Il crol­lo di De­mi Lo­va­to, ex re­gi­na Di­sney

LA CAN­TAN­TE È SOPRAVVISSUTA PER UN SOF­FIO A UNA OVERDOSE DI EROI­NA. NEL SUO PAS­SA­TO BULLISMO E DI­SA­GIO MEN­TA­LE. «ME NE ANDRÒ GIO­VA­NE», DIS­SE

GENTE - - Sommario - DI ALES­SAN­DRA GA­VAZ­ZI

Q uan­do l’am­bu­lan­za è ar­ri­va­ta De­mi Lo­va­to era in­co­scien­te. Un’overdose tan­to gra­ve da do­ver ini­zia­re lì, in sa­lot­to, l’in­fu­sio­ne del­le me­di­ci­ne ne­ces­sa­rie a ten­ta­re di sal­var­la. C’era una festa a ca­sa sua quel­la se­ra. Ma quan­do i me­di­ci han­no bus­sa­to non c’era più nes­su­no. Tran­ne lei, ri­ver­sa a ter­ra, a com­bat­te­re con­tro uno dei suoi mo­stri: l’abu­so di dro­ghe, for­se sta­vol­ta l’eroi­na.

Se c’è un’im­ma­gi­ne che fis­sa l’in­fe­li­ci­tà di que­sta ex re­gi­net­ta ame­ri­ca­na dell’uni­ver­so Di­sney, di­ven­ta­ta co­me tan­te col­le- ghe - Mi­ley Cy­rus e Lin­sday Lo­han, per dir­ne due - pre­da di crol­li, re­cu­pe­ri e ri­ca­du­te, ec­co­la qui. È la so­li­tu­di­ne di un suc­ces­so tra­vol­gen­te e pre­co­ce, che la ve­de sul pal­co dall’età in cui gli al­tri van­no al­le me­die, e che è con­ti­nua­to a fa­si al­ter­ne co­me a fa­si al­ter­ne è pro­se­gui­ta la sua vi­ta. È una ra­gaz­za, De­mi: se tut­to an­drà be­ne - i me­di­ci che l’han­no soc­cor­sa all’ospe­da­le di Los An­ge­les l’avreb­be­ro de­fi­ni­ta “ri­spon­den­te al­le cu­re” - il 20 ago­sto com­pi­rà 26 an­ni. Po­chi, po­chis­si­mi per tut­to quel­lo che ha vis­su­to. Un’in­fan­zia dif­fi­ci­le, con un pa­dre che lei stes­sa in un do­cu­men­ta­rio ha de­fi­ni­to «abu­san­te». Bullismo a scuo­la, che l’avreb­be spin­ta a gra­vis­si­mi di­stur­bi ali­men­ta­ri, au­to­le­sio­ni­smo e per­si­no a un ten­ta­to sui­ci­dio. E poi la di­pen­den­za da dro­ga, al­col e far­ma­ci. Nel mez­zo, l’esi­sten­za di una pop­star che dai film per ra­gaz­zi co­me Camp Rock è pas­sa­ta al­le tour­née mon­dia­li, dal fi­si­co acer­bo del­la bam­bi­na agli am­mic­ca­men­ti fin trop­po esi­bi­ti del­la star. Tut­to in fret­ta e sot­to i ri­flet­to­ri, nell’epo­ca dei so­cial me­dia e de­gli odia­to­ri pe­ren­ni.

Non si può di­re che De­mi l’ab­bia scam­pa­ta in­den­ne. Le av­vi­sa­glie dell’ul­ti­ma crisi, che avreb­be po­tu­to es­se­re fa­ta­le, so­no ar­ri­va­te do­po an­ni di pre­sun­ta, sban­die­ra­ta se­re­ni­tà ri­tro­va­ta. Su quel­la rag­giun­ta so­brie­tà ave­va per­si­no scrit­to un di­sco e co­nia­to mot­ti - stay strong, sii for­te - che si era ta­tua­ta in bel­la vi­sta. E sem­pre in una can­zo­ne ave­va spie­ga­to di es­ser­ci ri­ca­sca­ta: I’m not so­ber any­mo­re, non so­no più so­bria, re­ci­ta il ri­tor­nel­lo dell’ul­ti­ma hit.

