È la mam­ma il se­gre­to di Ronaldo

GENTE - - Sommario - DI FE­DE­RI­CA CA­POZ­ZI

Geor­gi­na, fat­ti più in là. Non sei tu, e lo sai be­ne, la don­na del­la vi­ta di Cri­stia­no Ronaldo. Ma­dre di sua fi­glia e dei suoi fi­gli fu­tu­ri, fu­tu­ra spo­sa, ma­tri­gna amo­re­vo­le di tre ado­ra­bi­li par­go­li sfor­na­ti in pre­ce­den­za, ver­rai sem­pre e co­mun­que per se­con­da. Per­ché di­co­no di noi ita­lia­ni che sia­mo un po­po­lo di mam­mo­ni, ma an­che il por­to­ghe­sis­si­mo cam­pio­ne, neo ju­ven­ti­no, cer­to non scher­za: è mam­mà, e mam­mà sol­tan­to, a oc­cu­pa­re il pri­mo po­sto nel suo cuo­re. E al­lo­ra lar­go a Ma­ria Do­lo­res dos San­tos Avei­ro, 63 an­ni, quel­la che nel­la vi­ta del cin­que vol­te Pal­lo­ne d’Oro ha sem­pre avu­to l’ul­ti­ma pa­ro­la. Quel­la che una vol­ta, quan­do CR7 era un ra­gaz­zi­no tan­to ma­gro quan­to pro­met­ten­te, fu sup­pli­ca­ta qua­si in gi­noc­chio dall’al­le­na­to­re del De­spor­ti­vo Na­cio­nal per­ché lo la­scias­se gio­ca­re an­che con la feb­bre. Sen­za il suo per­mes­so non si an­da­va da nes­su­na par­te: fu lei, a bor­do cam­po, a da­re l’ok per­ché en­tras­se a sal­va­re la squa­dra, a far­le vin­ce­re il cam­pio­na­to.

Og­gi co­me al­lo­ra la si­gno­ra è sem­pre al fian­co del fi­glio nei mo­men­ti cru­cia­li, ago del­la bi­lan­cia nel­le de­ci­sio­ni dif­fi­ci­li. Ma per ca­pi­re la na­tu­ra del rap­por­to che la le­ga a lui bi­so­gna tor­na­re nel­la Ma­dei­ra de­gli An­ni 50, nel­la par­te più re­mo­ta dell’iso­la, do­ve Do­lo­res, co­me nar­ra nell’au­to­bio­gra­fia

Ma­dre co­rag­gio, nac­que e creb­be in con­di­zio­ni di po­ver­tà estre­ma, in una fa­mi­glia che a ma­la­pe­na po­te­va per­met­ter­si il ci­bo, fi­gu­rar­si abi­ti e scar­pe. Se­con­da di cin­que fra­tel­li, a 6 an­ni per­se la ma­dre e fu spe­di­ta in or­fa­no­tro­fio dal pa­dre, che da so­lo non sa­pe­va co­me sfa­ma­re i bam­bi­ni. A Do­lo­res, se­pa­ra­ta dai fra­tel­li, si spez­zò il cuo­re. Le suo­re era­no se­ve­re, a trat­ti cat­ti­ve, il pa­dre non an­da­va mai a tro­var­la. Quan­do la ri­pre­se a ca­sa, do­po tre an­ni, lo fe­ce con­tro vo­glia: nel frat­tem­po si era ri­spo­sa­to con una don­na

che la de­te­sta­va, la trat­ta­va co­me una ser­va e la pic­chia­va spes­so.

A 13 an­ni la ra­gaz­zi­na smi­se di an­da­re a scuo­la e co­min­ciò a in­trec­cia­re ce­sti­ni di vi­mi­ni per gua­da­gna­re qualche sol­do, che pun­tual­men­te fi­ni­va nel­le ta­sche del pa­dre. An­dò avan­ti co­sì, tra bot­te, in­sul­ti e an­ghe­rie, fin­ché Do­lo­res non si in­na­mo­rò del gar­zo­ne del­la dro­ghe­ria. Di­nis Avei­ro la spo­sò nel 1973: lei ave­va 18 an­ni, lui 20. El­ma e Hu­go nac­que­ro su­bi­to, a un an­no scar­so di di­stan­za l’uno dall’al­tra. Sbar­ca­re il lu­na­rio era dif­fi­ci­le, ma fi­nal­men­te era­no fe­li­ci. Du­rò po­co: Di­nis par­tì per la guer­ra nel­le co­lo­nie afri­ca­ne e, al ri­tor­no, era un’al­tra per­so­na. Spen­to, sen­za più gio­ia di vi­ve­re né vo­glia di la­vo­ra­re, cad­de nel vi­zio dell’al­col e non si rial­zò più. Per man­te­ne­re la fa­mi­glia Do­lo­res emi­grò in Francia, ma sof­fri­va tan­to per la man­can­za dei bam­bi­ni che tor­nò in­die­tro do­po cin­que me­si. Ka­tia ar­ri­vò “per sba­glio” nel 1976. Ma fu la quar­ta gra­vi­dan­za, no­ve an­ni più tar­di, a get­tar­la nel pa­ni­co e nel­lo scon­for­to ve­ro. Lei, che ado­ra­va i suoi fi­gli ma non sa­pe­va co­me man­te­ner­li,

