IL BRAN­CO LO PUGNALAVA LEI GLI FA­CE­VA DA SCU­DO

OT­TO FENDENTI, CAL­CI E PU­GNI: NIC­CO­LÒ PO­TE­VA MO­RI­RE. SI È SAL­VA­TO PER MI­RA­CO­LO, DICE LA MA­DRE. E GRAZIE AN­CHE AL­LA SUA FI­DAN­ZA­TA. CHE HA RIMEDIATO CON­TU­SIO­NI E ORA DICE: «SEI LA MIA ROC­CIA»

GENTE - - Inchiesta - di Ales­san­dra Ga­vaz­zi

DIF­FI­CI­LE STA­BI­LI­RE LE CAU­SE. FOR­SE HA PE­SA­TO IL CO­GNO­ME

U na la­ma da ven­ti cen­ti­me­tri che col­pi­sce ot­to vol­te. Una raf­fi­ca di cal­ci e pu­gni an­che in fac­cia. La vio­len­za bru­ta­le e vi­gliac­ca del bran­co con­tro uno so­lo, un bran­co in­cu­ran­te per­si­no del fat­to che so­pra quel ra­gaz­zo fi­ni­to per ter­ra in un la­go di san­gue si è get­ta­ta una ra­gaz­za mi­nu­ta e bion­da. Con il suo cor­po pro­va a di­fen­der­lo, co­rag­gio­sa ai li­mi­ti dell’in­co­scien­za. Pren­de­rà bot­te an­che lei, per for­tu­na so­lo di stri­scio, pri­ma che ar­ri­vi­no le for­ze dell’or­di­ne. L’ag­gua­to a Nic­co­lò Bet­ta­ri­ni nel­la ri­co­stru­zio­ne de­gli in­qui­ren­ti rac­con­ta di una not­ta­ta, quel­la del pri­mo lu­glio, che so­lo per po­co non è di­ven­ta­ta tra­ge­dia, di una se­ra­ta di ini­zio esta­te re­sa ne­ra da un’ag­gres­sio­ne che si tra­sfor­ma in ten­ta­to omi­ci­dio. Un ra­gaz­zo qua­si am­maz­za­to per mo­ti­vi “abiet­ti e fu­ti­li”, scri­ve il pm Elio Ra­mon­di­ni, che coor­di­na le in­da­gi­ni, e in ef­fet­ti co­sa c’è di più fu­ti­le che ac­ca­nir­si su uno so­lo, in­di­fe­so, a cau­sa del suo co­gno­me, del suo es­se­re il fi­glio pri­mo­ge­ni­to dell’ex cal­cia­to­re Stefano Bet­ta­ri­ni e di Si­mo­na Ven­tu­ra.

