Ka­te­lyn, la gin­na­sta pro­di­gio­sa

GENTE - - SOMMARIO - DI IGOR RUGGERI

La sua esibizione di po­chi gior­ni fa è di­ven­ta­ta vi­ra­le in In­ter­net, do­ve sta rac­co­glien­do mi­lio­ni di vi­sua­liz­za­zio­ni. I giu­di­ci l’han­no pre­mia­ta con un 10, il ra­ris­si­mo vo­to che si ri­ser­va alla per­fe­zio­ne, e mol­ti di­co­no sia im­pos­si­bi­le fa­re me­glio. Ka­te­lyn Oha­shi, gin­na­sta ame­ri­ca­na di 21 anni, ha con­qui­sta­to tut­ti con una stre­pi­to­sa pre­sta­zio­ne a cor­po li­be­ro nei cam­pio­na­ti uni­ver­si­ta­ri Col­le­gia­te Chal­len­ge ad Ana­heim, in Ca­li­for­nia. Ed è così ve­nu­ta alla lu­ce la sua storia, quel­la di un’atle­ta dal ta­len­to inar­ri­va­bi­le che non ha mai par­te­ci­pa­to al­le Olimpiadi. Ka­te­lyn ha bat­tu­to per­fi­no Simone Bi­les, vin­ci­tri­ce di quat­tro ori a Rio de Ja­nei­ro nel 2016, ma ha do­vu­to la­scia­re le gare di al­to li­vel­lo e ora com­pe­te so­lo per l’Ucla, il suo ate­neo. Que­sta boc­cia­tu­ra, at­tri­bui­ta in via uf­fi­cia­le ad al­cu­ni in­for­tu­ni, si sco­pre in real­tà pe­san­te­men­te con­di­zio­na­ta da un am­bien­te op­pres­si­vo, che pre­ten­de gin­na­ste fi­li­for­mi e si sfor­za di az­ze­rar­ne lo svi­lup­po, man­te­nen­do­le qua­si bam­bi­ne. Ka­te­lyn ha un cor­po pie­no e ro­bu­sto, non con­for­me ai con­sue-

ti ca­no­ni, per­ciò è sta­ta emarginata. Lei de­nun­cia­va que­sto at­teg­gia­men­to in un diario scrit­to da ado­le­scen­te, re­so pub­bli­co di re­cen­te. E ora di­ce: «La gin­na­sti­ca nei col­le­ge è una ri­com­pen­sa dopo anni di abu­si». Il mo­vi­men­to olim­pi­co ame­ri­ca­no, già du­ra­men­te pro­va­to dal ter­ri­bi­le scan­da­lo di Lar­ry Nas­sar, il me­di­co predatore di gio­va­nis­si­me atle­te, tor­na di nuo­vo sot­to ac­cu­sa.

Lo show da 10 di Ka­te­lyn è un ve­ro e pro­prio in­no alla gio­ia. Sul­le no­te di una hit di Mi­chael Jack­son, l’atle­ta si lan­cia in una pro­va tal­men­te ar­mo­nio­sa da sem­bra­re un bal­lo più che un eser­ci­zio gin­ni­co. Ma i sal­ti acro­ba­ti­ci so­no stra­bi­lian­ti, fuo­ri dal­la por­ta­ta di qual­sia­si dan­za­tri­ce, e so­no ese­gui­ti con il sor­ri­so splen­den­te di chi si di­ver­te ed è fe­li­ce di tra­smet­te­re la sua pas­sio­ne agli al­tri. Non è sta­to sem­pre così. Ec­co al­cu­ne fra­si del diario di Ka­te­lyn. “La mag­gior par­te dei bam­bi­ni a 12 anni gioca. Io mi al­le­na­vo 36 ore alla set­ti­ma­na, per­ché fa­ce­vo par­te del­la squa­dra na­zio­na­le. Non ave­vo vo­ce in ca­pi­to­lo, do­ve­vo ri­spet­ta­re le aspet­ta­ti­ve che gli al­tri ave­va­no su di me. Per que­sto ho do­vu­to sop­por­ta­re com­men­ti cru­de­li e cat­ti­vi sul mio fi­si­co da par­te di tut­ti (al­le­na­to­ri, com­pa­gne, fan, mem­bri del­lo staff tec­ni­co, fol­lo­wer, di mia madre e per­fi­no miei)”.

