Ba­by K: è suo il tor­men­to­ne dell’esta­te

«FI­NAL­MEN­TE SCA­LO LE HIT CON UN PEZ­ZO CHE HO SCRIT­TO E MUSICATO IO: “DA ZE­RO A CENTO”», DI­CE LA RAP­PER. «È STA­TA DU­RA. PER­SI­NO LA MIA FA­MI­GLIA ALL’INI­ZIO NON CRE­DE­VA IN ME»

GENTE - - Sommario - DI RO­BER­TA SPADOTTO

Ba­by K!». È co­sì che un ve­ro rap­per ini­zia le sue can­zo­ni: si pre­sen­ta. E per chi an­co­ra non la co­no­sces­se, ec­co chi è Clau­dia Na­hum, una del­le po­che donne rap­per ita­lia­ne di suc­ces­so, an­che se il suo sound è per­so­na­le, un po’ pop un po’ rag­gae­ton. Pe­rò fa bal­la­re tut­ti, gio­va­ni e me­no gio­va­ni, per­si­no i bam­bi­ni, tan­to che si sta me­ri­tan­do il ti­to­lo di fe­no­me­no dell’esta­te 2018. Il suo sin­go­lo Da ze­ro a cento ha bat­tu­to già un re­cord es­sen­do il bra­no di un’ar­ti­sta ita­lia­na che ha avu­to più vi­sua­liz­za­zio­ni (3 mi­lio­ni) nel­le pri­me 24 ore dal­la pub­bli­ca­zio­ne su YouTu­be, il 22 giu­gno. E ora sta sca­lan­do le clas­si­fi­che ed è pron­to a di­ven­ta­re un tor­men­to­ne co­me Ro­ma-Ban­g­kok, che Ba­by K can­tò in cop­pia con Giu­sy Fer­re­ri e che sur­ri­scal­dò i me­si esti­vi del 2015 (9 di­schi di pla­ti­no e 200 mi­lio­ni di vi­sua­liz­za­zio­ni); e co­me Vo­glio bal­la­re con te dell’an­no scor­so, con An­drés Dvi­cio (4 di­schi di pla­ti­no e 100

mi­lio­ni di vi­sua­liz­za­zio­ni). Que­sta vol­ta pe­rò è di­ver­so. «Sono solo io», di­ce la can­tan­te a Gen­te, stu­pi­ta lei stes­sa di tan­to se­gui­to. «Que­sta esta­te non vo­le­vo fa­re nul­la. E in­ve­ce ho scrit­to il te­sto in po­chi gior­ni, ho stu­dia­to il bal­let­to e an­che il con­te­sto: non le pal­me o il ma­re, ma il ra­cing, os­sia le mac­chi­ne da cor­sa che sono mol­to fa­shion. An­che se io non le gui­de­rei mai, mi fan­no paura». In­som­ma, una gran­de sod­di­sfa­zio­ne per una ra­gaz­za di 35 an­ni che da quan­do ne ave­va 14 scri­ve mu­si­ca, la sua as­so­lu­ta pas­sio­ne da sem­pre. «Mi chiu­de­vo den­tro gli ar­ma­di, tra i ve­sti­ti, per non sen­ti­re il ri­ver­be­ro e can­ta­vo».

Ep­pu­re la sua fa­mi­glia, seb­be­ne co­smo­po­li­ta, ha fat­to fa­ti­ca ad ap­pog­giar­la nel suo per­cor­so ar­ti­sti­co. «Sono na­ta a Sin­ga­po­re», rac­con­ta, «e ho vis­su­to in­fan­zia e ado­le­scen­za a Londra, pri­ma di tor­na­re in pian­ta sta­bi­le in Italia. Mio pa­dre ha sem­pre viag­gia­to per lavoro. I miei ge­ni­to­ri mi han­no avu­to tar­di, sono la mi­no­re di tre fi­gli: mio fra­tel­lo ha 10 an­ni più di me, mia so­rel­la 7. En­tram­bi han­no avu­to per­cor­si più tra­di­zio­na­li. Quin­di an­che io, pa­ral­le­la­men­te al­la mu­si­ca, ho fat­to stu­di che mi per­met­tes­se­ro di ave­re sboc­chi al­ter­na­ti­vi. Ho una lau­rea trien­na­le in Psi­co­lo­gia co­gni­ti­va». Pe­rò, in­tan­to, con­ti­nua­va a gi­ra­re in­tor­no al suo chio­do fis­so, quel­lo di can­ta­re, si con­fron­ta­va con il du­ro mon­do del rap, do­ve le quo­te ro­sa sono una mi­no­ran­za. «Ho do­vu­to co­struir­mi una scor­za per non far­mi schiac­cia­re», di­ce. Non per nien­te il suo pri­mo vi­deo di suc­ces­so si in­ti­to­la Fem­mi­na Al­fa, usci­to nel 2011. «Pri­ma di que­sto mai avrei im­ma­gi­na­to di ri­ta­gliar­mi un po­sto nel mon­do del­lo spet­ta­co­lo. In­ve­ce fu per quel vi­deo che Ti­zia­no Ferro mi no­tò e vol­le duet­ta­re con me in Kil­ler. Gli de­vo mol­tis­si­mo».

