GENTE

La nuova tecno-arma della polizia

- DI FRANCESCO GIRONI

Eravamo abituati a vedere cose simili solo sulle pagine di Topolino. Gambadileg­no, deciso a portare a termine il colpo del secolo, forza la porta blindata che lo separa dal tesoro, ma si trova davanti il commissari­o Basettoni e Topolino con le manette pronte. E invece è proprio quello che è accaduto, alla vigilia di Natale, a due giovani napoletani: pronti a tagliare le catene antifurto di alcuni scooter, si sono visti arrivare addosso gli agenti di Polizia sul più bello. Stessa scena un paio di settimane dopo: un altro ladro di motorini è stato bloccato dai poliziotti arrivati proprio mentre stava per far sparire il maltolto. E le stupefacen­ti azioni anticrimin­e non avvengono solo a Napoli. Il 18 dicembre, alle porte di Venezia tre pantere della Polizia hanno colto in flagrante una banda di ladri. Un’altra pattuglia, a no- vembre, aveva beccato un delinquent­e che aveva appena tentato di svaligiare il bar di un hotel. A dar retta ad Agatha Christie, secondo la quale “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenz­a, ma tre indizi fanno una prova”, non si può certo relegare queste brevi di cronaca alla voce “coincidenz­e” o “fortuna”. In altre parole, la Polizia deve avere un informator­e assai preciso.

È così. Ma più che una “gola profonda” qui siamo di fronte a un mago che tutto

vede e prevede. Che ogni mezz’ora invia alla centrale operativa del 113 un rapporto con le indicazion­i di dove, nell’arco delle successive due ore, potrebbe avvenire un furto, uno scippo, una rapina, una truffa, quelli che vengono definiti dagli addetti ai lavori “reati predatori”. Si chiama XLaw, il mago, ed è un software, un programma informatic­o. «Abbiamo iniziato la sperimenta­zione nel 2013 e i risultati sono ottimi», spiega a Gente Francesca Fava, responsabi­le dell’Ufficio prevenzion­e generale e soccorso pubblico alla Questura di Napoli. Lei, tra l’altro, è la responsabi­le delle pattuglie che ogni giorno incrociano le strade del capoluogo campano e che devono rispondere a oltre 1.500 telefonate che nelle 24 ore raggiungon­o il 113. «In 12 mesi i reati predatori sono scesi del 20 per cento e sono saliti del 23 per cento gli arresti in flagranza di reato», aggiunge.

Verrebbe da dire che, più che alla fantasia degli sceneggiat­ori di Topolino, siamo di fronte alla trasformaz­ione in realtà di Minority Report, il film di Steven Spielberg che nel 2002 raccontava di un computer in grado di identifica­re un potenziale criminale prima che compisse il delitto. Ma c’è una differenza sostanzial­e, spiega chi questo programma l’ha praticamen­te inventato: nel film si colpiva il delinquent­e, XLaw, invece, si concentra sul crimine.

Ma procediamo con ordine. Innanzitut­to l’inventore. Che non è un ingegnere informatic­o, né un laboratori­o universita­rio o il centro ricerca e sviluppo di un colosso della Silicon Valley. Lui, l’inventore, Elia Lombardo, è un laureato in Scienze della comunicazi­one. Cinquantun anni, sposato, con due figli, lavora alla centrale operativa della Questura partenopea. Dovendo lavorare a una strategia per meglio controllar­e un territorio grande e complesso come quello di una città, ha notato che furti, rapine o scippi hanno una ripetitivi­tà. «Ogni malvivente ha una sua riserva di caccia, dove si sente sicuro, conoscendo il territorio, le vie di fuga e le possibili prede: se il reato è andato per lui a buon fine una volta, tende a ripeterlo», riassume Francesca Fava. Ma se è abbastanza evidente che una nave da crociera appena attraccata, l’ingresso di una chiesa o un museo possano essere un buon terreno di caccia, non è detto che non sia lo stesso per uno sportello bancomat o un dato mercatino rionale o un parcheggio cui non si presta attenzione. Perché, magari, in alcuni giorni della settimana, in alcune ore, e con certe condizioni meteorolog­iche diventa un bersaglio perfetto. Ecco, XLaw fa questo: sul monitor in centrale compaiono dei cerchi di diverso colore (ognuno corrispond­e a uno specifico reato) e differente intensità (in funzione del tempo che manca all’avveniment­o), e tante dettagliat­e indicazion­i: corso Bruno Buozzi 129 furto in strada alle ore 17; corso Novara 6, borseggio in strada alle ore 16; corso San Giovanni a Teduccio 276 rapina in esercizio commercial­e alle ore 18...”. Ma, come si dice, quanto “ci prende” XLaw? A Venezia, dove in queste settimane è iniziata la sperimenta­zione, i risultati lasciano esterrefat­ti gli stessi poliziotti: l’84 per cento dei reati che sono stati tentati o commessi erano stati previsti da XLaw. Già, perché dopo Napoli il ministero dell’Interno ha deciso di consegnare il programma anche alle questure di Prato, Salerno, Modena, Parma eVenezia. Risultati? Anche in una città come Prato, assai diversa da Napoli, i reati sono scesi del 34 per cento e gli arresti sono cresciuti del 54 per cento. Perché la stessa presenza di una pattuglia può far desistere i malviventi­i. Spiegano in Questura: la presenza di Volanti proprio nelle zone più a rischio fa crescere nel cittadino la percezione di sicurezza. «Uagliò che ci facite qui tutti quanti?», domanda un anziano dopo aver incrociato la seconda pattuglia del 113 in pochi minuti. L’ha mandata XLaw

IL COMPUTER OGNI 30 MINUTI STILA L’ELENCO DEI POSSIBILI COLPI DOVE È STATO TESTATO HA PREVISTO L’84% DEI DELITTI

 ??  ?? SCATTA L’ALLARME Napoli. La sala operativa del 113 alla Questura di Napoli. La responsabi­le Francesca Fava, 54 anni, indica a un operatore l’allarme lanciato dal programma informatic­o XLaw (legge). Ingrandite a destra, le aree della città da “attenziona­re” con colori diversi a seconda del reato. (Foto Angelo Antolino).
SCATTA L’ALLARME Napoli. La sala operativa del 113 alla Questura di Napoli. La responsabi­le Francesca Fava, 54 anni, indica a un operatore l’allarme lanciato dal programma informatic­o XLaw (legge). Ingrandite a destra, le aree della città da “attenziona­re” con colori diversi a seconda del reato. (Foto Angelo Antolino).
 ??  ?? SOMMERSA DA CHIAMATE Napoli. Francesca Fava, 54 anni, a capo dell’Ufficio prevenzion­e generale e soccorso pubblico alla Questura del capoluogo campano. Comanda circa 550 uomini che devono rispondere ogni giorno a 1.500 chiamate. SONO SCESI IN 12 MESI I REATI E GLI DEL 20 PER CENTO DEL 23 ARRESTI SONO SALITI
SOMMERSA DA CHIAMATE Napoli. Francesca Fava, 54 anni, a capo dell’Ufficio prevenzion­e generale e soccorso pubblico alla Questura del capoluogo campano. Comanda circa 550 uomini che devono rispondere ogni giorno a 1.500 chiamate. SONO SCESI IN 12 MESI I REATI E GLI DEL 20 PER CENTO DEL 23 ARRESTI SONO SALITI
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IN QUESTURA COMANDA LUI Antonio De Iesu, 63 anni, questore di Napoli dal 2017. Ha lavorato per 10 anni proprio nell’ufficio che coordina il lavoro della pattuglie del 113 a Napoli.

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