Il ma­tri­mo­nio “af­fol­la­to” di Gi­no Pao­li

QUAN­DO CONOBBE STE­FA­NIA SANDRELLI, GI­NO PAO­LI AVE­VA GIÀ UNA COM­PA­GNA. IM­POS­SI­BI­LE PER LUI SCE­GLIE­RE TRA LE DUE DON­NE: AL­LA FI­NE EB­BE UN FI­GLIO CON EN­TRAM­BE

GENTE - - SOMMARIO - DI SIL­VIA CASANOVA

Lui, lei, l’al­tra. Quan­do il ma­ri­to fe­di­fra­go non la­scia la com­pa­gna, ma rad­dop­pia con l’aman­te, le fa­mi­glie di­ven­ta­no due e cor­ro­no in pa­ral­le­lo. È quan­to è suc­ces­so a per­so­nag­gi il­lu­stri del mon­do del­lo spet­ta­co­lo, del­la po­li­ti­ca e del­la scien­za, che han­no fat­to scal­po­re per aver avu­to amo­ri non con­ven­zio­na­li. Riu­scen­do, pe­rò, a ge­stir­li egre­gia­men­te, te­nen­do in aria tut­ti i bi­ril­li co­me agi­li gio­co­lie­ri, spes­so fa­cen­do ac­cet­ta­re al­la don­na uf­fi­cia­le del­la lo­ro vita l’esi­sten­za, per quan­to sco­mo­da, dell’al­tra. Co­min­cia­mo la nuo­va serie rie­vo­can­do la storia di Gi­no Pao­li, che ne­gli an­ni Set­tan­ta per­se la testa per una gio­va­nis­si­ma Ste­fa­nia Sandrelli.

Nell’estate del 1961 una ra­gaz­zi­na di Via­reg­gio de­ci­de di fe­steg­gia­re il suo quin­di­ce­si­mo com­plean­no al­la Bus­so­la: sul palco sa­li­rà Gi­no Pao­li, il suo can­tan­te pre­fe­ri­to, e lei muo­re dal­la vo­glia di co­no­scer­lo, ad­di­rit­tu­ra spe­ra di ballare con lui. Co­sì, sul­le no­te de Il cie­lo

in una stan­za, quel­la se­ra di giu­gno pren­de il via un amo­re clan­de­sti­no de­sti­na­to a scan­da­liz­za­re l’Ita­lia de­gli an­ni Ses­san­ta. Già, per­ché Pao­li, ge­no­ve­se di origini friu­la­ne, ha 27 an­ni ed è un uomo spo­sa­to. Que­sto non si­gni­fi­ca che bril­li per fe­del­tà, ma un con­to è la re­la­zio­ne con Or­nel­la Va­no­ni di cui si mor­mo­ra da tem­po, un con­to è quel­la con una mi­no­ren­ne. La ra­gaz­zi­na in questione si chia­ma Ste­fa­nia Sandrelli e di­mo­stra ben più di 15 an­ni. È una bellezza ca­sta­na, morbida e dal vi­so in­fan­ti­le. «In­ce­de spar­gen­do ses­so», di­rà di lei Al­ber­to Mo­ra­via. Al mo­men­to dell’in­con­tro con Pao­li van­ta il ti­to­lo di Miss Via­reg­gio, ma le sue fo­to fi­ni­ran­no pre­sto sul­la copertina del set­ti­ma­na­le Le

Ore, apren­do­le le por­te del ci­ne­ma. «Quel­la se­ra mi mi­si un tu­bi­no verde scol­la­to, i san­da­li con i tac­chi e mi fe­ci ac­com­pa­gna­re al­la Bus­so­la da­gli ami­ci», ha rac­con­ta­to lei. «Lo­ro di­ce­va­no che Gi­no era tri­ste e brut­to, io lo tro­va­vo al­le­gro e bel­lis­si­mo. Per far­mi notare gli pas­sa­vo e ri­pas­sa­vo da­van­ti men­tre can­ta­va». La tat­ti­ca fun­zio­na: Pao­li la no­ta e più tar­di la in­vi­ta a ballare. Sul­la pi­sta la strin­ge, ma quan­do lei gli di­ce quan­ti an­ni ha la la­scia an­da­re. «Mi pre­se un col­po», con­fer­me­rà il can­tan­te, or­mai in ba­lia del­la bel­la Lo­li­ta. «La frit­ta­ta era fat­ta», ha spie­ga­to in se­gui­to la Sandrelli. «Nei gior­ni suc­ces­si­vi ven­ne a cer­car­mi. Da al­lo­ra non ci fu nul­la da fa­re, sta­va­mo sem­pre in­sie­me. Lui ar­ri­va­va e let­te­ral­men­te mi ra­pi­va. Io ten­ta­vo di re­si­ste­re, ma so­lo per gio­co. Poi, fe­li­ci, an­da­va­mo in gi­ro sul­la sua Trium­ph sco­per­ta. Era par­ti­to in quar­ta, e an­che io».

