Nuo­ve ac­cu­se a Mi­chael Jack­son

IN UN DO­CU-FILM DUE RA­GAZ­ZI SVELANO: «DA BAM­BI­NI IL CAN­TAN­TE CI VIOLENTÒ». MA NEL 2005 TESTIMONIARONO IL CON­TRA­RIO. E PA­RIS, LA FI­GLIA DEL­LA POP­STAR, TUONA: «MIO PA­DRE È STA­TO TRA­DI­TO»

GENTE - - Sommario - DI MARCO PAGANI

Ano­ve an­ni dal­la sua scom­par­sa, av­ve­nu­ta all’età di 51 an­ni il 25 giu­gno 2009 per una over­do­se di far­ma­ci, Mi­chael Jack­son tor­na di nuo­vo al­la ri­bal­ta del­la cro­na­ca per presunti abu­si ses­sua­li cui avreb­be sot­to­po­sto due bam­bi­ni, Ja­mes Sa­fe­chuck e Wa­de Rob­son. Le vio­len­ze sa­reb­be­ro av­ve­nu­te per quan­to ri­guar­da Ja­mes all’età di 8 an­ni, nel 1984, e su Wa­de quan­do ne ave­va 5, nel 1987. En­tram­bi han­no sem­pre so­ste­nu­to, per­fi­no in tri­bu­na­le, di non es­se­re mai sta­ti mo­le­sta­ti dal can­tan­te. Ma ades­so tut­ti e due, uo­mi­ni adul­ti di 36 e 41 an­ni, te­sti­mo­nia­no il con­tra­rio. Per di più in un film-do­cu­men­ta­rio, Lea­ving Ne­ver­land, il cui ti­to­lo fa ri­fe­ri­men­to al­la lus­suo­sa di­mo­ra, Ne­ver­land, in Ca­li­for­nia, do­ve Mi­chael vi­ve­va e si sa­reb­be ap­prof­fi­ta­to ses­sual­men­te di lo­ro. Pre­sen­ta­ta a fi­ne gen­na­io al Sun­dan­ce Fe­sti­val, una del­le più im­por­tan­ti ras­se­gne del ci­ne­ma in­di­pen­den­te ame­ri­ca­no (fon­da­ta dall’at­to­re Ro­bert Re­d­ford nel 1978), la pel­li­co­la ha scioc­ca­to gli spet­ta­to­ri e, do­po che ne so­no sta­ti re­si no­ti gli spa­ven­to­si con­te­nu­ti, an­che i fan che an­co­ra ama­no Jack­son in ogni par­te del mon­do.

Nel­le im­ma­gi­ni del film, di­ret­to dal re­gi­sta bri­tan­ni­co Dan Reed, nes­sun par­ti­co­la­re del­le “at­ten­zio­ni” che Mi­chael avreb­be ri­vol­to ai due ragazzini ven­go­no ri­spar­mia­te agli spet­ta­to­ri: Ja­mes e Wa­de rac­con­ta­no per fi­lo e per se­gno ogni abu­so nei mi­ni­mi par­ti­co­la­ri, an­che i più sor­di­di, e tut­te le for­za­tu­re psi­co­lo­gi­che che il can­tan­te avreb­be mes­so in at­to per con­vin­cer­li a con­di­vi­de­re le sue sup­po­ste vo­glie ses­sua­li. È d’ob­bli­go usa­re gran­de cau­te­la nel pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne le ter­ri­bi­li ac­cu­se ri­vol­te a Jack­son. Nel 1993 al­la star del­la mu­si­ca ven­ne at­tri­bui­ta la col­pa di ave­re abu­sa­to del tre­di­cen­ne Jor­dan Chan- dler: Mi­chael lo ne­gò sem­pre e la cau­sa si chiu­se con un ac­cor­do eco­no­mi­co tra lui e la fa­mi­glia del ra­gaz­zo. Ma l’innocenza di Mi­chael ri­sul­tò pie­na quan­do la re­gi­stra­zio­ne di al­cu­ne te­le­fo­na­te di­mo­strò che il pa­dre di Jor­dan vo­le­va in quel mo­do ven­di­car­si di Jack­son, il qua­le si era ri­fiu­ta­to di pre­star­gli in­gen­ti som­me di de­na­ro.

