Cer­can­do la fe­li­ci­tà Cri­stic­chi ha tro­va­to la fe­de

«SO­NO UN CRI­STIA­NO INCONSAPEVOLE, PIE­NO DI DUB­BI», DI­CE SI­MO­NE. GRA­ZIE A SUA MO­GLIE HA RAG­GIUN­TO L’EQUI­LI­BRIO E ASPET­TA DAL PA­PA LA RI­SPO­STA PIÙ IM­POR­TAN­TE

GENTE - - Sommario - DI VANIA CRIP­PA

Ha com­piu­to 42 an­ni il 5 feb­bra­io, gior­no d’ini­zio del Fe­sti­val di San­re­mo: «Il re­ga­lo più gran­de che mi so­no fat­to è sta­to can­ta­re Ab­bi cu­ra di me da­van­ti a mi­lio­ni di per­so­ne», ha di­chia­ra­to Si­mo­ne Cri­stic­chi, ric­cio­li e bar­ba d’or­di­nan­za. «È la pri­ma vol­ta che mi met­to co­sì tan­to a nu­do, que­sto bra­no è una poe­sia in mu­si­ca, una sor­ta di ma­nua­le di istru­zio­ni per vo- la­re ed es­se­re fe­li­ci, ma è an­che il ma­ni­fe­sto del­le fra­gi­li­tà mie e, in fon­do, di tut­ti. Non mi aspet­ta­vo un’ac­co­glien­za co­sì ca­lo­ro­sa. Mi sto ren­den­do con­to che Ab­bi cu­ra di me ha un ef­fet­to pal­la di ne­ve, di­ven­ta sem­pre più dif­fu­sa, una va­lan­ga». Nei ver­si del­la can­zo­ne, che si è piaz­za­ta al quin­to po­sto e ha vin­to due pre­mi im­por­tan­ti, quel­lo per la mi­glior com­po­si­zio­ne mu­si­ca­le e per la mi­glior in­ter­pre­ta­zio­ne, ri­cor­re il te­ma mil­le­na­rio dell’ac­cet­ta­zio­ne, del­la fi­du­cia, dell’ab­ban­do-

nar­si all’al­tro da sé. « So­prat­tut­to è una di­chia­ra­zio­ne di de­bo­lez­za, una ri­chie­sta d’aiu­to, una pre­ghie­ra all’Amo­re uni­ver­sa­le, che può es­se­re ver­so un pa­dre, una ma­dre, un fi­glio. An­che ver­so Dio». So­no or­mai lon­ta­ni i tem­pi in cui il can­tau­to­re ro­ma­no era mol­to cri­ti­co nei con­fron­ti del­la Chie­sa. Nel 2005, la sua Pre­te, can­zo­ne cen­su­ra­ta, nel ri­tor­nel­lo re­ci­ta­va: Pre­te! Io non ho vo­glia di ascol­tar­ti, Pre­te! Non hai il di­rit­to di in­se­gnar­mi. Nien­te! Sei bra­vo ad in­ven­ta­re e a rac­con­ta­re fa­vo­le. Per ad­do­me­sti­ca­re le pau­re del­la gen­te!

Og­gi Cri­stic­chi, pur nu­tren­do, per sua stes­sa am­mis­sio­ne, sem­pre il dub­bio («Di­re che sia un uo­mo di fe­de è pre­ma­tu­ro»), si è av­vi­ci­na­to al­la spi­ri­tua­li­tà, ha fat­to un gran­de la­vo­ro di ri­cer­ca. Ha fre­quen­ta­to il Mon­te Lab­bro ad Ar­ci­dos­so in To­sca­na, do­ve vis­se il pre­di­ca­to­re Da­vid Laz­za­ret­ti, su cui ha scrit­to lo spet­ta­co­lo Il se­con­do fi­glio di Dio, e poi l’ere­mo fran­ce­sca­no di Cam­pel­lo sul Cli­tun­no, vi­ci­no a Pe­ru­gia, l’ere­mo di Mon­te Gio­ve a Fa­no e la Fra­ter­ni­tà di Ro­me­na gui­da­ta da don Lui­gi Ver­di, in To­sca­na. «Un mio ami­co mo­na­co mi ha det­to che so­no un cri­stia­no inconsapevole. Cre­do che oc­cor­ra ri­tor­na­re al­le prio­ri­tà del­la vi­ta. Sia­mo in­va­si ogni gior­no da mil­le pro­get­ti, in­for­ma­zio­ni e im­ma­gi­ni. Sia­mo con­ti­nua­men­te col­le­ga­ti e con­nes­si con la real­tà vir­tua­le. Co­sì si per­de in­te­res­se per le gran­di do­man­de», ha spie­ga­to. «Sia­mo noi stes­si che ci dob­bia­mo ri­sve­glia­re e ca­pi­re l’im­por­tan­za dell’esi­sten­za. C’è tan­ta bel­lez­za in noi e in tut­to ciò che ci cir­con­da, trop­po spes­so lo di­men­ti­chia­mo».