Con

tut­te le cau­te­le pos­si­bi­li, Pao­li vi­ve una doppia vita. A Ge­no­va lo aspet­ta la moglie, An­na Ma­ria Fab­bri, che ha spo­sa­to quan­do non era an­co­ra fa­mo­so e si de­di­ca­va al­la pit­tu­ra. Nel­la bio­gra­fia scrit­ta da Lu­cio Pa­laz­zo ( I se­ma­fo­ri ros­si non so­no Dio, Rai Eri, 2014), Pao­li rac­con­ta: «Do­po il li­ceo scien­ti­fi­co en­trai in con­tra­sto con mio pa­dre, che mi vo­le­va in­ge­gne­re co­me lui. Me ne an­dai da ca­sa. Dor­mi­vo sul­le pan­chi­ne dei giar­di­ni e man­gia­vo al­le men­se dei po­ve­ri. Tro­vai un la­vo­ro co­me gra­fi­co pres­so un’agen­zia di pub­bli­ci­tà. Mi spo­sai e af­fit­tai un ap­par­ta­men­to a Boc­ca­das­se, un bor­go di pe­sca­to­ri al­le por­te di Ge­no­va». È la sof­fit­ta vi­ci­no al ma­re del­la can­zo­ne La gat­ta. Qui vi­ve con An­na nei pri­mi an­ni di ma­tri­mo­nio. «Con il mio sti­pen­diuc­cio non ar­ri­va­va­mo al­la ter­za set­ti­ma­na del me­se. La do­me­ni­ca mia ma­dre por­ta­va un ca­ri­co di prov­vi­ste per tut­ta la set­ti­ma­na. Ma il mar­te­dì la di­spen­sa era già vuo­ta per­ché in cu­ci­na piom­ba­va­no gli ami­ci squat­tri­na­ti». Si trat­ta de­gli ami­ci che con­di­vi­do­no con lui la passione per la mu-

si­ca: Bru­no Lau­zi, Lui­gi Ten­co, Fa­bri­zio De An­dré, i fra­tel­li Gian Pie­ro e Gian­fran­co Re­ver­be­ri. So­no lo­ro a por­tar­lo a Mi­la­no per un’au­di­zio­ne al­la Ri­cor­di. I pri­mi 45 gi­ri del 1959 non sfon­da­no. La svol­ta ar­ri­va quan­do Mi­na in­ter­pre­ta Il cie­lo in una stan­za e al­lo­ra se­guo­no suc­ces­si co­me Sen­za fi­ne (can­ta­ta dal­la Va­no­ni), An­che se, Che co­sa c’è: il can­tau­to­re che na­scon­de lo sguar­do die­tro gli oc­chia­li scu­ri s’im­po­ne co­me per­so­nag­gio ru­vi­do e ma­lin­co­ni­co.