Ver­si già pe­no­si nel con­te­nu­to e che tut­ta­via nean­che era in gra­do di can­ta­re. In Ca­li­for­nia a me­tà giugno, for­se già pro­va­ta da qual­che so­stan­za, scop­piò a pian­ge­re sul pal­co: non ri­cor­da­va più le pa­ro­le. Un cam­pa­nel­lo d’al­lar­me che, vi­sta la not­te qua­si fa­ta­le di Los An­ge­les, de­ci­sa­men­te non è sta­to col­to.

Ora la at­ten­de un nuo­vo ri­co­ve­ro in cli­ni­ca, un nuo­vo per­cor­so di di­sin­tos­si­ca­zio­ne e, chis­sà, ma­ga­ri an­che nuo­ve in­ter­vi­ste-con­fes­sio­ne. A ri­leg­ge­re quel­le vec­chie, cer­to, c’è da aver pau­ra. «Il de­si­de­rio di mor­te», di­ce­va in Sim­ply

Com­pli­ca­ted, do­cu­men­ta­rio su se stes­sa dif­fu­so lo scor­so ot­to­bre, «mi ac­com­pa­gna da quan­do ave­vo 10 an­ni e ho de­but­ta­to in Tv». Fuo­ri da quel mon­do di lu­stri­ni, De­mi ave­va vis­su­to da vit­ti­ma il bullismo, con le com­pa­gne di clas­se del­le ele­men­ta­ri che le ave­va­no scrit­to in una let­te­ra che sa­reb­be sta­to me­glio si fos­se am­maz­za­ta. «Chie­si per­ché ce l’aves­se­ro con me. Mi ri­spo­se­ro: “Per­ché sei gras­sa”», rivelò. Una cat­ti­ve­ria che la fa ri­ti­ra­re da scuo­la. Ma non basta: la fe­ri­ta sca­va den­tro e lei si ritrova ben pre­sto bu­li­mi­ca e au­to­le­sio­ni­sta. «Mi ta­glia­vo le brac­cia, mi ab­buf­fa­vo e poi di­giu­na­vo. Ac­ca­de­va quan­do ave­vo 8 an­ni, ho avu­to per mol­to tem­po un rap­por­to mol­to sba­glia­to con il cor­po e con il ci­bo», ri­ve­la do­po il pri­mo ri­co­ve­ro in cli­ni­ca.

È il 2010, la Lo­va­to è im­pe­gna­ta nel­la pri­ma gran­de tour­née con i Jo­nas Bro­thers, tre fra­tel­li ado­le­scen­ti e can­te­ri­ni, al­tro fe­no­me­no del­la ga­las­sia teen ame­ri­ca­na. La car­rie­ra di De­mi esplo­de, ma la pres­sio­ne è in­so­ste­ni­bi­le: «Do­ve­vo es­se­re bel­la, avere suc­ces­so, non ho ret­to». Ha 17 an­ni quan­do ini­zia con la co­cai­na. E, pur­trop­po, con­ta in mo­do ne­ga­ti­vo l’esem­pio del pa­dre Pa­trick, scom­par­so nel 2013: «Era di­pen­den­te da dro­ghe e al­col. Ho sem­pre vo­lu­to pro­var­le per­ché lui le ave­va pre­fe­ri­te al­la no­stra fa­mi­glia. La pri­ma vol­ta è sta­to bel­lis­si­mo per­de­re il con­trol­lo». Un be­nes­se­re bu­giar­do, ov­via­men­te: la co­cai­na, uni­ta al di­giu­no si­ste­ma­ti­co, la por­ta al crol­lo ner­vo­so. Quan­do pic­chia un bal­le­ri­no del tour ca­pi­sce che de­ve fer­mar­si. I me­di­ci le dia­gno­sti­ca­no an­che un di­stur­bo bi­po­la­re, ma lei esce da quel pri­mo re­hab che pa­re ri­fio­ri­ta. Ma il me­tro del­la sua fra­gi­li­tà è il con­trat­to cui la co­strin­ge la pro­du­zio­ne di un ta­lent nel 2012: per fare la giu­di­ce, quan­do non era im­pe­gna­ta nel pro­gram­ma avreb­be do­vu­to vi­ve­re in una cli­ni­ca sen­za contatti con l’ester­no. Pre­cau­zio­ni sen­sa­te, vi­sta la sua vi­ta di ec­ces­si di­spe­ra­ti e di­spe­ran­ti. «Non po­te­vo sta­re più di 3060 mi­nu­ti sen­za snif­fa­re, mi por­ta­vo la dro­ga an­che in ae­reo. An­da­vo in ba­gno e mi fa­ce­vo», con­fi­da poi. E an­co­ra: «Riem­pi­vo di vo­d­ka le bot­ti­glie del­le bi­bi­te; ma­ga­ri era­no so­lo le 9 di mat­ti­na e io ero già sta­ta ma­le in au­to, sul­la via del rientro in cli­ni­ca».

