I pin­gui­ni del Ca­po nuo­ta­no a Ro­ma

SO­NO AL­TI AP­PE­NA 70 CEN­TI­ME­TRI E PESANO TRA I TRE E I QUAT­TRO KG

GENTE - - Sommario - DI ALESSIO PA­GA­NI

S ono lo­ro i gra­di­tis­si­mi ospi­ti in frac che po­co pri­ma di fi­ne an­no so­no ar­ri­va­ti al Bioparco di Ro­ma. Giu­sto in tem­po per sa­lu­ta­re il 2018 e tuf­far­si, già per­ché lo­ro so­no de­ci­sa­men­te più a lo­ro agio quan­do so­no a mol­lo, in que­sto 2019. An­no in cui do­vran­no cre­sce­re di nu­me­ro vi­sto che so­no in pe­ri­co­lo e trop­po po­chi in na­tu­ra. An­dran­no protetti e aiutati a ri­pro­dur­si e una ma­no la da­rà pro­prio il Bioparco, da sem­pre impegnato nel­la con­ser­va­zio­ne del­la bio­di­ver­si­tà at­tra­ver­so pro­gram­mi coor­di­na­ti a li­vel­lo eu­ro­peo. Per que­sto ha ac­col­to no­ve cop­pie di pin­gui­ni del Ca­po ( no­me scien­ti­fi­co: Sphe­ni­scus de­mer­sus) pro­ve­nien­ti dal­lo zoo di Bri­stol in In­ghil­ter­ra e dal­lo zoo di To­ri­no con l’obiet­ti­vo di fa­vo­ri­re la na­sci­ta dei cuc­cio­li. Per met­te­re a lo­ro agio i nuo­vi ar­ri­va­ti è sta­to idea­to e al­le­sti­to uno spa­zio ade­gua­to, una “sui­te” di cir­ca 400 me­tri qua­dra­ti in cui è sta­to ri­crea­to l’am­bien­te asciut­to e lu­mi­no­so del­le spiag­ge su­da­fri­ca­ne, con roc­ce na­tu­ra­li, una ghia­ia spe­cia­le e pian­te pre­sen­ti nel lo­ro ha­bi­tat.

Il cli­ma mi­te in cui que­sti ani­ma­li so­no abi­tua­ti a vi­ve­re in na­tu­ra, poi, non si di­sco­sta mol­to da quel­lo del­la Ca­pi­ta­le e quin­di fa­ci­li­te­rà ul­te­rior­men­te la per­ma- nen­za nell’ex giar­di­no zoo­lo­gi­co di Ro­ma. L’obiet­ti­vo, in­fat­ti, è far sen­ti­re i pin­gui­ni pro­prio co­me a ca­sa per age­vo­lar­ne, in ogni mo­do pos­si­bi­le, la per­ma­nen­za. Non di una “va­can­za ro­ma­na”, si trat­ta, ma di uno sfor­zo in­tra­pre­so dal Bioparco e da al­tre strut­tu­re di con­ser­va­zio­ne a li­vel­lo eu­ro­peo per la so­prav­vi­ven­za di que­sti uc­cel­li, in­ca­pa­ci di vo­la­re vi­sto

NE SO­NO RI­MA­STI SO­LO 50 MI­LA ESEM­PLA­RI. ORA IL BIOPARCO DEL­LA CA­PI­TA­LE NE AC­CO­GLIE 18. NEL­LA NUO­VA CA­SA SA­RAN­NO PROTETTI E AIUTATI A RI­PRO­DUR­SI. PER POI TOR­NA­RE NEL LO­RO HA­BI­TAT

che nel cor­so dell’evo­lu­zio­ne le lo­ro ali si so­no tra­sfor­ma­te in pin­ne.