Al­la pre­co­ce ra­gaz­zi­na di Via­reg­gio, co­sì co­me a tan­tis­si­mi ita­lia­ni, piac­cio­no la sua vo­ce sot­ti­le e il suo mo­do di can­ta­re. La gio­va­ne Sandrelli, che da bam­bi­na stu­dia danza clas­si­ca e so­gna di fa­re la bal­le­ri­na, è trop­po ro­ton­da per ballare sul­le pun­te, ma è per­fet­ta per il ci­ne­ma: una mi­sce­la su­per­ba di can­do­re in­fan­ti­le e fem­mi­ni­li­tà sen­sua­le. Sua ma­dre fa di tut­to per sco­rag­gia­re il le­ga­me pec­ca­mi­no­so col can­tau­to­re ge­no­ve­se. Ini­zia­no le fu­ghe, gli in­con­tri e gli ap­pun­ta­men­ti clan­de­sti­ni. Di not­te lei si ca­la dal­la fi­ne­stra per rag­giun­ge­re l’aman­te. Rien­tra all’al­ba do­po le scor­ri­ban­de in au­to, la musica jazz, i ba­ci e l’amo­re in pi­ne­ta. «Per sta­re con un uomo spo­sa­to, a quell’epo­ca e a 15 an­ni, bi­so­gna­va es­se­re dav­ve­ro in­na­mo­ra­ta», di­rà poi. “È sta­ta una gran­de passione”, si leg­ge nel­la bio­gra­fia di Pao­li. Di lì a po­co na­sce­ran­no li­ti­gi e in­com­pren­sio­ni, per­ché la ra­gaz­zi­na pren­de­rà il vo­lo e si tra­sfor­me­rà in una di­va del ci­ne­ma: il re­gi­sta Pie­tro Ger­mi ve­de le sue fo­to su Le Ore e la vuo­le nel ruo­lo di An­ge­la in Di­vor­zio

all’ita­lia­na, ac­can­to a Mar­cel­lo Ma­stro­ian­ni. Il fa­sci­no del­la Sandrelli non ri­spar­mia nem­me­no Lui­gi Ten­co, ami­co di Pao­li: «Una storia ci fu, ma ve­lo­ce, spor­ti­va. Te­ne­vo tan­to a Gi­no, non vo­le­vo che lo sa­pes­se», rac­con­te­rà l’at­tri­ce. «Vi­sto che ero spo­sa­to, Lui­gi non vo­le­va che an­das­si con Ste­fa­nia», ha spie­ga­to Pao­li. «Per que­sto ci an­dò a let­to, per di­mo­strar­mi che era una ra­gaz­za fa­ci­le. Fu un mo­ti­vo di scre­zio tra noi». È sug­ge­sti­vo pen­sa­re che Sa­po­re di sa­le, usci­ta nel 1963, sia ispi­ra­ta agli amo­ri del can­tan­te con la gio­va­nis­si­ma Sandrelli, che sia lei a sdra­iar­si sul­la sab­bia e ab­ban­do­nar­si al suo ab­brac­cio. «In real­tà, quan­do l’ho scrit­ta ave­vo in mente Ur­su­la An­dress men­tre esce dall’ac­qua in un film di 007», spie­ghe­rà Pao­li. La can­zo­ne ha un suc­ces­so straor­di­na­rio: «In quei me­si di­ven­tai un di­vo. Le ra­gaz­ze qua­si mi strap­pa­va­no i ve­sti­ti di dos­so». Ep­pu­re, il 13 lu­glio di quell’an­no, il can­tau­to­re si spa­ra al pet­to. La pal­lot­to­la si fer­ma vi­ci­no al cuo­re, la­scian­do­lo vi­vo. A spin­ger­lo a tan­to, si di­ce, è la cri­si con l’aman­te. «L’ho fat­to per no­ia, per­ché ave­vo tut­to e non sen­ti­vo più nien­te», spie­ga lui. Ol­tre al­la moglie, in ospe­da­le ar­ri­va an­che la Sandrelli. «Ero par­ti­ta per la Si­ci­lia con lo sco­po di ri­flet­te­re su di noi e mia ma­dre non mi pas­sa­va le te­le­fo­na­te di Gi­no», di­rà. «Ma un gesto del ge­ne­re sot­tin­ten­de al­tro. Gi­no non sta­va be­ne quel­la se­ra, for­se ave­va be­vu­to. Co­sì in ospe­da­le ten­tai di sdram­ma­tiz­za­re la si­tua­zio­ne e cer­can­do di es­se­re po­si­ti­va gli chie­si: “Ma se di­ci che mi ami tan­to, per­ché vuoi mo­ri­re?”. Fa­cem­mo pa­ce su­bi­to». Il can­tau­to­re si ri­con­ci­lia an­che con la moglie, da tem­po esa­spe­ra­ta dai suoi tra­di­men­ti. Tant’è che a po­chi me­si di di- stan­za en­tram­be le don­ne gli dan­no un fi­glio. La pri­ma è An­na: Gio­van­ni Pao­li, og­gi gior­na­li­sta, na­sce nell’estate del 1964. Aman­da Sandrelli vie­ne al­la luce in ot­to­bre, in Sviz­ze­ra. «L’ab­bia­mo con­ce­pi­ta a Ve­ne­zia du­ran­te una bre­ve va­can­za», ha rac­con­ta­to la Sandrelli. «Pio­ve­va, pas­sam­mo tut­to il tem­po in al­ber­go. Ho vo­lu­to la ma­ter­ni­tà. Sa­pe­vo quel­lo che fa­ce­vo, ero fe­li­ce di far­lo».

