La re­gi­na d’Olan­da di­spe­ra­ta per il sui­ci­dio del­la so­rel­la Ines

LA MOR­TE DI INES ZORREGUIETA, FRA­GI­LE ARTISTA MAN­CA­TA, HA GET­TA­TO NEL­LA DISPERAZIONE MAXIMA. CHE L’AVE­VA SEM­PRE PROTETTA DALL’AL­TO DEI SUOI 13 AN­NI IN PIÙ

GENTE - - SOMMARIO - DI ALES­SAN­DRA GAVAZZI

Chis­sà se quan­do le è ar­ri­va­ta la no­ti­zia del sui­ci­dio di Ines la me­mo­ria di Maxima d’Olan­da è cor­sa al gior­no del suo ma­tri­mo­nio. A quel 2 feb­bra­io 2002, a quel­le no­te del tan­go di Astor Piaz­zol­la che si le­va­va­no tra le ar­ca­te del­la cat­te­dra­le di Am­ster­dam nel­la qua­le lei era so­la. Spo­sa del principe Gu­gliel­mo Ales­san­dro, fu­tu­ra re­gi­na, cer­to. Ma so­la, sen­za il pa­dre ad ac­com­pa­gnar­la all’al­ta­re, per­ché trop­pa era la ver­go­gna ce­la­ta die­tro al­la fama di lui, Jor­ge Zorreguieta, mi­ni­stro du­ran­te la dit­ta­tu­ra ar­gen­ti­na di Jor­ge Vi­de­la, coin­vol­to nel­le stra­gi di mas­sa dei de­sa­pa

re­ci­dos. Cri­mi­ni dei qua­li Maxima non ave­va al­cu­na col­pa, ma che scon­tò in quel gior­no di gio­ia tin­gen­do­lo a un cer­to pun­to di ine­vi­ta­bi­le no­stal­gia. Du­ran­te la ce­ri­mo­nia, men­tre la fi­sar­mo­ni­ca omag­gia­va le sue origini, l’uni­co mem­bro del­la fa­mi­glia am­mes­so era la da­mi­gel­la, la so­rel­li­na pre­di­let­ta. Ines, ap­pun­to. La ri­ve­dia­mo nel­le fo­to uf­fi­cia­li, i suoi 17 an­ni ri­ve­sti­ti da un pe­san­te abi­to da ce­ri­mo­nia bor­deaux, il sor­ri­so in­cer­to di chi non sa sta­re sot­to i ri­flet­to­ri.

È sta­ta ama­ta, Ines, ama­tis­si­ma, da que­sta so­rel­la re­gi­na che con i suoi tre­di­ci an­ni in più si era sentita qua­si una ma­dre. Ep­pu­re il 6 giu­gno ha de­ci­so di di­re addio al­la vita. L’ha fat­to im­pic­can­do­si nel­la sua ca­sa, quar­tie­re re­si­den­zia­le di Al­ma­gro, nel cuo-

re del­la Bue­nos Ai­res me­no tu­ri­sti­ca. Un col­po al cuo­re sia per Maxima, che è vo­la­ta in Ar­gen­ti­na, sia per il ma­ri­to re, che ha di­chia­ra­to: «È sta­ta una sor­pre­sa, le vo­le­va­mo mol­to be­ne. Ci man­che­rà mol­tis­si­mo».

