Bo­he­mian vo­la, il re­gi­sta affonda

A UN ME­SE DA­GLI OSCAR, HOL­LY­WOOD TREMA PER UN NUO­VO SCAN­DA­LO SES­SUA­LE. PRO­TA­GO­NI­STA BRYAN SIN­GER, CHE RI­SCHIA DI TRASCINARE NEL FAN­GO IL CA­PO­LA­VO­RO SU FRED­DIE MER­CU­RY

GENTE - - SOMMARIO - DI FE­DE­RI­CA CA­POZ­ZI

Man­ca me­no di un me­se al­la not­te de­gli Oscar e, do­po il trion­fo di Bo­he­mian Rhap­so­dy ai Gol­den Glo­be, in tan­ti era­no pron­ti a scom­met­te­re che il film su Fred­die Mer­cu­ry avreb­be fat­to in­cet­ta di sta­tuet­te. Ma a Hol­ly­wood è ap­pe­na scop­pia­ta una bom­ba - l’en­ne­si­ma, in tem­pi di Me­Too e scan­da­li ses­sua­li - e nien­te è più scon­ta­to. Ac­cu­se in­fa­man­ti di mo­le­stie ai dan­ni di mi­no­ren­ni, in­fat­ti, as­sai si­mi­li a quel­le mos­se nei con­fron­ti di Ke­vin Spa­cey, han­no tra­vol­to il re­gi­sta Bryan Sin­ger. Il qua­le, ca­den­do ro­vi­no­sa­men­te nel fan­go, ri­schia di tra­sci­nar­vi an­che la sua pel­li­co­la, già pron­ta­men­te esclu­sa dai Glaad, i pre­mi ci­ne­ma­to­gra­fi­ci del­la co­mu­ni­tà gay e le­sbi­ca.

A sca­te­na­re l’in­fer­no è sta­to un lun­go, det­ta­glia­to ar­ti­co­lo pub­bli­ca­to sul si­to del­la ri­vi­sta The Atlan­tic, che, ol­tre a rie­su­ma­re vec­chie sto­rie, scio­ri­na quat­tro nuo­ve te­sti­mo­nian­ze di ado­le­scen­ti che il re­gi­sta avreb­be sedotto, peg­gio an­co­ra vio­len­ta­to, nel cor­so di fe­sti­ni or­gia­sti­ci e par­ty ad al­to tas­so di al­col e dro­ga. Un qua­dret­to dav­ve­ro po­co ras­si­cu­ran­te, in­som­ma, dal qua­le Sin­ger esce a pez­zi. E che spie­ghe­reb­be il suo mi­ste­rio­so li­cen­zia­men­to dal set di Bo­he­mian Rhap­so­dy un pa­io di set­ti­ma­ne pri­ma del­la fi­ne del­le ri­pre­se. An­che se l’uni­co re­gi­sta ac­cre­di­ta­to è lui, in­fat­ti, è sta­to un al­tro, Dex­ter Flet­cher, a con­clu­de­re il la­vo­ro: Sin­ger era trop­po spes­so as­sen­te non giu­sti­fi­ca­to, ave­va spie­ga­to all’epo­ca la ca­sa di pro­du­zio­ne, e li­ti­ga­va in con­ti­nua­zio­ne con Ra­mi Ma­lek, il pro­ta­go­ni­sta del­la pel­li­co­la. L’Atlan­tic, pe­rò, fa no­ta­re che il cam­bio del­la guar­dia die­tro la mac­chi­na da pre­sa, a no­vem­bre 2017, coin­ci­de non a ca­so con la de­nun­cia da par­te di Ce­sar San­chez-Gu­z­man, og­gi 32en­ne, che a 17 an­ni sa­reb­be sta­to vio­len­ta­to dal re­gi­sta. Né sa­reb­be sta­to il pri­mo: già nel 2014, ri­cor­da il gior­na­le, un al­tro gio­va­ne, Mi­chael Egan, ave­va rac­con­ta­to di es­se­re sta­to co­stret­to, ap­pe­na 15en­ne, a fa­re ses­so con quell’uo­mo tan­to più gran­de, lai­do e sen­za scru­po­li. Sin­ger ave­va re­spin­to le ac­cu­se, i suoi av­vo­ca­ti

CAC­CIA­TO DAL SET PER QUEL­LE VO­CI. UN AL­TRO FI­NÌ IL FILM

si era­no ag­grap­pa­ti ad al­cu­ne in­con­gruen­ze nel rac­con­to del ra­gaz­zo e la vi­cen­da si era con­clu­sa con un nul­la di fat­to.