Per­ché quel­la che sem­bra­va una ris­sa qua­si ca­sua­le fuo­ri dall’Old Fa­shion, sto­ri­ca di­sco­te­ca di Milano, si sa­reb­be ri­ve­la­ta, co­sì di­co­no gli in­ve­sti­ga­to­ri, un at­tac­co di­ret­to con il pre­ci­so in­ten­to di uc­ci­de­re quel ra­gaz­zo di 19 an­ni, co­sì gio­va­ne ep­pu­re già co­sì ri­co­no­sci­bi­le, in­ter­ve­nu­to a di­fe­sa di un ami­co ag­gre­di­to per pri­mo. Un at­tac­co con­di­to da fra­si espli­ci­te, che sa­reb­be­ro sta­te ri­por­ta­te da più di un te­sti­mo­ne, fra­si che suo­na­va­no più o me­no co­sì: «Fai il du­ro per­ché sei il fi­glio di Bet­ta­ri­ni, eh?». Un at­tac­co che non si è fer­ma­to nean­che quan­do la ra­gaz­za che era con Nic­co­lò, Zoe Espo­si­to - sem­pli­ce e fi­no­ra sconosciuta stu­den­tes­sa all’Uni­ver­si­tà Iulm di Milano - è in­ter­ve­nu­ta per pro­va­re a pro­teg­ger­lo. “Io con te, tu con me: vo­ler be­ne si­gni­fi­ca sa­cri­fi­cio. Sei la mia roc­cia, Nick”, ha scrit­to Zoe il gior­no do­po, quan­do il suo no­me or­mai era di­ven­ta­to pub­bli­co, po­stan­do su In­sta­gram una te­ne­ra fo­to con Nic­co­lò la se­ra del suo ven­tu­ne­si­mo com­plean­no. Poi si è nuo­va­men­te eclis­sa­ta, for­se per cu­ra­re le con­tu­sio­ni (i re­fer­ti di­co­no gua­ri­rà in una set­ti­ma­na) e uno choc che a pas­sa­re im­pie­ghe­rà senz’al­tro più tem­po. “È an­da­ta be­ne ed è un mi­ra­co­lo”, ha scrit­to il gior­no do­po Si­mo­na Ven­tu­ra su In­sta­gram, il ca­na­le uti­liz­za­to per far fil­tra­re le no­ti­zie dall’al­ba di una do­me­ni­ca “ini­zia­ta con la te­le­fo­na­ta che mai nes­sun ge- ni­to­re vorrebbe ri­ce­ve­re”. Nic­co­lò - tra­spor­ta­to in co­di­ce ros­so, il più gra­ve, al Trau­ma Cen­ter dell’Ospe­da­le Ni­guar­da - se l’è ca­va­ta: fe­ri­te su­per­fi­cia­li all’ad­do­me e al­la gam­ba, una più pro­fon­da che ha re­ci­so il ten­di­ne di una ma­no al­za­ta nel di­spe­ra­to ten­ta­ti­vo di di­fen­der­si. L’ope­ra­zio­ne per ri­pa­ra­re quel ner­vo è riu­sci­ta, la ri­pre­sa com­ple­ta ri­chie­de­rà me­si. “Hai sem­pre vo­lu­to pro­teg­ge­re gli al­tri, so­prat­tut­to i più de­bo­li. Ora chi ha sba­glia­to pa­ghi”, ave­va in­vo­ca­to pa­pà Stefano Bet­ta­ri­ni quan­do l’an­go­scia ave­va pian pia­no la­scia­to spa­zio a un cau­to ot­ti­mi­smo. Ma an­che al­la rab­bia.

L’ap­pel­lo al­la giu­sti­zia è sta­to rac­col­to pra­ti­ca­men­te all’istan­te con l’ar­re­sto di quat­tro per­so­ne. Da­vi­de Cad­deo, 29 an­ni, die­ci in più del­la sua pre­sun­ta vit­ti­ma, sa­reb­be so­spet­ta­to di aver ma­te­rial­men­te

col­pi­to Nic­co­lò. Da po­co ave­va smes­so di es­se­re un sor­ve­glia­to spe­cia­le: la sua fe­di­na pe­na­le com­pren­de­reb­be pre­ce­den­ti per le­sio­ni e ris­sa, per­si­no in car­ce­re. Si dice che una vol­ta in au­to gli tro­va­ro­no una maz­za da ba­se­ball, un’al­tra un pu­gna­le a for­ma di spa­di­no. Con lui c’era Alessandro Fer­zo­co, 24 an­ni, ul­trà del­la cur­va dell’In­ter e dell’Hockey Milano con a ca­ri­co un di­vie­to ad av­vi­ci­nar­si allo sta­dio per ti­fo vio­len­to, un bar in ge­stio­ne e di­chia­ra­te sim­pa­tie per i grup­pi di estre­ma de­stra del­la cit­tà. E poi due gio­va­ni al­ba­ne­si, Al­ba­no Ja­kei e An­di Ara­pi. Pro­prio lo­ro avreb­be­ro con­tri­bui­to a se­da­re l’ini­zio del­la li­te all’in­ter­no del­la di­sco­te­ca, grazie al fat­to che i but­ta­fuo­ri del lo­ca­le - poi chiu­so per un me­se con prov­ve­di­men­to del que­sto­re - sa­reb­be­ro lo­ro con­na­zio­na­li e ini­zial­men­te non avreb­be­ro chia­ma­to il 112. L’aves­se­ro fat­to, pro­ba­bil­men­te, il grup­po non avreb­be aspet­ta­to fuo­ri per re­go­la­re i con­ti. Co­sa che è av­ve­nu­ta ver­so le 5 del mat­ti­no, a se­ra­ta fi­ni­ta. Ha rac­con­ta­to un ad­det­to al­la si­cu­rez­za quel­lo che al­cu­ne del­le 33 te­le­ca­me­re di sor­ve­glian­za at­tor­no al lo­ca­le ave­va­no im­mor­ta­la­to: «Gli ami­ci era­no più avan­ti, men­tre Nic­co­lò, che è un ha­bi­tué, ha