Ab­bi cu­ra di me è la pro­va di que­sto suo «an­da­re ver­so l’in­fi­ni­to, che cam­bia lo sguar­do del­la real­tà», del­la sua evo­lu­zio­ne. «Una suo­ra di clau­su­ra mi ha da­to l’in­ter­pre­ta­zio­ne più bel­la del mio bra­no. È una pre­ghie­ra di Dio all’uo­mo, per­ché an­che Dio ha le sue fra­gi­li­tà». Con­ti­nua Cri­stic­chi: «Le per­so­ne più gio­io­se e fe­li­ci che ho in­con­tra­to, so­no quel­le ap­par­ta­te dal mon­do, ma non per una que­stio­ne di fu­ga o di sno­bi­smo. Nel si­len­zio ci si con­net­te a qual­co­sa».

La fe­li­ci­tà è un te­ma che gli è ca­ro. A

mar­gi­ne del­la ker­mes­se ca­no­ra, Cri­stic­chi ha pre­sen­ta­to in an­te­pri­ma un estrat­to di Hap­py Next - Al­la ri­cer­ca del­la fe­li­ci­tà, il nuo­vo do­cu­men­ta­rio che sta rea­liz­zan­do, per la re­gia di An­drea Coc­chi. Die­ci mi­nu­ti sol­tan­to che so­no ba­sta­ti per com­muo­ve­re, emo­zio­na­re e di­ver­ti­re la pla­tea di gior­na­li­sti pre­sen­ti. «Ho già rac­col­to più di cen­to in­ter­vi­ste», spie­ga. Bre­vi con­tri­bu­ti che cer­ca­no di ri­spon­de­re in ma­nie­ra per­so­na­le e ori­gi­na­le all’in­ter­ro­ga­ti­vo che si pre­sen­ta al­me­no una vol­ta nel­la vi­ta di cia­scu­no: “Che co­sa è ve­ra­men­te la fe­li­ci­tà?”. Ci so­no i pa­re­ri di di­ver­si per­so­nag­gi del­lo spet­ta­co­lo e del­la cul­tu­ra ita­lia­ni, ma an­che di gen­te co­mu­ne: da Pippo Bau­do a Gian­lu­ca Ni­co­let­ti, pas­san­do per Fla­vio In­sin­na e Mo­gol, fi­no ad ar­ri­va­re a suo­re, fi­lo­so­fi, scien­zia­ti. «Non so quan­do fi­ni­rò di gi­rar­lo, al­cu­ne Tv si so­no già det­te in­te­res­sa­te all’ac­qui­sto. Ma io ho ri­ce­vu­to la pro­mes­sa di Pa­pa Fran­ce­sco: si fa­rà in­ter­vi­sta­re da me. Lo aspet­to. È un uo­mo di pa­ro­la». Al San­to Pa­dre, in sin­te­si, Si­mo­ne por­rà le tre do­man­de che ha fat­to a tut­ti: « Cos’è per Lei la fe­li­ci­tà? Co­sa do­vreb­be fa­re l’uma­ni­tà per es­se­re fe­li­ce? Qual è l’ul­ti­ma vol­ta che si è sen­ti­to fe­li­ce?». Cri­stic­chi fa un sal­to nel pas­sa­to e ri­ve­la: «Ho per­so mio pa­dre quan­do ave­vo 12 an­ni. È un do­lo­re che ho trattenuto a lun­go pri­ma di riu­sci­re a me­ta­bo­liz­zar­lo e far­ci pa­ce». Un di­sa­gio che lo por­tò a rin­chiu­der­si den­tro se stes­so: «Di­se­gna­vo tut­to il gior­no in ma­nie­ra com­pul­si­va, per que­sto ho dan­neg­gia­to an­che la vi­sta. L’ar­te mi ha tra­sfor­ma­to la vi­ta e mi ha sal­va­to. Con­ser­vo uno splen­di­do ri­cor­do di lui. Ha vis­su­to qua­rant’an­ni e ha la­scia­to die­tro di sé co­se me­ra­vi­glio­se e una bel­la fa­mi­glia. Cer­to, non avreb­be vo­lu­to mo­ri­re. Ma - lo di­co an­che nel­la can­zo­ne - la co­sa im­por­tan­te è la­scia­re se­mi die­tro le no­stre spal­le, co­me il fio­re che rie­sce a ger­mo­glia­re an­che nell’asfal­to. Quin­di fe­li­ci­tà, per me, vuol di­re la­scia­re una pic­co­la trac­cia del pro­prio pas­sag­gio su que­sta Ter­ra. Con­di­vi­de­re». Co­sì ha chie­sto an­che ai suoi fan di par­te­ci­pa­re at­ti­va­men­te al­la rea­liz­za­zio­ne del do­cu­men­ta­rio, in­vi­tan­do­li a in­via­re bre­vi vi­deo. Sa­ran­no pub­bli­ca­ti sui suoi so­cial e an­dran­no a for­ma­re un gran­de so­cial-mo­vie sul­la fe­li­ci­tà, par­te del pro­get­to di Hap­py Next.

