Ir­rom­pe La­dy Ga­ga

VIA I CO­STU­MI ECCENTRICI E IL MA­KE UP EC­CES­SI­VO. PER IL REMAKE DEL CE­LE­BRE FILM SI SVE­LA AL NA­TU­RA­LE. «NIEN­TE TRUC­CO NÉ TIN­TA PER I CA­PEL­LI: È STA­TA UNA VE­RA IM­PRE­SA», HA CON­FES­SA­TO LA DI­VA TRASFORMISTA

GENTE - - Sommario - Di Sa­ra Recordati

So­no mol­tis­si­me le ce­le­bri­tà at­te­se que­st’an­no alla mo­stra del cinema di Ve­ne­zia, ma nes­su­na ge­ne­ra stu­po­re e cu­rio­si­tà quan­to La­dy Ga­ga che, per la pri­ma vol­ta, è pro­ta­go­ni­sta di un lun­go­me­trag­gio e si tro­va a sfi­la­re fuo­ri con­cor­so sul tap­pe­to ros­so del Li­do. La pop­star, che ha già re­ci­ta­to nel­la se­rie te­le­vi­si­va Ame­ri­can Hor­ror

Sto­ry, dove in­ter­pre­ta­va la stre­ga Eli­za­be­th, si met­te alla pro­va per la pri­ma vol­ta sul gran­de scher­mo con il mu­si­cal È na­ta una

stel­la, che usci­rà al cinema in Ita­lia l’11 ot­to­bre. A vo­ler­la in que­sta ri­schio­sa av­ven­tu­ra è sta­to il ca­ri­sma­ti­co at­to­re, e per la pri­ma vol­ta re­gi­sta, Brad­ley Coo­per. Si trat­ta in­fat­ti del ter­zo remake dell’omo­ni­mo

film del 1937. Un mu­si­cal che ad ogni ver­sio­ne, sia nel 1954 e poi nel 1976, ha fat­to il pie­no di no­mi­na­tion e premi: im­ma­gi­nia­mo che sa­rà dura di­mo­strar­si all’al­tez­za del­le aspet­ta­ti­ve. Tra l’al­tro il film ha avu­to una lun­ga ge­sta­zio­ne per­ché ini­zial­men­te do­ve­va es­se­re gi­ra­to da Clint Ea­st­wood con Beyon­cé, ma la cop­pia si è ti­ra­ta in­die­tro, poi il te­sti­mo­ne è pas­sa­to a Ste­fa­ni Ger­ma­not­ta (il ve­ro no­me di La­dy Ga­ga) e Brad­ley Coo­per. I due han­no con­fes­sa­to di es­ser­si but­ta­ti con una buo­na do­se di co­rag­gio mi­sto a in­co­scien­za. E se Coo­per ha pro­mes­so alla can­tan­te di aiu­tar­la nel­la re­ci­ta­zio­ne, lei l’ha a sua vol­ta mes­so in gra­do di ese­gui­re tutti i bra­ni del­la co­lon­na so­no­ra dal vi­vo e sen­za play­back.