Nel 2003 Mi­chael fu ad­di­rit­tu­ra ar­re­sta­to: a suo ca­ri­co, set­te ca­pi di im­pu­ta­zio­ne per pre­sun­te mo­le­stie su mi­no­re e due ac­cu­se per pre­sun­ta som­mi­ni­stra­zio­ne

di un agen­te in­tos­si­can­te a un tre­di­cen­ne. Il pro­ces­so con­tro Jack­son ini­ziò il 31 gen­na­io 2005 e ter­mi­nò il 13 giu­gno del­lo stes­so an­no: il can­tan­te ven­ne as­sol­to con for­mu­la pie­na da tut­te le ac­cu­se. E a ti­rar­lo fuo­ri dai guai con­tri­bui­ro­no in ma­nie­ra de­ter­mi­nan­te an­che Ja­mes Sa­fe­chuck e Wa­de Rob­son, che testimoniarono di non ave­re in nes­sun mo­men­to su­bì­to pro­po­ste o mo­le­stie da par­te di Jack­son.

E al­lo­ra, per­ché que­sta ri­chie­sta di giu­sti­zia a scop­pio ri­tar­da­to lan­cia­ta tra­mi­te le im­ma­gi­ni di Lea­ving Ne­ver­land? I due uo­mi­ni spie­ga­no nel film di ave­re te­nu­to so­pi­ti per tut­to que­sto tem­po i sen­si di col­pa e la ver­go­gna per quan­to co­stret­ti a su­bì­re da Mi­chael Jack­son. Ma una vol­ta spo­sa­ti e avu­ti dei fi­gli, al co­spet­to dell’innocenza in­di­fe­sa del­la pro­pria pro­le, il pen­sie­ro di tut­to ciò che sa­reb­be­ro sta­ti co­stret­ti a sop­por­ta­re da bam­bi­ni li avreb­be spin­ti a ren­de­re pub­bli­co quel gran­de se­gre­to. Po­treb­be es­se­re una spie­ga­zio­ne sin­ce­ra: una espe­rien­za tra­gi­ca co­me quel­la che Ja­mes e Wa­de di­co­no di ave­re avu­to può cer­ta­men­te in­fon­de­re una mor­ti­fi­ca­zio­ne tal­men­te for­te da in­ge­ne­ra­re una so­la in­ten­zio­ne, di­men­ti­ca­re e non ri­ve­la­re nul­la. Al­lo stes­so tem­po, pe­rò, va re­gi­stra­ta per esem­pio la di­chia­ra­zio­ne del­la ma­dre di Wa­de, che ha sve­la­to al quo­ti­dia­no bri­tan­ni­co Dai­ly Mail: «Mio fi­glio con me ha sem­pre ne­ga­to di ave­re su­bì­to mo­le­stie da Jack­son e io stes­so non ho al­cun mo­ti­vo di pen­sa­re che gli sia dav­ve­ro ca­pi­ta­to qual­co­sa di co­sì brut­to nel­la vi­ta».

In que­sta co­mun­que tri­ste vi­cen­da i dub­bi si sus­se­guo­no nu­me­ro­si. È nor­ma­le che un pa­pà e una mam­ma ac­cet­ti­no che il fi­glio mi­no­ren­ne tra­scor­ra le not­ti da so­lo in com­pa­gnia di una star del­la mu­si­ca? Que­sto è quel­lo che fa­ce­va­no sia i ge­ni­to­ri di Ja­mes sia quel­li di Wa­de. Sco­pren­do, poi, che in cam­bio ri­ce­ve­va­no re­ga­li, sol­di e viag­gi pre­mio da par­te di chi si of­fri­va di ospi­ta­re i lo­ro fi­gli? Gli in­ter­ro­ga­ti­vi in­so­lu­ti, in­som­ma, ri­man­go­no nu­me­ro­si.

La fa­mi­glia di Mi­chael ov­via­men­te ha espres­so un du­ro com­men­to sul­la tra­ma dia­bo­li­ca nar­ra­ta in Lea­ving Ne­ver­land. In un co­mu­ni­ca­to ha scrit­to: “Il film è quel ge­ne­re di mas­sa­cro di un per­so­nag­gio che Mi­chael ha sop­por­ta­to in vi­ta e che ora gli toc­ca an­che do­po la mor­te. I due ac­cu­sa­to­ri han­no te­sti­mo­nia­to sot­to giu­ra­men­to che que­sti even­ti non si so­no mai ve­ri­fi­ca­ti: il che si­gni­fi­ca che l’in­te­ro film si reg­ge sul­la pa­ro­la di due sper­giu­ri. Ja­mes e Wa­de so­lo per sol­di - mi­lio­ni di dol­la­ri - con­ti­nua­no a dif­fa­ma­re Mi­chael Jack­son con le stes­se ac­cu­se per le qua­li una giu­ria lo ha giu­di­ca­to innocente quan­do era vi­vo”.