I pin­gui­ni del Ca­po, pur­trop­po, so­no ani­ma­li a se­rio ri­schio di estin­zio­ne: all’ini­zio del XX se­co­lo se ne con­ta­va­no 2 mi­lio­ni e mez­zo, og­gi ap­pe­na 50 mi­la. Da qui il ten­ta­ti­vo di in­cre­men­tar­ne il nu­me­ro. Si spe­ra che Ro­ma pos­sa co­sti­tui­re per i pin­gui­ni, mi­nac­cia­ti dall’in­qui­na­men­to, dal­la scar­si­tà di ci­bo do­vu­ta al­la pe­sca in­ten­si­va e dal pre­lie­vo il­le­ga­le di uo­va, un’iso­la di spe­ran­za. L’obiet­ti­vo è da­re un fu­tu­ro a que­sto splen­di­do ani­ma­le che pe­sa in me­dia tra i tre e i quat­tro chi­li ed è al­to ap­pe­na 70 cen­ti­me­tri e che nel pe­rio­do del­la mu­ta, pe­rò, non cac­cia, dun­que non si nu­tre. Du­ran­te que­sto di­giu­no può ad­di­rit­tu­ra per­de­re il 45 per cen­to del pe­so di par­ten­za. Nor­mal­men­te il pin­gui­no si ci­ba di arin­ghe e sar­di­ne, ma al Bioparco la die­ta è sen­si­bil­men­te rinforzata da una do­se gior­na­lie­ra di vi­ta­mi­ne. E i ri­sul­ta­ti si ve­do­no. So­no già due, in­fat­ti, le cop­pie in at­te­sa, an­zi in co­va. Que­sto pe­rio­do du­re­rà qua­ran­ta gior­ni e do­po la schiu­sa i pic­co­li sa­ran­no se­gui­to dai ge­ni­to­ri an­co­ra per quat­tro me­si. Il tem­po giu­sto per­ché rag­giun­ga­no l’au­to­no­mia e pos­sao­no ca­var­se­la da so­li.

I pin­gui­ni del Bioparco, co­me av­ver­rà per tut­ti i nuo­vi na­ti, so­no co­sì in­se­ri­ti nel pro­gram­ma eu­ro­peo di con­ser­va­zio­ne in cat­ti­vi­tà per le spe­cie mi­nac­cia­te di estin­zio­ne de­no­mi­na­to Eep, ov­ve­ro Eu­ro­pean en­dan­ge­red spe­cies pro­gram­me, il cui sco­po è man­te­ne­re una po­po­la­zio­ne di ani­ma­li in cat­ti­vi­tà ge­ne­ti­ca­men­te sa­na nel­la spe­ran­za poi di un ri­po­po­la­men­to nel pro­prio ha­bi­tat. Per l’uni­ca spe­cie di pin­gui­no afri­ca­no esi­sten­te in na­tu­ra, pe­rò, que­sta non è la so­la for­ma d’aiu­to di­ret­to che ar­ri­va dall’Ita­lia. Gra­zie al for­te ri­chia­mo di vi­si­ta­to­ri al Bioparco, i 18 com­po­nen­ti del­la colonia ro­ma­na con­tri­bui­ran­no a so­ste­ne­re la Sanc­cob, fon­da­zio­ne su­da­fri­ca­na per la con­ser­va­zio­ne de­gli uc­cel­li del­la co­sta im­pe­gna­ta pro­prio nel­la tu­te­la del pin­gui­no del Ca­po e di al­tri uc­cel­li marini at­tra­ver­so la ri­cer­ca, la sen­si­bi­liz­za­zio­ne, il re­cu­pe­ro e in­fi­ne il ri­la­scio in na­tu­ra di in­di­vi­dui fe­ri­ti o vit­ti­me del­le fuo­riu­sci­te di pe­tro­lio. Ogni an­no l’as­so­cia­zio­ne pre­sta soc­cor­so a 2.500 uc­cel­li marini, di cui 1.500 so­no pin­gui­ni. Il fi­ne è an­che quel­lo di so­ste­ne­re la cre­sci­ta con­ti­nua del­la strut­tu­ra ro­ma­na che, con l’ar­ri­vo dei pin­gui­ni, ha ini­zia­to una ri­qua­li­fi­ca­zio­ne im­por­tan­te, de­sti­na­ta a pro­se­gui­re an­che nel pros­si­mo fu­tu­ro.

Tra al­cu­ne set­ti­ma­ne al Bioparco ar­ri­ve­ran­no tre ota­rie ca­li­for­nia­ne. E c’è da scom­met­ter­ci: scat­te­rà tra lo­ro e i pin­gui­ni su­da­fri­ca­ni la ga­re del­le acro­ba­zie ac­qua­ti­che.

LA LO­RO DIE­TA VIE­NE RINFORZATA DA UNA DO­SE QUO­TI­DIA­NA DI VI­TA­MI­NE

ARIN­GHE A PRAN­ZO Ro­ma. Sei pin­gui­ni del Ca­po nuo­ta­no ele­gan­ti nell’ac­qua del Bioparco. So­pra, è l’ora del pran­zo: due ad­det­ti di­stri­bui­sco­no arin­ghe per tut­ti.

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