La sto­ria, quel­la di un amo­re di­spe­ra­to, è no­ta: Jackson è una stel­la del cinema e del­la mu­si­ca in de­cli­no, che s’in­na­mo­ra di Al­ly, gio­va­ne can­tan­te squat­tri­na­ta, e la aiuta ad ave­re suc­ces­so. Ma, men­tre lei co­min­ce­rà a spic­ca­re il vo­lo, lui ca­drà pre­da dei pro­pri de­mo­ni e dell’al­col im­boc­can­do il via­le del tra­mon­to: la per­fet­ta fu­sio­ne di me­lo­dram­ma e so­gno americano. «Ve­nia­mo en­tram­bi da fa­mi­glie di ori­gi­ne ita­lia­na e que­sto ci ren­de mol­to si­mi­li», ha di­chia­ra­to la pop­star a pro­po­si­to dell’ami­ci­zia con Coo­per na­ta sul set: «Gli ho per­fi­no cu­ci­na­to gli spa­ghet­ti con le pol­pet­te». La can­tan­te ha an­che con­fes­sa­to di es­ser­si com­mos­sa fi­no al­le la­cri­me il giorno che Bar­bra Streisand, mi­ti­ca in­ter­pre­te del ruo­lo nel 1976, è an­da­ta a tro­var­la sul set, di fat­to dan­do­le la pro­pria be­ne­di­zio­ne. Di­men­ti­ca­te quin­di la La­dy Ga­ga de­gli ec­ces­si, quel­la dei co­stu­mi biz­zar­ri, del­le par­ruc­che vi­sto­se e del ma­ke up che le oscu­ra com­ple­ta­men­te il vi­so. Qui la di­va pop ha do­vu­to spo­gliar­si di tutti gli or­pel­li, per in­ter­pre­ta­re una can­tan­te al­le pri­me ar­mi. «La pri­ma co­sa che mi ha det­to Brad­ley è sta­ta: struc­ca­ti! È sta­ta dura. An­che rinunciare al bion­do pla­ti­no per tornare al mio na­tu­ra­le ca­sta­no co­lor to­po», ha di­chia­ra­to La­dy Ga­ga. «Per an­ni ho scel­to di ma­sche­rar­mi per­ché non ave­vo il co­rag­gio di mo­strar­mi per come so­no dav-

ve­ro. All’ini­zio del­la mia car­rie­ra i pro­dut­to­ri mi di­ce­va­no: bel­la can­zo­ne, ma for­se è me­glio se la can­ta qual­cun’al­tra, per­ché tu non sei né bel­la né se­xy. Io sa­pe­vo di es­se­re stra­na, ma ne ero an­che fe­li­ce e mi si spez­za­va il cuo­re. Mi chie­de­vo: per­ché non so­no mai ab­ba­stan­za?».

Quel­la che ve­dia­mo al cinema non è la pri­ma me­ta­mor­fo­si di La­dy Ga­ga, che ci ha abi­tua­to al­le sue re­pen­ti­ne tra­sfor­ma­zio­ni. Due an­ni fa, con l’usci­ta dell’al­bum Joan­ne (de­di­ca­to alla zia, so­rel­la di suo pa­dre, scom­par­sa a so­li 19 an­ni), ave­va vi­ra­to sul- lo sti­le coun­try, che pe­rò ave­va de­lu­so mol­ti fan, più af­fe­zio­na­ti alla sua im­ma­gi­ne rock e tra­sgres­si­va. E nel do­cu­men­ta­rio per Net­flix Ga­ga: Fi­ve foot two (che sa­reb­be la mi­su­ra del­la sua al­tez­za: 1,58 me­tri), si era mes­sa per la pri­ma vol­ta a nu­do, mo­stran­do­si vul­ne­ra­bi­le e sen­za truc­co. Ave­va ri­ve­la­to le sue pe­ne d’amo­re: «Ogni vol­ta che la mia car­rie­ra vo­la, la mia vi­ta pri­va­ta va a ro­to­li. Ho vis­su­to tre gran­di de­lu­sio­ni d’amo­re, con Matt, Luc e Taylor, e il mio cuo­re è in pez­zi. Tut­to il giorno so­no in mez­zo a per­so­ne che mi par­la­no e mi toc­ca­no e poi la se­ra mi ri­tro­vo com­ple­ta­men­te so­la, nel si­len­zio più to­ta­le. Non vo­glio più es­se­re Ga­ga, solo Ste­fa­ni». Ave­va de­scrit­to an­che i suoi pro­ble­mi di sa­lu­te, che a feb­bra­io di que­st’an­no l’han­no co­stret­ta a can­cel­la­re die­ci tap­pe eu­ro­pee del­la sua tour­née mon­dia­le. «Sof­fro di fi­bro­mial­gia che mi cau­sa spa­smi mu­sco­la­ri do­lo­ro­sis- si­mi. E poi ho spes­so fit­te all’an­ca per una frat­tu­ra del ba­ci­no del 2012». Sof­fe­ren­ze che le han­no crea­to dif­fi­col­tà an­che sul set, ma che è riu­sci­ta a su­pe­ra­re gra­zie ai fi­sio­te­ra­pi­sti e me­di­ci personali che la se­guo­no ovun­que. «Non rie­sco a im­ma­gi­na­re come fac­cia­no le per­so­ne che han­no me­no sol­di e ri­sor­se di me».