La Ona­shi ini­zia a pra­ti­ca­re la gin­na­sti­ca a 3 anni nel­la cit­tà na­ta­le, Seat­tle. A 9 si tra­sfe­ri­sce con la madre Diana a Blue Springs, in Mis­sou­ri, per al­le­nar­si con il di­scus­so trai­ner Al Fong, già pre­pa­ra­to­re di Ju­lis­sa Go­mez, mor­ta a 18 anni nel 1991 per un in­for­tu­nio in ga­ra, e di Ch­ri­sty Hen­ri­ch, stron­ca­ta a 22 anni nel 1994 dall’ano­res­sia. A 12 anni Ka­te­lyn si spo­sta a Pla­no, in Te­xas, per met­ter­si agli or­di­ni dell’olim­pio­ni­co Va­le­rij Lju­kin. ”Ho ini­zia­to a sta­re ma­le a 13 anni, pe­sa­vo po­co più di 30 chi­li”, ri­cor­da nel diario. “Mi di­ce­va­no che sem­bra­va aves­si in­go­ia­to un ele­fan­te o un ma­ia­le. Mi è sta­to chie­sto di fir­ma­re un con­trat­to in cui mi ve­ni­va proi­bi­to di al­le­nar­mi fin­ché non aves­si perso pe­so”. La ra­gaz­za pren­de a odia­re il suo cor­po e si eser­ci­ta di na­sco­sto per non re­sta­re in­die­tro nel­la pre­pa­ra­zio­ne. “Sta­se­ra ho man­gia­to trop­po, mi fac­cio schi­fo, sen­to il gras­so che cre­sce sul­le mie gam­be. Non pos­so an­da­re così in pa­le­stra do­ma­ni, quin­di ades­so fac­cio al­le­na­men­to fin­ché non so­no esau­sta e fin­ché la mia co­scien­za non mi per­met­te­rà di ad­dor­men­tar­mi”. Ar­ri­va a un pas­so dal­la tra­gi­ca svol­ta del­la bu­li­mia. “Al­le­nar­mi di not­te mi pe­sa, ma non rie­sco a con­trol­lar­mi quan­do man­gio. Quin­di ho pen­sa­to a una so­lu­zio­ne: la bu­li­mia. So che non è sa­na, ma po­treb­be es­se­re l’uni­ca co­sa per salvarmi”.

Tan­ti sa­cri­fi­ci ri­sul­ta­no va­ni, per­ché nel 2012 Ka­te­lyn non può par­te­ci­pa­re ai Giochi di Lon­dra: le man­ca­no po­chi me­si per l’età mi­ni­ma ri­chie­sta, 16 anni. Nel 2013 ar­ri­va pri­ma nell’Ame­ri­can Cup da­van­ti a Simone Bi­les (è l’uni­ca scon­fit­ta fi­no­ra del­la cam­pio­nes­sa). Nel 2014 pe­rò vie­ne ope­ra­ta a una spal­la e l’an­no se­guen­te si in­for­tu­na alla schie­na. Co­stret­ta ad ab­ban­do­na­re il so­gno olim­pi­co, ac­cet­ta l’of­fer­ta dell’Ucla e ri­par­te nel­le gare universitarie, che ades­so le han­no da­to una im­prov­vi­sa e in­spe­ra­ta po­po­la­ri­tà. Ma la Oha­shi non di­men­ti­ca il ter­ro­re psi­co­lo­gi­co subito, che ave­va mu­ta­to l’amo­re per il suo sport in pau­ra e vergogna, e de­nun­cia il cli­ma di “abu­si men­ta­li” in cui cre­sco­no le gin­na­ste. Le sue ac­cu­se si ab­bat­to­no co­me un ma­ci­gno su una fe­de­ra­zio­ne in ban­ca­rot­ta, pro­stra­ta dal­le cau­se di ri­sar­ci­men­to inol­tra­te da 350 atle­te per al­tri abu­si se­ria­li, que­sta vol­ta di ti­po ses­sua­le, com­piu­ti dal fa­mi­ge­ra­to me­di­co Lar­ry Nas­sar, con­dan­na­to a cen­ti­na­ia di anni di car­ce­re nel 2018. La Us Gym­na­stics è schiac­cia­ta al­le cor­de, men­tre Ka­te­lyn vol­teg­gia con su­bli­me leg­ge­rez­za, con­sa­pe­vo­le di es­se­re sfug­gi­ta a un in­cu­bo.

“HOPENSATO ALLABULIMIA. NONÈSANA, MAPOTREBBE SALVARMI”, SCRIVEVA

AN­CHE NADIA ERA MALTRATTATA Nadia Co­ma­ne­ci, ora 57 anni, al­le Olimpiadi di Mon­treal nel 1976. Ave­va 14 anni, vin­se tre ori. Fu la pri­ma gin­na­sta a es­se­re pre­mia­ta con un 10. Nel 1989 fug­gì dal suo Pae­se, la Ro­ma­nia, e ri­ve­lò gli enor­mi sa­cri­fi­ci cui era co­stret­ta per ga­reg­gia­re. Og­gi vi­ve ne­gli Sta­ti Uniti, do­ve al­tre gio­va­ni gin­na­ste su­bi­sco­no trat­ta­men­ti inu­ma­ni.

LA PROTEGGEUNFIDANZATO GIGANTESCO Asi­ni­stra, Ka­thlyn po­sa sul red car­pet di un ga­la spor­ti­vo. So­pra, con il fi­dan­za­to Au­dieO­mo­to­sho, 21, gio­ca­to­re di foot­ball ame­ri­ca­no, mol­to più al­to di lei. LaO­ha­shi fu l’uni­ca a scon­fig­ge­re la cam­pio­nes­sa olim­pi­ca Simone Bi­les, ma le fu im­pe­di­to di al­le­nar­si per­ché non di­ma­gri­va.

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