DI­VI­SA TRA E COM­PA­GNO IL SUO “BE­BÈ”

LEI HA UN RI­STO­RAN­TE E MOL­TI PIAT­TI SO­NO DE­DI­CA­TI AL CAM­PIO­NE

cer­cò di abor­ti­re se­guen­do la “ri­cet­ta” di una co­no­scen­te. Ma be­re bir­ra cal­da e cor­re­re al­lo sfi­ni­men­to non ser­vì a nul­la, e lei ca­pì che quel­la crea­tu­ra era vo­lu­ta dal cie­lo. «Co­rag­gio si­gno­ra, que­sto bam­bi­no le por­te­rà for­tu­na e tan­ta gio­ia», pro­fe­tiz­zò il me­di­co men­tre Cri­stia­no Ronaldo lan­cia­va i pri­mi va­gi­ti, il 5 feb­bra­io 1985.

Fu pro­prio co­sì. Con la stes­sa for­za con la qua­le l’ave­va ini­zial­men­te re­spin­to, Do­lo­res pre­se ad ama­re so­pra ogni co­sa quel bim­bo al­ler­gi­co ai li­bri, che vo­le­va so­lo gio­ca­re a pal­lo­ne. Il pic­co­lo di ca­sa era il coc­co di tut­ti, suo, del ma­ri­to, del­le so­rel­le mag­gio­ri e del fra­tel­lo Hu­go. Men­tre lui si gua­da­gna­va il so­pran­no­me di “pic­co­la ape” zig­za­gan­do in cam­po, Do­lo­res la­vo­ra­va un­di­ci ore al gior­no nel­la cu­ci­na di un ho­tel di Fun­chal. An­che quan­do ri­ce­ve­va una man­cia pen­sa­va pri­ma di tut­to a lui, cor­re­va a com­prar­gli gli yo­gurt al­la frut­ta di cui an­da­va ghiot­to.

Poi un gior­no al­cu­ni “si­gno­ri del con­ti­nen­te” pro­po­se­ro a Cri­stia­no, al­lo­ra un­di­cen­ne, di tra­sfe­rir­si a Li­sbo­na per gio­ca­re nel­lo Spor­ting. Do­lo­res era con­ten­ta e di­spe­ra­ta al­lo stes­so tem­po: il ri­cor­do del­la sua in­fan­zia so­li­ta­ria, lo stra­zio dei me­si pas­sa­ti in Francia la tor­men­ta­va­no. Le sem­bra­va im­pos­si­bi­le se­pa­rar­si dal suo cuc­cio­lo, ep­pu­re sa­pe­va che era la co­sa giu­sta da fa­re. Lo la­sciò par­ti­re tra fiu­mi di la­cri­me, fiu­mi di la­cri­me ver­sò per me­si, ogni vol­ta che, al te­le­fo­no, in­do­vi­na­va la no­stal­gia nel­la vo­ce del fi­glio pre­di­let­to. A un cer­to pun­to non res­se più, sal­tò su un ae­reo e si tra­sfe­rì nel­la ca­pi­ta­le per star­gli ac­can­to, per so­ste­ner­lo nel­la sua av­ven­tu­ra. Vi­ve­re a Li­sbo­na non la en­tu­sia­sma­va, ma strin­se i den­ti per­ché Cri­stia­no ave­va bi­so­gno di lei. Né si sco­rag­giò quan­do, nel 2003, si trat­tò di spo­star­si in In­ghil­ter­ra. Com­pra­to dal Man­che­ster Uni­ted per 15 mi­lio­ni di eu­ro, il gio­va­ne fe­no­me­no si ri­tro­vò per la pri­ma vol­ta con un sac­co di sol­di per le ma­ni. Sua ma­dre an­co­ra si com­muo­ve quan­do pen­sa che la pri­ma co­sa che com­prò fu una ca­sa nuo­va per la sua fa­mi­glia, a Ma­dei­ra.