Ora che la pop­star ci ha abi­tua­ti a un ver­sio­ne più ac­qua e sa­po­ne, sap­pia­mo che non du­re­rà. Ha in­fat­ti pre­sen­ta­to uf­fi­cial­men­te il suo nuo­vo progetto: a par­ti­re dal 28 di­cem­bre 2018 sa­rà in pian­ta sta­bi­le a Las Ve­gas per una doppia se­rie di con­cer­ti,

Enig­ma e Jazz & Pia­no En­ga­ge­men­ts, che la ter­ran­no im­pe­gna­ta per i pros­si­mi due an­ni. Re­cen­ti fo­to ap­par­se su In­sta­gram la ri­trag­go­no di nuo­vo in­sie­me con lo sto­ri­co sty­li­st ita­lo-giap­po­ne­se Nicola For­mi­chet­ti: l’au­to­re del­le sue mi­se più con­tro­ver­se, come il fa­mo­so abi­to di car­ne. Sia­mo si­cu­ri che si sta pre­pa­ran­do a stu­pir­ci ancora.

DI SO­LI­TO È COSÌ La­dy Ga­ga, 32, con i ca­pel­li pla­ti­no e il truc­co ab­bon­dan­te, a spas­so per New York.

SI CON­FRON­TA CON LA STREISAND La­dy Ga­ga can­ta dal vi­vo con Brad­ley Coo­per, 43 an­ni, in È na­ta una stel­la, remake del ce­le­bre film del 1976 (a si­ni­stra) con Bar­bra Streisand, oggi 76 an­ni, e Kris Kri­stof­fer­son, 82. Il con­fron­to con la vo­ce e l’in­ter­pre­ta­zio­ne del­la gran­de Bar­bra è la pro­va più ar­dua per La­dy Ga­ga.

AMO­RE DI­SPE­RA­TO La­dy Ga­ga e Coo­per (per la pri­ma vol­ta an­che re­gi­sta) in una sce­na del film, sto­ria di una scalata al suc­ces­so e di un amo­re di­spe­ra­to, che vie­ne pre­sen­ta­to in an­te­pri­ma a Ve­ne­zia. Usci­rà nel­le sa­le l’11 ot­to­bre.

LEI SA­LE, LUI PRECIPITA La­dy Ga­ga e Brad­ley Coo­per in una sce­na di È na­ta una stel­la. Il film rac­con­ta la sto­ria di un can­tan­te in de­cli­no che s’in­na­mo­ra di una gio­va­ne e la aiuta ad ave­re suc­ces­so. E men­tre lei comincia a spic­ca­re il vo­lo, lui precipita nel­la de­pres­sio­ne e nell’al­col. Sot­to, la cop­pia pro­va un ba­cio di fuo­co sul set.

UN SUC­CES­SO CO­MIN­CIA­TO NEL 1937 È na­ta una stel­la è al ter­zo remake. So­pra, Ja­net Gay­nor (1906-’84) e Fre­dric Mar­ch (1897-’75) nel film ori­gi­na­le del 1937, che vin­se un Oscar. A de­stra, Ju­dy Gar­land (1922’69) e Ja­mes Ma­son (1909-’84) nel pri­mo remake (1954), che eb­be sei No­mi­na­tion.

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