ger­ma­nia. I pa­pa­raz­zi se­gui­va­no la cop­pia e ave­va­no fo­to­gra­fa­to tut­to: gli sguar­di, la te­ne­rez­za, i bi­scot­ti­ni di mar­za­pa­ne a for­ma di cuo­re. Un det­ta­glio, que­st’ul­ti­mo, che ave­va in­fa­sti­di­to non po­co Lo­re­da­na. Che, per rea­zio­ne, fat­te le va­li­gie, si ri­fu­gia a Pa­via. È di­cem­bre. La Lec­ci­so spa­ri­sce per due me­si, sen­za nep­pu­re in­cro­cia­re a Na­ta­le i suoi fi­gli, ri­ma­sti a Cel­li­no con il pa­dre. Un me­se fa tor­na in Pu­glia, ma a ca­sa sua, a Lec­ce. È an­co­ra ge­lo con Al Bano? E lui co­me avrà pre­so quell’esi­lio al nord? L’in­ci­den­te è ar­chi­via­to? Co­sa si sa­ran­no det­ti? Le do­man­de so­no mil­le e si in­se­ri­sco­no nel gran­de re­bus che è or­mai que­sta cop­pia, ca­pa­ce di lun­ghe, si­len­zio­se guer­re stri­scian­ti e di pe­rio­di di pa­ce più o me­no ar­ma­ta. Per ora, la quie­te sem­bra tor­na­ta a Cel­li­no e din­tor­ni. Ma è so­lo un’im­pres­sio­ne. Ba­sta un ge­sto sba­glia­to, una fra­se, un espi­so­dio. E l’espi­so­dio ar­ri­va: la mic­cia del­la ve­ra de­fla­gra­zio­ne è ac­ce­sa a Bal­lan­do, l’esplo­sio­ne av­vie­ne in di­ret­ta te­le­fo­ni­ca due gior­ni do­po, du­ran­te il pro­gram­ma Sto­rie ita­lia­ne.

In real­tà, og­gi lo si può ri­co­strui­re con qual­che cer­tez­za, la cri­si ar­ri­va al­la fi­ne di un com­pli­ca­to per­cor­so a osta­co­li. Già nel 2005, men­tre Al Bano era all’Iso­la dei fa­mo­si, Lo­re­da­na ave­va ab­ban­do­na­to Cel­li­no, la­scian­do al­li-

DI­CE LUI: «HO 75 AN­NI E VOR­REI GODERMI UNA VI­TA SE­RE­NA»

bi­ta la suo­ce­ra, don­na Io­lan­da, e co­strin­gen­do il com­pa­gno a tor­na­re a ca­sa con i fi­gli. La cop­pia sem­bra­va sull’or­lo di una rot­tu­ra in­sa­na­bi­le, ma in qual­che mo­do sep­pe ri­tro­var­si. E quan­do Al Bano ave­va at­tra­ver­sa­to un mo­men­to dram­ma­ti­co, il ri­co­ve­ro in ospe­da­le al­la fi­ne del 2016 per un dop­pio in­far­to, e ac­can­to a lui Lo­re­da­na si era pro­di­ga­ta in mo­do com­mo­ven­te, pa­re­va che la ma­gia del gran­de amo­re fos­se tor­na­ta. Non è co­sì. Bal­lan­do e poi Sto

