Vi­ni­ta­ly: tut­te le no­vi­tà nel bic­chie­re

CRE­SCE IL CON­SU­MO DEI DOC TI­PI­CI E DEI BIAN­CHI. È BOOM PER SPUMANTI E VI­NO BIOLOGICO. E, DA DI MA­IO A SAL­VI­NI, I LEA­DER SI DAN­NO AL NETTARE DE­GLI DEI

GENTE - - Sommario - DI IGOR RUG­GE­RI

Co­de chi­lo­me­tri­che in au­to­stra­da, stand pre­si d’as­sal­to dai vi­si­ta­to­ri e la pre­sen­za dei prin­ci­pa­li lea­der po­li­ti­ci, da Lui­gi Di Ma­io a Mat­teo Sal­vi­ni, che cer­ca­no di ru­bar­si la sce­na. So­no al­cu­ni in­di­ci di mi­su­ra dell’enor­me suc­ces­so di Vi­ni­ta­ly, la mag­gio­re fie­ra eno­lo­gi­ca na­zio­na­le, che si è chiu­sa a Ve­ro­na po­chi gior­ni fa. Ma na­tu­ral­men­te il fat­to­re più im­por­tan­te del­la ras­se­gna re­sta­no i vi­ni, un van­to del­la pro­du­zio­ne ita­lia­na nel mon­do. Ve­dia­mo al­lo­ra qua­li so­no i da­ti si­gni­fi­ca­ti­vi del mer­ca­to, le eti­chet­te ec­cel­len­ti pre­mia­te a Ve­ro­na e le nuo­ve ten­den­ze del con­su­mo.

La ri­scos­sa dei Doc re­gio­na­li

Nel 2017 gli ita­lia­ni han­no ac­qui­sta­to nel­la gran­de di­stri­bu­zio­ne, pri­mo ca­na­le di ap­prov­vi­gio­na­men­to del set­to­re, 648 mi­lio­ni di litri di vi­no per un va­lo­re vi­ci­no ai 2 mi­liar­di di eu­ro. I ros­si si piaz­za­no al pri­mo po­sto, ma di­mi­nui­sce il di­va­rio con i bian­chi. Le mi­glio­ri per­for­man­ce ri­spet­to al 2016 ar­ri­va­no dal ro­sa­to friz­zan­te (+ 3,9 per cen­to) e dal­lo spu­man­te (+ 4,9 per cen­to). Crescono del 2 per cen­to le ven­di­te del­le bot­ti­glie Doc da 0,75 litri, men­tre pro­se­gue il trend ne­ga­ti­vo dei bot­ti­glio­ni da 2 litri. I vi­ni più ri­chie­sti so­no il Lam­bru­sco, il Chian­ti e il Mon­te­pul­cia­no di Abruz­zo. I vi­ni emer­gen­ti ap­par­ten­go­no al­la ca­te­go­ria dei Doc re­gio­na­li, con un ta­glio di prez­zo in­tor­no ai 4,5 eu­ro a bot­ti­glia. Ai pri­mi cin­que po­sti in que­sta clas­si­fi­ca dei nuo­vi con­su­mi si piaz­za­no la Ri­bol­la Gial­la del Friu­li, la Pas­se­ri­na del­le Mar­che, il Val­po­li­cel­la Ri­pas­so del Ve­ne­to, il Pe­co­ri­no dell’Abruz­zo e il Pi­gno­let­to del­la Emi­lia Ro­ma­gna.

Svol­ta green nel bic­chie­re

Un di­scor­so a par­te me­ri­ta­no i vi­ni e gli spumanti bio­lo­gi­ci. Se­con­do la Col­di­ret­ti, nel 2017 il set­to­re rea­liz­za un au­men­to di ven­di­te straor­di­na­rio, pa­ri al 45 per cen­to. Si trat­ta di una tendenza con­so­li­da­ta, per­ché se­con­do i da­ti di Fe­de­rBio, l’or­ga­niz­za­zio­ne di ri­fe­ri­men­to per il biologico in Ita­lia, già nel 2016 il mer­ca­to dei vi­ni del set­to­re era cre­sciu­to del 34 per cen­to con un vo­lu­me com­ples­si­vo di ven­di­te di 275 mi­lio­ni di eu­ro, di cui 192 mi­lio­ni all’este­ro, so­prat­tut­to in Ger­ma­nia e nel Nord Eu­ro­pa. L’Ita­lia con­so­li­da la pro­pria po­si­zio­ne di mag­gior pro­dut­to­re mon­dia­le di vi­no biologico cer­ti­fi­ca­to. Gli esper­ti spie­ga­no che og­gi que­sta for­ma di con­su­mo non è più una mo­da pas­seg­ge­ra, gra­zie al sal­to di qua­li­tà com­piu­to ne­gli ul­ti­mi an­ni. I vi­ni bio­lo­gi­ci com­pe­to­no a pie­no ti­to­lo con gli al­tri.