Sem­bra­va il pas­sa­to. Poi De­mi ini­zia a ce­de­re. Si gon­fia, in­gras­sa a di­smi­su­ra, di­men­ti­ca, co­me di­ce­va­mo, le pa­ro­le del­le sue can­zo­ni. Tre set­ti­ma­ne pri­ma del­la crisi, ar­ri­va a li­cen­zia­re Mi­ke Bayer, il coa­ch che da an­ni or­mai la se­gui­va nel suo per­cor­so di gua­ri­gio­ne: lui, chis­sà, for­se ave­va ca­pi­to che lei ci era ri­ca­sca­ta. Fi­no all’epi­lo­go dell’ul­ti­ma overdose. Di­ce­va De­mi di sé a di­cem­bre del 2017: «Ho vis­su­to in fret­ta, mo­ri­rò gio­va­ne». Una tri­ste pro­fe­zia che per ora non si è av­ve­ra­ta.

RIVELÒ: «MI DROGAVO IN AE­REO E BEVEVO AL­LE 9 DEL MATTINO»

NEL LUS­SO TORMENTI E DRAM­MI Los An­ge­les (Sta­ti Uniti). La vil­la do­ve la pop­star è sta­ta tro­va­ta pri­va di sen­si il 24 lu­glio. I me­di­ci l’han­no sot­to­po­sta a te­ra­pia d’ur­gen­za in ca­sa per sal­var­la da mor­te per overdose. È CRE­SCIU­TA SOT­TO I RI­FLET­TO­RI A de­stra, De­mi Lo­va­to, 26 an­ni il 20 ago­sto, in con­cer­to a Lon­dra il 25 giugno, vi­si­bil­men­te ap­pe­san­ti­ta. A si­ni­stra, nel film Pro­gram­ma pro­te­zio­ne prin­ci­pes­se: è il 2009 ed è già una star. Po­chi me­si do­po ini­zie­rà a dro­gar­si.

CON LUI SPERAVA DI GUARIRE De­mi Lo­va­to con Mi­ke Bayer, 45 an­ni: è sta­to per an­ni il suo coa­ch, una sor­ta di “al­le­na­to­re” del­la sua so­brie­tà. L’ha li­cen­zia­to all’ini­zio di giugno: tre set­ti­ma­ne do­po, la crisi qua­si fa­ta­le. LA SUA CAR­RIE­RA DECOLLÒ CON I TRE FRA­TEL­LI So­pra, De­mi con i Jo­nas Bro­thers. Da si­ni­stra, il chi­tar­ri­sta Ke­vin, 31 an­ni, il can­tan­te Joe, 28, e il bas­si­sta Nick, 25. Nel 2008 la sua car­rie­ra esplo­de gra­zie al film per ra­gaz­zi Camp Rock gi­ra­to con i Jo­nas. A si­ni­stra, la can­tan­te sexy sul pal­co nel 2017.

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