rie ita­lia­ne han­no sco­per­chia­to la ve­ri­tà sul “trian­go­lo” Al Bano-Romina-Lo­re­da­na. Il can­tan­te in al­cu­ni fran­gen­ti è sta­to una fu­ria, esat­ta­men­te quan­do si è sen­ti­to ac­cu­sa­re di am­bi­gui­tà e di­so­ne­stà per un’in­te­sa trop­po am­mic- can­te con la “ne­mi­ca” Romina, “ne­mi­ca”, na­tu­ral­men­te, dal pun­to di vi­sta di chi so­stie­ne le ra­gio­ni di Lo­re­da­na. L’ac­cu­sa è pre­ci­sa: la riu­nio­ne pro­fes­sio­na­le Car­ri­si-Po­wer so­mi­glia trop­po a una rim­pa­tria­ta sen­ti­men­ta­le. Per­ché ne­gar­lo? Al Bano non ci ha più vi­sto: «Io non sa­rò mai am­bi­guo, tan­to me­no di­so­ne­sto. Fra me e Romina c’è sol­tan­to gran ri­spet­to e io so­no stu­fo che si fac­cia au­dien­ce sul­la mia vi­ta pri­va­ta. Romina non ha re­spon­sa­bi­li­tà nel­la fi­ne del­la mia re­la­zio­ne con Lo­re­da­na. La si­gno­ra Lec­ci­so ha un ca­rat­te­re par­ti­co­la­re, con le sue scelte non ha mai re­so fa­ci­le la vi­ta di cop­pia. Ho 75 an­ni e il re­sto del­la mia vi­ta vo­glio vi­ver­lo tran­quil­la­men­te».

E Lo­re­da­na? Col­pi­ta, ma non del tut­to af­fon­da­ta, ha ten­ta­to una di­fe­sa estre­ma, for­se tar­di­va: «Vor­rei so­lo sal­va­guar­da­re il be­ne dei miei fi­gli, vo­glio be­ne ad Al Bano e di­co: “Aiu­tia­mo­ci”». Lui, pe­rò, non ne vuo­le sa­pe­re. Per ades­so, al­me­no, è co­sì. Una sto­ria fi­ni­sce, un’al­tra, ma­ga­ri, può ri-co­min­cia­re. Un Al Bano e Romina at­to se­con­do? Di cer­to fra i due è tor­na­ta un’ar­mo­nia im­pen­sa­bi­le an­ni fa. Sta­re­mo a ve­de­re gli svi­lup­pi. In­tan­to Romina, pro­prio co­me una mo­glie, si schie­ra a di­fe­sa del suo uo­mo: «Ba­sta, ora chie­do si­len­zio. Ne va del­la sa­lu­te di Al Bano».

IL LEONE DI CEL­LI­NO È... NEL­LE SUE MA­NI Romina e Al Bano gio­ca­no sul pal­co di Bal­lan­do con le stel­le e dan­no l’idea di di­ver­tir­si da paz­zi (an­che a de­stra). Il leone di Cel­li­no sem­bra una mi­te pre­da nel­le ma­ni di Romina. È dal 2013 che i due ex co­niu­gi...

QUAN­DO PAR­LA­VA­NO DI NOZ­ZE Al Bano con Lo­re­da­na Lec­ci­so, 45 an­ni, ai tem­pi in cui par­la­va­no an­che di ma­tri­mo­nio. Ora la cri­si pa­re de­fi­ni­ti­va. La cop­pia ha due fi­gli: Ja­smi­ne, 16, e Al­ba­no ju­nior, 15. SEM­BRA DI­RE: LO SEN­TO AN­CO­RA MIO Il mo­men­to più...

RI­SA­TE A OGNI PAS­SO Al­tri due mo­men­ti del­la cal­da se­ra­ta te­le­vi­si­va di Al Bano e Romina. Lui non è mai sta­to un gran bal­le­ri­no, ma lei lo gui­da, qua­si lo trai­na, spen­sie­ra­ta co­me quan­do con il can­tan­te for­ma­va la cop­pia più bel­la e più in­vi­dia­ta del...

CO­ME DUE RA­GAZ­ZI­NI GIO­CA­NO AGLI INNAMORATI Romina mo­stra ad Al Bano un pal­lon­ci­no ros­so fuo­co a for­ma di cuo­re. A Bal­lan­do con le stel­le i due han­no gio­ca­to co­me due ra­gaz­zi­ni.

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