Ma i tem­pi bui non era­no an­co­ra fi­ni­ti. Di­nis non ave­va mai smes­so di be­re: af­fet­to da una gra­ve pa­to­lo­gia al fe­ga­to, nel 2005 mo­rì, no­no­stan­te le cu­re spe­cia­li­sti­che che Cri­stia­no gli pa­gò. Do­lo­res non lo ama­va più da un pez­zo, ma per­de­re il pa­dre dei suoi fi­gli fu co­mun­que un du­ro col­po. Fe­ce ap­pe­na in tem­po a ri­pren­der­si, ad av­vi­ci­nar­si all’uo­mo che an­co­ra og­gi le sta ac­can­to - Jo­sé An­dra­de, giar­di­nie­re ed ex mi­li­ta­re - che le dia­gno­sti­ca­ro­no un tu­mo­re al se­no. Lot­tò, riu­scì a scon­fig­ger­lo. Pas­sa­ta la paura, il so­le tor­nò a splen­de­re più di pri­ma: i sol­di non era­no più un pro­ble­ma, i fi­gli si era­no si­ste­ma­ti, il suo pre­fe­ri­to era una star. Lei non smi­se mai di se­guir­lo nei suoi spo­sta­men­ti, an­dò con lui a Ma­drid quan­do fu ar­ruo­la­to dal Real, fe­ce da ma­dre al pri­mo ni­po­ti­no, Cri­stia­no Ronaldo Jr, che una ma­dre ce l’ave­va, ma sur­ro­ga­ta e sco­no­sciu­ta. Con­ti­nuò a di­spen­sa­re con­si­gli, a bocciare fi­dan­za­te (la mo­del­la Iri­na Shayk le sta­va par­ti­co­lar­men­te an­ti­pa­ti­ca), ad ac­cor­re­re ogni vol­ta che c’era bi­so­gno. Og­gi, al­la buon’ora, può ti­ra­re il fia­to. Con quat­tro par­go­li e una com­pa­gna che fi­nal­men­te le va a ge­nio - san­ta Geor­gi­na, co­sì mo­de­sta che ha ca­pi­to co­me in­gra­ziar­si la suo­ce­ra, stan­do sem­pre un pas­so in­die­tro - Cri­stia­no a To­ri­no può ri­ma­ner­ci an­che sen­za mam­mà, che a buon di­rit­to se ne può tor­na­re a Ma­dei­ra, l’uni­co po­sto do­ve si sen­te a ca­sa. Tra uno spot gi­ra­to e un ri­sto­ran­te aper­to in Bra­si­le, re­sta pe­rò sul chi vi­ve, pron­ta a sal­ta­re sul pri­mo vo­lo. Se il suo bam­bi­no do­ves­se ave­re bi­so­gno, sa­rà lei la pri­ma a sa­per­lo e ad ac­cor­re­re.

LO POR­TA NEL CUO­RE E... SUL­LA SCHIE­NA Mam­ma Ma­ria Do­lo­res in­dos­sa la ma­glia bian­co­ne­ra nu­me­ro 7 con la de­di­ca del fi­glio: “A mia ma­dre, un ba­cio”. La si­gno­ra non si tra­sfe­ri­rà a To­ri­no: ora che ac­can­to al cam­pio­ne c’è Geor­gi­na, di cui lei si fi­da, può...

NES­SU­NO LI PUÒ SE­PA­RA­RE Cri­stia­no Ronaldo e la ma­dre in­sie­me nel 2016, in una del­le oc­ca­sio­ni uf­fi­cia­li al­le qua­li la si­gno­ra non man­ca mai. Per lei è im­pen­sa­bi­le se­pa­rar­si a lun­go dal fi­glio pre­di­let­to, me­mo­re del trau­ma su­bi­to da bam­bi­na, quan­do sua...

LUI LE HA RIDATO LA SE­RE­NI­TÀ Ma­drid. Do­lo­res con il com­pa­gno Jo­sé An­dra­de, 66 an­ni, ex mi­li­ta­re e giar­di­nie­re. Con l’uo­mo, al qua­le è le­ga­ta dal 2006, la mam­ma di CR7 ha fi­nal­men­te tro­va­to una se­re­ni­tà mai co­no­sciu­ta con il ma­ri­to Di­nis Avei­ro, mor­to...

UN LI­BRO PER RAC­CON­TAR­SI Sot­to, Ma­ria Do­lo­res mo­stra l’au­to­bio­gra­fia, Mãe co­ra­gem (Ma­dre co­rag­gio; il li­bro non è sta­to tra­dot­to in ita­lia­no), scrit­ta nel 2013 con Pau­lo Sou­sa Co­sta. A SUO AGIO A CAN­NES CO­ME AI FOR­NEL­LI La mam­ma di CR7 ele­gan­tis­si­ma al...

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