SO­NO ALL’UNI­VER­SI­TÀ PER SAL­VA­RE IL MESSICO

HA SU­PE­RA­TO IL TE­ST D’IN­GRES­SO NELL’ATE­NEO PIÙ PRESTIGIOSO DEL PAE­SE. «STUDIERÒ PER TRO­VA­RE LE CU­RE A CER­TE MA­LAT­TIE E PER TI­RA­RE FUO­RI DAI GUAI LA MIA NA­ZIO­NE», DI­CE

GENTE - - PICCOLI FENOMENI/2 CARLOS, AMMESSO A FISICA BIOMED - di Fe­de­ri­ca Capozzi

«Non ca­pi­sco co­me chi pos­sie­de un cel­lu­la­re con fo­to­ca­me­ra pos­sa igno­ra­re le sco­per­te di Ein­stein sull’ef­fet­to fo­toe­let­tri­co». Fre­sco d’am­mis­sio­ne al­la fa­col­tà di Fi­si­ca bio­me­di­ca dell’Uni­ver­si­tà na­zio­na­le au­to­no­ma del Messico, Car­los An­to­nio San­ta­ma­ria Diaz po­treb­be suo­na­re sac­cen­te, uno che se la ti­ra un po’ trop­po. Ma ha 12 an­ni ed è un pic­co­lo ge­nio, il più gio­va­ne mai ac­cet­ta­to nell’ate­neo più prestigioso del Pae­se, una del­le 6.300 nuo­ve ma­tri­co­le su 72 mi­la che han­no ten­ta­to l’im­pre­sa del te­st d’in­gres­so. Dun­que tut­to gli è con­ces­so, an­che qual­che in­no­cen­te spro­lo­quio. Tan­to­più che ha una fac­cet­ta sim­pa­ti­ca, un pe­lu­che per ami­co e una buo­na do­se di umil­tà: «Fac­cio sul se­rio ma non vo­glio crea­re aspet­ta­ti­ve», ha det­to in con­fe­ren­za stam­pa, in­ti­mi­di­to da gior­na­li­sti e fo­to­gra­fi e ri­go­ro­sa­men­te ac­com­pa­gna­to dai ge­ni­to­ri.

Si in­te­res­sa al­la scien­za fin da pic­co­lo: il pri­mo amo­re è sta­ta l’astro­no­mia, poi è ar­ri­va­to il re­sto. Men­tre i suoi coe­ta­nei lot­ta­va­no con mol­ti­pli­ca­zio­ni e di­vi­sio­ni, lui a 9 an­ni già baz­zi­ca­va l’uni­ver­si­tà per pren­de­re un di­plo­ma in spet­tro­sco­pia in­fra­ros­sa, ri­so­nan­za ma­gne­ti­ca nu­clea­re e spet­tro­sco­pia di mas­se. Non pa­go, ha poi fre­quen­ta­to cor­si di chi­mi­ca, scien­ze ge­no­mi­che e dei ma­te­ria­li, men­tre nel tem­po li­be­ro si leg­ge­va Cent’an­ni di so­li­tu­di­ne e

Don Chi­sciot­te. «La par­te più dif­fi­ci­le è sta­ta con­vin­ce­re le isti­tu­zio­ni a far­gli so­ste­ne­re in an­ti­ci­po gli esa­mi del­la scuo­la se­con­da­ria e su­pe­rio­re», spie­ga mam­ma Ar­ce­lia. Lei e il ma­ri­to so­no se­re­ni: non te­mo­no che il fi­glio­let­to si tro­vi a di­sa­gio in mez­zo a ra­gaz­zi mol­to più gran­di di lui. «Non va all’uni­ver­si­tà per far­si de­gli ami­ci», spie­ga la si­gno­ra Ar­ce­lia. «Ad ogni mo­do, si adat­te­rà be­nis­si­mo, co­me ha sem­pre fat­to».

Car­los si di­chia­ra fe­li­ce e chie­de so­lo di po­ter stu­dia­re: «Se mi chiu­de­ran­no del­le por­te, en­tre­rò dal­le fi­ne­stre...», af­fer­ma. Ad ag­gi­ra­re gli osta­co­li ha im­pa­ra­to da pa­pà, uno che, se in ca­sa man­ca la cor­ren­te e non ci si può col­le­ga­re al si­to dell’uni­ver­si­tà per sco­pri­re se il fi­glio ha pas­sa­to il te­st, ri­sol­ve at­tac­can­do il com­pu­ter al­la bat­te­ria dell’au­to. «Il se­gre­to è im­pe­gnar­si mol­to. Mai pen­sa­re: non ce la pos­so fa­re», ri­ba­di­sce il ra­gaz­zi­no. Il qua­le ha già le idee chia­re per il fu­tu­ro: stu­dia­re fi­si­ca bio­me­di­ca gli ser­vi­rà per tro­va­re la cu­ra di mol­te ma­lat­tie e la­vo­ra­re sul­la ri­co­stru­zio­ne cel­lu­la­re. «E poi vor­rei aiu­ta­re chi, co­me me, de­si­de­ra stu­dia­re. In Messico la man­can­za di istru­zio­ne è uno dei pro­ble­mi più gran­di: il Pae­se si tro­va in una si­tua­zio­ne mol­to dif­fi­ci­le, mi pia­ce­reb­be fa­re qual­co­sa per ti­rar­lo fuo­ri da que­sto bu­co». La stra­da è lun­ga, ma le pre­mes­se so­no ot­ti­me.

UNA CE­LE­BRI­TÀ UN PO’ TI­MI­DA Cit­tà del Messico. Car­los An­to­nio San­ta­ma­ria Diaz, 12 an­ni, strin­ge a sé il suo pe­lu­che e sem­bra qua­si vo­ler­si na­scon­de­re dai fo­to­gra­fi. A si­ni­stra, mo­stra il tes­se­ri­no uni­ver­si­ta­rio.

I GE­NI­TO­RI SO­NO SE­RE­NI: «NON AVRÀ PRO­BLE­MI» Car­los in con­fe­ren­za stam­pa con la ma­dre Ar­ce­lia Diaz e il pa­dre Fa­bian San­ta­ma­ria, che qui pren­de la pa­ro­la al suo po­sto. «Non avrà pro­ble­mi con i ra­gaz­zi più gran­di», as­si­cu­ra­no i ge­ni­to­ri.

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