Ma ve­nia­mo al­le quat­tro nuo­ve te­sti­mo­nian­ze rac­col­te da Alex Fren­ch e Ma­xi­mi­lian Pot­ter, gli au­to­ri del pez­zo bom­ba. La pri­ma è di Vic­tor Val­do­vi­nos, che Sin­ger avreb­be mo­le­sta­to du­ran­te le ri­pre­se de L’al­lie­vo che si svol­se­ro in par­te nel­la sua scuo­la me­dia. Era il 1997, lui ave­va 13 an­ni, il re­gi­sta gli pro­po­se di fa­re la com­par­sa, poi lo ten­ne tut­to il gior­no chiu­so in uno spo­glia­to­io do­ve lo vi­si­tò a più ri­pre­se fa­cen­do­gli avan­ce pe­san­ti e toc­can­do­lo nel­le par­ti in­ti­me. Vic­tor, che nel film non com­pa­re mai, tac­que a lun­go per la ver­go­gna, ma - so­stie­ne l’Atlan­tic - se di­ven­tò un po­co di buo­no, in­ca­pa­ce di tro­va­re un la­vo­ro e spes­so coin­vol­to in sto­rie di dro­ga, fu tut­ta col­pa del trau­ma su­bi­to al­lo­ra. Idem per le al­tre tre pre­sun­te vit­ti­me sco­va­te dal gior­na­le, ra­gaz­zi sban­da­ti che, na­sco­sti die­tro i no­mi di fan­ta­sia di Eric, An­dy e Ben, ora sco­per­chia­no i va­si di Pan­do­ra e di­pin­go­no sce­na­ri da film dell’or­ro­re, con Sin­ger - che, sia det­to en pas­sant, non

ha mai fat­to mi­ste­ro di es­se­re bi­ses­sua­le - nei pan­ni di un de­mo­nio as­sa­ta­na­to, schia­vo dei pia­ce­ri del­la car­ne.

Que­sta la cam­pa­na dell’ac­cu­sa. Bryan Sin­ger, dal can­to suo, ne­ga tut­to con for­za, di­cen­do­si vit­ti­ma dell’odio omo­fo­bo di gior­na­li­sti che ce l’avreb­be­ro con lui da vent’an­ni. Già a ot­to­bre, quan­do l’ar­ti­co­lo di Fren­ch e Pot­ter avreb­be do­vu­to usci­re su Esqui­re (sal­vo poi es­se­re ri­fiu­ta­to e ri­ven­du­to all’Atlan­tic), il re­gi­sta ave­va mes­so le ma­ni avan­ti, an­ti­ci­pan­do sui so­cial che quan­to si sa­reb­be pre­sto let­to sul suo con­to era com­ple­ta­men­te fal­so e in­fon­da­to. Pec­ca­to che a di­fen­der­lo, ora che è scop­pia­to il bub­bo­ne, sia­no dav­ve­ro in po­chi. Cer­to, il te­no­re dell’ar­ti­co­lo ha in ef­fet­ti dell’in­cre­di­bi­le, e vie­ne spon­ta­neo do­man­dar­si quan­to sia­no at­ten­di­bi­li le di­chia­ra­zio­ni dei suoi de­trat­to­ri, che ne­gli ul­ti­mi an­ni han­no col­le­zio­na­to pro­ble­mi con la giu- sti­zia, sog­gior­ni in car­ce­re e in re­hab. Fat­to sta pe­rò che Sin­ger non è sta­to in­vi­ta­to al­la ce­ri­mo­nia dei Gol­den Glo­be, né ci­ta­to nel di­scor­so di rin­gra­zia­men­to di Ra­mi Ma­lek, pre­mia­to co­me mi­glio­re at­to­re: un ten­ta­ti­vo, se­con­do al­cu­ni, di dis­so­cia­re il no­me del re­gi­sta da quel­lo del­la sua crea­tu­ra. Non so­lo. Lo stes­so Ma­lek, in­ter­pel­la­to sul­la stra­na omis­sio­ne, si è giu­sti­fi­ca­to di­cen­do di co­no­sce­re po­co Sin­ger, di aver ac­cet­ta­to il ruo­lo di Fred­die sen­za cu­rar­si trop­po di chi ci sa­reb­be sta­to die­tro la mac­chi­na da pre­sa. Non una pa­ro­la di più, so­prat­tut­to non una pa­ro­la in suo fa­vo­re. Stes­sa mu­si­ca per Brian May, il chi­tar­ri­sta dei Queen che del film è sta­to pro­mo­to­re: a una fan che gli chie­de­va per­ché se­guis­se an­co­ra Sin­ger sui so­cial, pri­ma ha ri­spo­sto di far­si gli af­fa­ri suoi, poi ha scrit­to “Gra­zie, for­se vo­le­vi so­lo pro­teg­ger­mi”. Co­sì an­che lui ha pre­so le di­stan­ze dal nuo­vo “ap­pe­sta­to” di Hol­ly­wood. Che for­se tan­to sen­za mac­chia non è, vi­sto che nes­su­no, nell’am­bien­te, sem­bra stu­pi­to del­la tem­pe­sta che s’è sca­te­na­ta sul­la sua te­sta. Sta­re­mo a ve­de­re se a pa­ga­re per i suoi er­ro­ri, o pre­sun­ti ta­li, sa­rà so­lo lui o tut­to il team di uno dei film più ac­cla­ma­ti del­la sto­ria.