In lot­ta con i fran­ce­si

Su un gi­ro di af­fa­ri le­ga­to al vi­no di qua­si 14 mi­liar­di di eu­ro, 6 mi­liar­di de­ri­va­no dall’ex­port. La pro­du­zio­ne ita­lia­na, pa­ri se­con­do le sti­me a 40 mi­lio­ni di et­to­li­tri, po­ne il no­stro Pae­se al pri­mo po­sto nel mon­do (an­che per nu­me­ro di vi­ti­gni e bio­di­ver­si­tà), da­van­ti a Fran­cia e Spa­gna. Ma i tran­sal­pi­ni ci soffiano il pri­ma­to nel­le espor­ta­zio­ni, con un gi­ro di af­fa­ri di cir­ca 9 mi­liar­di eu­ro. L’Ita­lia se­gue al se­con­do po­sto con cir­ca 6 mi­liar­di eu­ro. Dal­le ri­cer­che emer­ge un chia­ro de­fi­cit di mar­ke­ting ri­spet­to ai fran­ce­si, più bra­vi a ven­de­re i lo­ro vi­ni. È un gap che va col­ma­to. Il no­stro pri­mo mer­ca­to este­ro so­no gli Sta­ti Uni­ti, se­gui­ti a gran­de di­stan­za da Ger- ma­nia e Re­gno Uni­to. Ven­dia­mo piut­to­sto be­ne an­che in Sviz­ze­ra e Ca­na­da, ma i nu­me­ri re­sta­no trop­po bas­si in Rus­sia e Ci­na, do­ve il parco dei nuo­vi con­su­ma­to­ri è enor­me. I mi­glio­ra­men­ti più am­pi nel no­stro ex­port si re­gi­stra­no in ge­ne­ra­le nel set­to­re de­gli spumanti, spe­cie per quan­to ri­guar­da il Prosecco, che con­ti­nua a da­re vi­ta a un ve­ro e pro­prio boom. Le eti­chet­te pre­mia­te

Vi­ni­ta­ly ha in­co­ro­na­to an­che i mi­glio­ri vi­ni del 2018, do­po aver­ne esa­mi­na­ti 2.688 pre­sen­ta­ti da 935 can­ti­ne di 14 na­zio­ni. Tra i bian­chi fer­mi vince l’Ischia Doc Bian­co­lel­la “Vi­gna del lu­me” 2017, pro­dot­to nell’iso­la cam­pa­na su un co­sto­ne di roc­cia a 100 me­tri dal li­vel­lo del ma­re. Mi­glior ro­sa­to ri­sul­ta “Il ro­gi­to” 2016 che ar­ri­va dal­le Can­ti­ne del No­ta­io di Rio­ne­ro in Vul­tu­re, in Ba­si­li­ca­ta. Nel­la ca­te­go­ria ros­si il pre­mio va al clas­si­co Bru­nel­lo di Mon­tal­ci­no Do­cg 2013 del­la can­ti­na to­sca­na Ca­pan­na di Cen­cio­ni. Un Rie­sling au­stria­co sba­ra­glia la con­cor­ren­za nel set­to­re dei vi­ni dol­ci e co­me mi­glio­re spu­man­te trion­fa lo Cham­pa­gne Brut Mil­lé­si­me 2008 Chas­se­nay d’Ar­ce. Al­la Ver­nac­cia Doc Ri­ser­va 2004 di Ori­sta­no del­la can­ti­na sar­da di Sil­vio Car­ta va in­ve­ce il pre­mio per il mi­glior vi­no ita­lia­no, con un pun­teg­gio che ra­sen­ta la per­fe­zio­ne: 97 su 100. «È un gros­so pia­ce­re ri­ce­ve­re que­sto ri­co­no­sci­men­to», af­fer­ma Car­ta. «Non so­lo per noi, ma per la Sar­de­gna in­te­ra».

I prezzi au­men­te­ran­no

Le ten­den­ze del pros­si­mo fu­tu­ro so­no pur­trop­po con­di­zio­na­te dal­la scar­sa rac­col­ta del­le uve nel 2017, con un ca­lo dei vo­lu­mi ri­spet­to al 2016 del 25 per cen­to cir­ca. «I prezzi dei vi­ni nel 2018 do­vran­no so­ste­ne­re una sfi­da non ba­na­le, a cau­sa del­la ven­dem­mia po­co ge­ne­ro­sa del 2017 e al con­se­guen­te rial­zo at­te­so», an­ti­ci­pa Vir­gi­lio Ro­ma­no, coor­di­na­to­re del­le ri­cer­che di mer­ca­to con­dot­te dall’isti­tu­to spe­cia­liz­za­to Iri per gli or­ga­niz­za­to­ri di Vi­ni­ta­ly. Si at­ten­de un at­te­star­si in­tor­no ai 5 eu­ro del prez­zo me­dio del­la bot­ti­glia da 0,75 litri, in leg­ge­ro au­men­to ri­spet­to al 2017, men­tre nel seg­men­to più bas­so dei vi­ni da ta­vo­la i rin­ca­ri sa­ran­no mag­gio­ri in per­cen­tua­le. Se­con­do gli esper­ti, pro­se­gui­rà an­co­ra in Ita­lia il trend fa­vo­re­vo­le ai Doc ti­pi­ci re­gio­na­li e al vi­no biologico. I bian­chi e i ro­sa­ti do­vreb­be­ro re­cu­pe­ra­re al­tro ter­re­no sui ros­si. Nell’ex­port con­ti­nue­rà il mo­men­to d’oro de­gli spumanti e si con­ta di mi­glio­ra­re i ri­sul­ta­ti in Rus­sia e Ci­na. In ogni ca­so il con­su­mo di vi­no glo­ba­le nel mon­do sta cre­scen­do e quin­di è le­git­ti­mo es­se­re ot­ti­mi­sti.

Ve­ro­na. Un som­me­lier riem­pie un ca­li­ce di Prosecco su­pe­rio­re. Il con­su­mo di que­sto vi­no è cre­sciu­to del 4,9 per cen­to nel 2017 ri­spet­to all’an­no pre­ce­den­te.

GIGGINO SE­GUE LA MAG­GIO­RAN­ZA Lui­gi Di Ma­io, 31 an­ni, pre­sen­zia al Vi­ni­ta­ly con un ca­li­ce di ro­sa­to. La sua scel­ta è in li­nea con quel­la di mol­ti ita­lia­ni, per­ché la ven­di­ta dei rosé è au­men­ta­ta. PROMUOVE UN CLAS­SI­CO DEL NORD Mat­teo Sal­vi­ni, 45,...

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