Fe­li­ci­tà per Cri­stic­chi, im­pe­gna­to an­che nel­la tour­née tea­tra­le del suo spet­ta­co­lo Ma­nua­le di vo­lo per uo­mo, una fa­vo­la me­tro­po­li­ta­na ric­ca di emo­zio­ne e poe­sia, si­gni­fi­ca an­che fa­mi­glia. Dal 2010 è spo- sto con l’ar­cheo­lo­ga Sa­ra Quat­tri­ni. La cop­pia, ri­ser­va­tis­si­ma, ha due fi­gli: Tom­ma­so, 11 an­ni, e Stel­la, 7, en­tram­bi aman­ti del­la mu­si­ca. Del suo ma­tri­mo­nio ha det­to una vol­ta, pro­van­do a in­di­vi­dua­re gli in­gre­dien­ti giu­sti: «Bi­so­gna cer­ca­re un equi­li­brio nei rap­por­ti: Sa­ra fa l’ar­cheo­lo­ga, io l’ar­ti­sta. Io sto tra le nu­vo­le, lei sot­to­ter­ra, in qual­che mo­do ci in­con­tria­mo a me­tà stra­da».

«HO PER­SO MIO PA­DRE QUAN­DO AVE­VO 12 AN­NI. HO TRATTENUTO A LUN­GO IL DO­LO­RE PRI­MA DI RIU­SCI­RE A METTERMI IN PA­CE»

SPO­SA­TI DA NO­VE AN­NI Si­mo­ne Cri­stic­chi, 42 an­ni, in una ra­ra im­ma­gi­ne con la mo­glie, l’ar­cheo­lo­ga Sa­ra Quat­tri­ni, spo­sa­ta con ri­to ci­vi­le nel 2010. La cop­pia, ri­ser­va­tis­si­ma, ha due fi­gli, Tom­ma­so, 11, e Stel­la, 7. Sot­to, la co­per­ti­na del nuo­vo al­bum, Ab­bi cu­ra di me, la pri­ma rac­col­ta dei suoi più gran­di suc­ces­si. da San­re­mo (Im­pe­ria)

COLLEZIONA PRE­MI Si­mo­ne ri­ce­ve il pre­mio Gian­car­lo Bi­gaz­zi per la mi­glio­re com­po­si­zio­ne mu­si­ca­le. Al fe­sti­val la can­zo­ne Ab­bi cu­ra di me, che nel­la clas­si­fi­ca ge­ne­ra­le si è piaz­za­ta quin­ta, ha vin­to an­che il pre­mio Ser­gio En­dri­go per la mi­glio­re in­ter­pre­ta­zio­ne. Cri­stic­chi ha par­te­ci­pa­to cin­que vol­te a San­re­mo: nel 2007 con­qui­stò il gra­di­no più al­to del po­dio con Ti re­ga­le­rò una ro­sa.

A TEA­TRO DI­MO­STRA I SUOI PO­TE­RI SPE­CIA­LI Il can­tau­to­re in due sce­ne di Ma­nua­le di vo­lo per uo­mo, lo spet­ta­co­lo con cui gi­ra l’Ita­lia. Dal 25 al 27 feb­bra­io sa­rà al Man­zo­ni di Mi­la­no. In­ter­pre­ta Raf­fael­lo, un qua­ran­ten­ne ri­ma­sto bam­bi­no ca­pa­ce di met­te­re a fuo­co par­ti­co­la­ri in­si­gni­fi­can­ti e che na­scon­do­no gran­de bel­lez­za (Fo­to M. Bat­ti­sta).

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