AN­CHE BRIAN MAY, IL CHI­TAR­RI­STA DEI QUEEN, PREN­DE LE DI­STAN­ZE

PER 20 AN­NI HA TA­CIU­TO Los An­ge­les (Sta­ti Uni­ti). Vic­tor Vla­do­vi­nos, 34 an­ni, so­stie­ne di es­se­re sta­to mo­le­sta­to da Bryan Sin­ger nel 1997, quan­do ave­va 13 an­ni. Il re­gi­sta, che gi­ra­va L’al­lie­vo nel­la sua scuo­la me­dia, lo avreb­be mo­le­sta­to in uno spo­glia­to­io.

E L’AMAN­TE SVE­LA TURPI SE­GRE­TI So­pra, Bryan Sin­ger con Bret Ty­ler Sko­pek, 23 an­ni, che all’Atlan­tic rac­con­ta di es­se­re sta­to suo aman­te nel 2013. All’epo­ca lui era mag­gio­ren­ne e con­sen­zien­te, ma avreb­be as­si­sti­to a fe­sti­ni or­gia­sti­ci nei qua­li Sin­ger ob­bli­gò mi­no­ren­ni a fa­re ses­so con lui. Sot­to, Ce­sar San­chez-Gu­z­man, 32, che a no­vem­bre 2017 spor­se de­nun­cia con­tro Sin­ger per es­se­re sta­to vio­len­ta­to quan­do ave­va 17 an­ni.

A TIN­TE FOR­TI Il vol­to di Bryan Sin­ger, 53 an­ni, cam­peg­gia su sfon­do ros­so sul si­to di The Atlan­tic, la ri­vi­sta che lo ac­cu­sa, in un lun­go ar­ti­co­lo, di es­se­re un or­co vio­len­ta­to­re di ra­gaz­zi­ni. Il pez­zo è co­sì pe­san­te che un al­tro gior­na­le l’ave­va ri­fiu­ta­to.

IL PRI­MO AT­TAC­CO AN­DÒ A VUO­TO Mi­cheal Egan, og­gi 34 an­ni, tra la ma­dre Bon­nie Mound, in la­cri­me, e il suo av­vo­ca­to Jeff Her­man, du­ran­te una con­fe­ren­za stam­pa nel 2014. Il ra­gaz­zo ave­va spor­to de­nun­cia con­tro Sin­ger per mo­le­stie, ma le ac­cu­se era­no ca­du­te a cau­sa di in­con­gruen­ze nel suo rac­con­to.

GE­NI­TO­RI “IN AMI­CI­ZIA” Sin­ger, di­chia­ra­ta­men­te bi­ses­sua­le, con Mi­chel­le Clu­nie, 49, sua ami­ca e ma­dre di suo fi­glio. I due non so­no mai sta­ti sen­ti­men­tal­men­te le­ga­ti ma han­no de­ci­so di di­ven­ta­re ge­ni­to­ri in­sie­me.

LA SUA OPE­RA È IN COR­SA PER CIN­QUE STA­TUET­TE Ra­mi Ma­lek, 37 (a de­stra), e Gwi­lym Lee, 35, so­no Fred­die Mer­cu­ry e Brian May in Bo­he­mian Rhap­so­dy. Il film è can­di­da­to a 5 Oscar, ma non per il mi­glior re­gi­sta.

DIRESTE CHE È UN OR­CO? Los An­ge­les (Sta­ti Uni­ti). Bryan Sin­ger in ver­sio­ne te­ne­ro pa­pà con il fi­glio Da­shiell Ju­lius Wil­liam, 4, e la ma­dre di lui Mi­chel­le Clu­nie. Tut­to sem­bra tran­ne che un or­co.

IL SO­STI­TU­TO Dex­ter Flet­cher, 52. Sin­ger fi­gu­ra co­me uni­co re­gi­sta di Bo­he­mian Rhap­so­dy, ma a ul­ti­ma­re il film è sta­to lui.

LUI LO RINNEGA Ra­mi Ma­lek, 37, con il Gol­den Glo­be vin­to per il ruo­lo di Fred­die Mer­cu­ry. Sul pal­co ha rin­gra­zia­to tut­ti tran­ne Sin­ger.

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