C’è, in ve­ri­tà, un’al­tra ra­gaz­za stra­vol­ta da que­sta vi­cen­da. Pa­ris, la fi­glia ven­ten­ne di Mi­chael, che al­la com­par­sa del­le ac­cu­se di Ja­mes e Wa­de è sta­ta ri­co­ve­ra­ta in un cen­tro spe­cia­liz­za­to per com­bat­te­re i suoi pro­ble­mi le­ga­ti al­la de­pres­sio­ne e all’an­sia. Ne è già usci­ta, pa­re, rin­fran­ca­ta e più si­cu­ra. E con una idea pre­ci­sa in te­sta: rea­liz­za­re lei stes­sa un film per mo­stra­re co­me il pa­dre «sia sta­to tra­di­to, mes­so in trap­po­la e ricattato nel cor­so del­la sua car­rie­ra». Pur­trop­po, non è fi­ni­ta qui.

«FA­RÒ UN FILM PER DI­MO­STRA­RE CO­ME PA­PÀ SIA STA­TO MES­SO IN TRAP­PO­LA E RICATTATO», DI­CE LA BELLISSIMA ERE­DE

SE­CON­DO LA LEG­GE ERA INNOCENTE San­ta Ma­ria (Sta­ti Uni­ti). Mi­chael Jack­son, scom­par­so nel 2009 a 51 an­ni, all’usci­ta del tri­bu­na­le do­ve il 13 giu­gno 2005 ven­ne as­sol­to con for­mu­la pie­na da tut­te le ac­cu­se di mo­le­stie ses­sua­li su mi­no­ren­ni. Sot­to, Ne­ver­land, la fia­be­sca re­si­den­za del can­tan­te in Ca­li­for­nia: qui, se­con­do i suoi de­trat­ta­to­ri, Mi­chael ospi­ta­va ba­by fan per poi abu­sa­re ses­sual­men­te di lo­ro. Ma gli stes­si at­tua­li ac­cu­sa­to­ri in pas­sa­to ave­va­no te­sti­mo­nia­to a fa­vo­re di Jack­son.

UN PIC­CO­LO, INSEPARABILE SOSIA Mi­chael con Wa­de Rob­son. Il pic­co­lo ave­va 5 an­ni quan­do en­trò in con­tat­to con la star e fa­ce­va di tut­to per as­so­mi­gliar­gli, ve­sten­do­si e pet­ti­nan­do­si co­me lui. La mam­ma di Wa­de og­gi af­fer­ma: «Mio fi­glio con me ha sem­pre ne­ga­to di ave­re su­bì­to vio­len­za da Jack­son».

IL TRIO CHE LAN­CIA LE AC­CU­SE Park Ci­ty (Sta­ti Uni­ti). Wa­de Rob­son (a si­ni­stra), 36 an­ni, e Ja­mes Sa­fe­chuck (a de­stra), 41, con il re­gi­sta Dan Reed, 54, che in Lea­ving Ne­ver­land ha rac­col­to le lo­ro te­sti­mo­nian­ze. I due rac­con­ta­no di es­se­re sta­ti abu­sa­ti dal can­tan­te quan­do ave­va­no ri­spet­ti­va­men­te 5 e 8 an­ni. LO VO­LE­VA AC­CAN­TO IN OGNI MO­MEN­TO Mi­chael Jack­son nel lu­glio del 1988 in ae­reo con Ja­mes Sa­fe­chuck. Il ra­gaz­zo fu scel­to dal­la pop­star per uno spot pub­bli­ci­ta­rio. Poi eb­be il pri­vi­le­gio di se­guir­lo in un tour mon­dia­le. «Co­min­ciò a mo­le­star­mi do­po qual­che me­se che ci fre­quen­ta­va­mo», di­chia­ra og­gi Ja­mes.

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