IN QUAT­TRO SO­NO FI­NI­TI IN MA­NET­TE PER TEN­TA­TO OMI­CI­DIO, MA GLI AG­GRES­SO­RI ERA­NO DI PIÙ, FOR­SE UNA DE­CI­NA

sa­lu­ta­to e si è al­lon­ta­na­to tran­quil­lo». Poi di col­po l’al­ter­co del grup­po con il suo ami­co, con cui ci sa­reb­be sta­ta un’al­tra ba­ruf­fa nel­lo stes­so lo­ca­le, un pa­io di set­ti­ma­ne fa, e tut­to pre­ci­pi­ta. “La gen­te è pron­ta ad am­maz­za­re per qua­lun­que co­sa. Il mon­do fa schi­fo”, è sta­to lo sfo­go di uno scon­vol­to Gia­co­mo Bet­ta­ri­ni, fra­tel­lo mi­no­re di Nic­co­lò, “io so­no stu­pe­fat­to che lui stia be­ne e sia an­co­ra qui con noi”. La stra­da per la ri­pre­sa sa­rà lun­ga. Nic­co­lò, aspi­ran­te cal­cia­to­re sul­le or­me del ce­le­bre pa­pà, in­gag­gia­to da una squa­dra in­gle­se, fa il pen­do­la­re tra Lon­dra e Milano, do­ve abi­ta con mam­ma Si­mo­na. E poi, cer­to, c’è la vi­ta da so­cial: qual­che spon­so­riz­za­zio­ne come mo­del­lo, le va­can­ze in bar­ca, le fe­ste, qual­che flirt già pub­bli­co, dall’aspi­ran­te blog­ger Gi­ne­vra Lam­bru­schi al­la mo­del­la bra­si­lia­na Mi­chel­ly San­der, con cui a di­re il ve­ro lo da­va­no an­co­ra fi­dan­za­to. E ora, cer­to, Zoe. Che stan­do a quan­to rac­con­ta­no i ver­ba­li gli avreb­be fat­to da scu­do pro­van­do a sal­var­lo. Chis­sà che la nuo­va vi­ta non par­ta da qui.

IL PA­PÀ STEFANO CORRE DA LUI Milano. Stefano Bet­ta­ri­ni ar­ri­va tra­fe­la­to all’ospe­da­le Ni­guar­da in­sie­me con la com­pa­gna Ni­co­let­ta La­ri­ni, 34 an­ni. L’ex moglie Si­mo­na Ven­tu­ra, che si tro­va­va in Ca­la­bria per la­vo­ro, ha rag­giun­to di cor­sa l’ex cal­cia­to­re al...

UN AMO­RE RE­CEN­TE RAF­FOR­ZA­TO DAL DRAM­MA Nic­co­lò Bet­ta­ri­ni, 19 an­ni, con Zoe Espo­si­to, 21, da po­che set­ti­ma­ne en­tra­ta nel­la sua vi­ta: all’al­ba dell’1 lu­glio la ra­gaz­za, se­con­do gli in­qui­ren­ti, lo avreb­be di­fe­so con il pro­prio cor­po men­tre ve­ni­va...

FER­MA­TI DO­PO 24 ORE Milano. L’ar­re­sto, av­ve­nu­to il 2 lu­glio, dei gio­va­ni ac­cu­sa­ti dell’ag­gres­sio­ne al fi­glio di Bet­ta­ri­ni: si trat­ta di Da­vi­de Cad­deo, 29 an­ni, Alessandro Fer­zo­co, 24, Al­ba­no Ja­kei, 23, e An­di Ara­pi, 29. Se­con­do gli in­ve­sti­ga­to­ri,...

CON I “PIC­CO­LI” DI FA­MI­GLIA Nic­co­lò con la so­rel­la Caterina, 12 an­ni, e il fra­tel­lo Gia­co­mo, 17, cui è le­ga­tis­si­mo. «Ve­de­re mam­ma e pa­pà di nuovo in sin­to­nia do­po il di­vor­zio ha re­so me e i miei fra­tel­li mol­to fe­li­ci», ave­va con­fi­da­to Nic­co­lò in una...

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