In real­tà Ines era tor­men­ta­ta da sem­pre. Artista man­ca­ta, ama­va la musica. Ave­va ini­zia­to con le co­ver dei bra­ni di Amy Wi­ne­hou­se, al­tra ani­ma in­quie­ta fi­ni­ta in tra­ge­dia, ma non era ar­ri­va­ta da nes­su­na par­te. Quan­do sbar­cò ad Am­ster­dam per il ma- tri­mo­nio del­la so­rel­la, rac­con­ta­no por­tas­se un look neo-punk da la­scia­re al­li­bi­to l’en­tou­ra­ge rea­le. Già al­lo­ra si af­fac­cia­va uno dei suoi fan­ta­smi: l’in­sod­di­sfa­zio­ne per il cor­po, la ma­nia per una ma­grez­za ir­rag­giun­gi­bi­le. E già al­lo­ra fu Maxima a di­re stop a vo­ci e pet­te­go­lez­zi, in­ti­man­do che nes­su­no pro­vas­se an­che so­lo a pren­der­la bo­na­ria­men­te in gi­ro. Non ser­vì. Fi­ni­to il cir­co rea­le, Ines tor­nò in Agen­ti­na e ri­co­min­ciò ad an­da­re a scuola. Do­po la lau­rea in Psi­co­lo­gia era ini­zia­to il pres­sing per un suo tra­sfe­ri­men­to in Olan­da, sem­pre ri­fiu­ta­to. Cre­scen­do pa­re­va si fos­se tran­quil­liz­za­ta. Pri­ma un im­pie­go di pre­sti­gio al­le Na­zio­ni Uni­ti, se­de di Pa­na­ma, e la storia d’amo­re con un col­le­ga che sem­bra­va aver­la ri­con­ci­lia­ta con se stes­sa. Poi, nel 2012, il crol­lo: rot­ta la re­la­zio­ne, fi­ni­to il con­trat­to, il rien­tro a Bue­nos Ai­res era sta­to du­ris­si­mo. La sua de­pres­sio­ne, con­di­ta da un mix di di­pen­den­ze e ano­res­sia, non po­te­va es­se­re cu­ra­ta nel­la ri­ser­va­tez­za del­la ca­sa pa­ter­na, nean­che con le at­ten­zio­ni che dal­la Vec­chia Eu­ro­pa non ces­sa­va­no di cir­con­dar­la. Ines fi­nì ri­co­ve­ra­ta in una cli­ni­ca psi­chia­tri­ca a 27 an­ni e ci ri­ma­se fin­ché non sem­bra­va gua­ri­ta. Un’il­lu­sio­ne che si è tra­sci­na­ta per sei an­ni. Tra ten­ta­ti­vi di sfon­da­re di nuo­vo nel mon­do

ANORESSICA E DE­PRES­SA, NEL 2012 ERA FI­NI­TA IN UNA CA­SA DI CU­RA

del­la musica e brut­te ri­ca­du­te. Il 2016, con le po­le­mi­che se­gui­te all’in­ca­ri­co al mi­ni­ste­ro del­le po­li­ti­che so­cia­li - con­fe­ri­to­le dal pre­si­den­te ar­gen­ti­no An­to­nio Ma­cri - era sta­to un al­tro an­no dif­fi­ci­le. Sen­za ti­to­li per quel ruo­lo, re­ga­la­to­le dall’al­to al so­lo sco­po di rin­sal­da­re i rap­por­ti con l’O- lan­da, Ines nul­la ave­va chie­sto, ma si era nuo­va­men­te tro­va­ta sot­to i ri­flet­to­ri per una col­pa non sua. For­se fa­ta­le.

Lo stes­so de­sti­no che ha in­ve­sti­to co­me un tre­no in cor­sa un’al­tra ca­sa­ta rea­le, quel­la spa­gno­la. Par­lia­mo di Eri­ka Or­tiz Ro­ca­so­la­no, so­rel­la minore di Le­ti­zia di Spa­gna. Fra­gi­le, in­tro­ver­sa, in cu­ra per la de­pres­sio­ne e per gli attacchi di pa­ni­co, l’8 feb­bra­io 2007 mi­se fi­ne al­la sua esi­sten­za con un’over­do­se di bar­bi­tu­ri­ci. La tro­va­ro­no a let­to, nell’ ap­par­te­men­to nel cen­tro di Ma­drid che era sta­to di Le­ti­zia pri­ma del ma­tri­mo­nio con l’al­lo­ra principe Fe­li­pe. Si dis­se, cru­del­men­te, che pro­prio l’at­ten­zio­ne me­dia­ti­ca spa­smo­di­ca che all’im­prov­vi­so si ri­ver­sò sul­la fa­mi­glia del­la fu­tu­ra re­gi­na aves­se por­ta­to i ner­vi di Eri­ka al col­las­so de­fi­ni­ti­vo. Lei che era sta­ta una per­so­na co­mu­ne fi­no a quel mo­men­to - un im­pie­go co­me gra­fi­ca, una bimba di 6 an­ni da cre­sce­re - si tro­vò sui gior­na­li, se- gui­ta dai fo­to­gra­fi, con la vita mo­ni­to­ra­ta pas­so pas­so. Una star suo mal­gra­do an­che quan­do la sua storia d’amo­re con il pa­pà di sua fi­glia era nau­fra­ga­ta. E co­sì, pre­sa una scu­sa al la­vo­ro - il trop­po stress, un cam­pa­nel­lo d’al­lar­me ina­scol­ta­to - la fe­ce fi­ni­ta. Get­tan­do la so­rel­la, al­lo­ra prin­ci­pes­sa, in­cin­ta di sei me­si del­la se­con­do­ge­ni­ta So­fia, in una disperazione dif­fi­ci­le da con­te­ne­re.