Lo scan­da­lo è ine­vi­ta­bi­le. Per li­mi­ta­re la pres­sio­ne dell’opi­nio­ne pub­bli­ca la Sandrelli par­to­ri­sce in segreto a Lo­san­na: «Gi­no mi era ac­can­to, la ri­cor­do co­me un’espe­rien­za ma­gi­ca». La ma­gia si rom­pe nel 1968, do­po an­ni di li­ti­gi e ri­con­ci­lia­zio­ni: lui non ap­pro­va il suo la­vo­ro e la vuo­le a Mi­la­no con sé, lei si sta­bi­li­sce a Ro­ma. È un mo­men­to do­lo­ro­so per en­tram­bi. Il can­tau­to­re re­sta con la moglie. Tra gli 8 e i 13 an­ni Aman­da vi­vrà con la fa­mi­glia del pa­dre: «An­na è per me una se­con­da ma­dre», ha di­chia­ra­to. Og­gi Ste­fa­nia Sandrelli è fe­li­ce ac­can­to al re­gi­sta e sce­neg­gia­to­re Gio­van­ni Sol­da­ti, suo com­pa­gno da ol­tre 30 an­ni. «Io e Gi­no sia­mo di nuo­vo in ot­ti­mi rap­por­ti, la passione ha la­scia­to il po­sto all’am­mi­ra­zio­ne. So­no ami­ca del­la sua se­con­da moglie, Pao­la Pen­zo, e amo i lo­ro fi­gli Ni­co­lò e Tom­ma­so». Del lo­ro le­ga­me ir­re­go­la­re e tu­mul­tuo­so re­sta una can­zo­ne che rie­vo­ca il ma­re e ha “il gu­sto un po’ ama­ro di cose per­du­te”.

UN AMABILE CAOS Ge­no­va. Una fo­to del 1992 che ben sin­te­tiz­za la vita pri­va­ta cao­ti­ca di Gi­no Pao­li, og­gi 83 an­ni. Con lui ci so­no la se­con­da moglie, Pao­la Pen­zo (se­du­ta), i due fi­gli avu­ti da lei, Ni­co­lò, og­gi 37, e Tom­ma­so, 26 (in brac­cio al­la mam­ma), e poi Aman­da Sandrelli, 53, e Gio­van­ni Pao­li, 53, avu­ti in con­tem­po­ra­nea da Ste­fa­nia Sandrelli e An­na Fab­bri, la pri­ma moglie. LO STREGÒ CON IL SUO FA­SCI­NO DA LO­LI­TA Ste­fa­nia Sandrelli (sot­to), og­gi 72 an­ni, si le­gò a Gi­no Pao­li quan­do ave­va ap­pe­na 15 an­ni. Lui era spo­sa­to, lei una ra­gaz­zi­na: si fre­quen­ta­ro­no a lun­go clan­de­sti­na­men­te, e fu uno scan­da­lo. A si­ni­stra, i due aman­ti sor­pre­si in­sie­me in au­to nel 1962.

AMAN­DA FU AC­COL­TA IN FA­MI­GLIA Ge­no­va. Gi­no Pao­li nel 1973 con la pri­ma moglie An­na Fab­bri e i fi­gli coe­ta­nei Gio­van­ni, avu­to da lei, e Aman­da, frut­to del­la passione ex­tra­co­niu­ga­le per la Sandrelli. Do­po che i ge­ni­to­ri si la­scia­ro­no, Aman­da an­dò a vivere per al­cu­ni an­ni con il pa­dre e la fa­mi­glia di lui, in per­fet­ta ar­mo­nia: la Fab­bri di­ven­tò per lei una se­con­da ma­dre. BUO­NA LA TER­ZA Ca­pri. Il can­tau­to­re al fe­sti­val del ci­ne­ma con la moglie Pao­la Pen­zo, spo­sa­ta nel 1991. La don­na e la Sandrelli, og­gi co­niu­ga­ta con Gio­van­ni Sol­da­ti, so­no buo­ne ami­che.

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