Da al­lo­ra la sua fa­mi­glia ha ca­pi­to chi era dav­ve­ro Clau­dia. «Ora ge­ni­to­ri e fra­tel-

li sono i miei pri­mi fan», sve­la. Ep­pu­re avreb­be­ro do­vu­to sa­per­lo da tem­po: i pri­mi ri­cor­di di Ba­by K sono le­ga­ti al­la mu­si­ca e a pa­pà. «Vi­ve­va­mo nel­la pe­ri­fe­ria di Londra», con­ti­nua la rap­per. «Avrò avu­to tre an­ni. La do­me­ni­ca mat­ti­na mio pa­dre ci sve­glia­va met­ten­do i di­schi che ama­va: Nat King Co­le, Rod Stewart. Quan­do pe­rò sce­glie­va I ju­st call to say I lo­ve you di Ste­ve Won­der, ovun­que mi tro­vas­si an­da­vo a cer­car­lo per ab­brac­ciar­lo per­ché quel­la can­zo­ne mi com­muo­ve­va. For­se è sta­to que­sto im­prin­ting a far­mi ca­pi­re che le no­te era­no nel mio de­sti­no».

Og­gi, do­po aver col­le­zio­na­to un suc­ces­so via l’al­tro, la sua vi­ta è un po’ cam­bia­ta. «Non tan­to pe­rò», spie­ga. Non c’è mol­ta dif­fe­ren­za tra Clau­dia e Ba­by K: cer­to, se esco a fa­re la spe­sa evi­to i pan­ta­lo­ni di la­mé. La gen­te mi ri­co­no­sce, mi chie­de au­to­gra­fi». Da qual­che tem­po si è tra­sfe­ri­ta da Ro­ma a Milano, as­sie­me al fi­dan­za­to con cui spe­ra, un gior­no, di met­te­re su fa­mi­glia. «Al mo­men­to pe­rò l’oro­lo­gio bio­lo­gi­co non è an­co­ra scat­ta­to», ci con­fi­da. «Ora vo­glio in­ve­sti­re nel lavoro. Quan­do sa­rà il mo­men­to giu­sto, suc­ce­de­rà».

Un gran­de so­gno è quel­lo di sfon­da­re an­che all’este­ro. «Io can­to in ita­lia­no, per­ché da noi la gen­te sta più at­ten­ta ai te­sti. Ma i miei di­schi sono ama­ti an­che in Fran­cia. Dun­que, chis­sà...».

«PA­PÀ METTEVA UN DI­SCO E IO PIANGEVO» Una fo­to trat­ta dall’al­bum dei ri­cor­di di Ba­by K: a tre an­ni, quan­do vi­ve­va in In­ghil­ter­ra, con il pa­dre. «Pa­pà la do­me­ni­ca mat­ti­na ci sve­glia­va con i suoi di­schi», di­ce. «Sen­ten­do Ste­vie Won­der mi com­muo­ve­vo: da lì è na­ta la pas­sio­ne per la mu­si­ca».

A si­ni­stra, Ba­by K, 35 an­ni, sul­la co­ver del sin­go­lo Da ze­ro a cento, tra i di­schi più ascol­ta­ti e bal­la­ti del mo­men­to e uno dei più vi­sua­liz­za­ti su YouTu­be (15 mi­lio­ni di clic nei pri­mi ven­ti gior­ni). So­pra, la can­tan­te in un al­tro scat­to che ne esal­ta la grin­ta e il look rug­gen­te co­me il bo­li­de al­le sue spal­le. «Le mac­chi­ne da cor­sa mi piac­cio­no, ma mi fan­no paura», di­ce la rap­per.

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