Al­lo stes­so mo­do oc­cor­re­rà ri­spet­ta­re il lut­to di Maxima e del­la sua fa­mi­glia. Fi­glie com­pre­se, vi­sto che Ines era sta­ta ma­dri­na di bat­te­si­mo di Aria­ne - ter­za ere­de do­po Ale­xia e Ca­te­ri­na - che og­gi ha 11 an­ni. Fa te­ne­rez­za ri­guar­da­re le fo­to di quel bat­te­si­mo: Ines in un abi­to­ne fio­ra­to trop­po gran­de, un ba­schet­to ros­so più adat­to a una pas­seg­gia­ta che a una ce­ri­mo­nia a cor­te. Sem­pre in qual­che mo­do fuo­ri po­sto nei ri­trat­ti uf­fi­cia­li in mez­zo a co­ro­ne e bla­so­ni, for­se fuo­ri po­sto in un mon­do in cui non si è mai sentita dav­ve­ro a suo agio.

INES FU AN­CHE LA MA­DRI­NA DI UNA DEL­LE NIPOTI PRINCIPESSE

LE­GA­ME D’ACCIAIO La re­gi­na Maxima, 47 an­ni, con il re dei Pae­si Bas­si Gu­gliel­mo Ales­san­dro, 50, lo scor­so mag­gio a una ce­ri­mo­nia uf­fi­cia­le. Si so­no spo­sa­ti 16 an­ni fa. SOR­RI­SI PRI­MA DEL BUIO Am­ster­dam. Una rag­gian­te Maxima vie­ne ab­brac­cia­ta dal­la so­rel­la Ines: è il 2016. Sor­ri­si e af­fet­tuo­si­tà sem­bra­no te­ne­re lon­ta­ni i de­mo­ni del­la gio­va­ne.

TOR­MEN­TA­TA Bue­nos Ai­res. Ines Zorreguieta (1984-6 giu­gno 2018) con il pa­dre Jor­ge (1928-2017) e la ma­dre Ma­ría Cer­ru­ti Car­ri­cart, 74 an­ni, in un’im­ma­gi­ne del 2015. Il di­sa­gio in­te­rio­re di Ines era evi­den­te dall’aspet­to fi­si­co e dal mo­do di muo­ver­si e di ve­stir­si. SUO MAL­GRA­DO ERA UNA STAR La ca­sa di Ines, nel quar­tie­re dell’Al­ma­gro, as­se­dia­ta da fo­to­gra­fi e ope­ra­to­ri Tv, te­nu­ti sot­to con­trol­lo da un po­li­ziot­to. La gio­va­ne era al cen­tro dell’at­ten­zio­ne fin da quan­do, a 17 an­ni, fe­ce da da­mi­gel­la al­le noz­ze del­la so­rel­la.

IL DRAM­MA DI SPA­GNA Ma­drid. Eri­ka Or­tiz Ro­ca­so­la­no (a si­ni­stra) si tol­se la vita nel 2007, a 32 an­ni, nel­la ca­sa in cui ave­va vis­su­to la so­rel­la, la re­gi­na Le­ti­zia, 45 (so­pra, il suo pian­to ai fu­ne­ra­li).

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