La­dy Gaga bril­la co­me Au­drey

IL DIAMANTE GIALLO CHE FA­CE­VA PENDANT CON IL PLATINO DEL­LA PRO­TA­GO­NI­STA DI “A STAR IS BORN” FU POR­TA­TO DAL­LA HEPBURN AL LAN­CIO DI “CO­LA­ZIO­NE DA TIFFANY”. È EC­CE­ZIO­NA­LE IN TUT­TO: DI­MEN­SIO­NE, TA­GLIO, PREZ­ZO

GENTE - - Sommario - DI ROSSANA LINGUINI

Bril­la­va La­dy Gaga sul pal­co del Dol­by Thea­tre di Los An­ge­les. Oh, se bril­la­va quan­do, tra le la­cri­me e con la sta­tuet­ta d’oro in pu­gno, ci ri­cor­da­va che l’im­por­tan­te non è tan­to vin­ce­re, ma lot­ta­re e non ar­ren­der­si, e poi men­tre se­du­ta al pia­no duet­ta­va strug­gen­te con Brad­ley Coo­per, guan­cia a guan­cia e oc­chi ne­gli oc­chi. E a chi in­te- res­sa se è amo­re o la per­for­man­ce di due ar­ti­sti straor­di­na­ri, quel che con­ta è che al­me­no una vol­ta nel­la vi­ta in­con­tria­mo qual­cu­no che ci guar­di co­sì. Qual­cu­no da guar­da­re co­sì. Astro scin­til­lan­te nel­la not­te de­gli Oscar 2019, Ste­fa­ni Joan­ne An­ge­li­na Ger­ma­not­ta, pre­mia­ta per la mi­glior can­zo­ne con Shal­low, bra­no por­tan­te di A star is born, non ave­va al di­to l’anel­lo di fi­dan­za­men­to del ta­lent scout Ch­ri­stian Ca­ri­no, con cui non fa più cop­pia da pri­ma di San Va­len­ti­no, ma ab­ba­glia­va co­mun­que di lu­ce ri­fles­sa. Quel­la spri­gio­na­ta dal col­lier più in­cre­di­bi­le mai in­dos­sa­to nel­la sto­ria de­gli Aca­de­my Awards: un gi­ro­col­lo con diamante giallo di Tiffany Dia­monds da 128,54 ca­ra­ti e va­lo­re sti­ma­to di 30 mi­lio­ni di dol­la­ri, die­ci in più ri­spet­to al diamante blu crea­to da Har­ry Win­ston per l’at­tri­ce di Ti­ta­nic Glo­ria Stuart agli Oscar del 1998. Ma che az­zar­do fa­re un prez­zo, per­ché in fon­do que­sta pie­tra uni­ca e ico-

ni­ca, sco­va­ta nel 1877 dal fon­da­to­re Char­les Lewis Tiffany nel­le mi­nie­re di Kim­ber­ley, in Sud Afri­ca, e ac­qui­sta­ta l’an­no do­po per 18 mi­la dol­la­ri, è sem­pre sta­ta di pro­prie­tà di Tiffany & Co. Ma una vol­ta, una so­la vol­ta, ha ri­schia­to di fi­ni­re sul mer­ca­to: nel 1972, quan­do il gio­iel­lie­re ame­ri­ca­no pub­bli­cò sul New York Ti­mes un’of­fer­ta di ven­di­ta per il gio­iel­lo a 5 mi­lio­ni di dol­la­ri, che og­gi equi­var­reb­be­ro più o me­no a 25. So­lo che l’an­nun­cio era va­li­do sol­tan­to per ven­ti­quat­tr’ore e nes­su­no si pre­sen­tò. Co­sì la gem­ma gial­la tan­to ca­ra a “The king of dia­monds”, il re dei dia­man­ti, co­me era chia­ma­to Char­les Lewis Tiffany, re­stò in ca­sa.

Ec­ce­zio­na­le per la sua di­men­sio­ne, la pie­tra, in ori­gi­ne di 287,42 ca­ra­ti, di­ven­tò poi ini­mi­ta­bi­le gra­zie al lavoro del ca­po gem­mo­lo­go Geor­ge Fre­de­rick Kunz che la ta­gliò a cu­shion con ot­tan­ta­due sfac­cet­ta­tu­re ra­dian­ti, ven­ti­quat­tro in più del­le clas­si­che cin­quan­tot­to del ta­glio bril­lan­te. Un ca­po­la­vo­ro espo­sto al­le più pre­sti­gio­se esi­bi­zio­ni mon­dia­li, dal­la World’s Co-

lom­bian Ex­po­si­tion di Chi­ca­go del 1893 al­le ce­le­bra­zio­ni per i cento an­ni di De Beers in Sud Afri­ca nel 1971, e in tre oc­ca­sio­ni esi­bi­to in ve­tri­na nel flag­ship sto­re new­yor­che­se sul­la Fif­th Ave­nue.

A in­dos­sar­lo in pub­bli­co, pri­ma di La­dy Gaga, so­lo al­tre due don­ne. L’at­ti­vi­sta bri­tan­ni­ca Ma­ry Whi­te­hou­se, che eb­be l’ono­re di por­tar­lo al Bal­lo di Tiffany del 1957 a New­port, Rho­de Island, e Au­drey Hepburn, quat­tro an­ni do­po, nell’in­di­men­ti­ca­bi­le ser­vi­zio fo­to­gra­fi­co scat­ta­to per la pro­mo­zio­ne del film Co­la­zio­ne da Tiffany. È lei e il suo sti­le che La­dy Gaga ha vo­lu­to omag­gia­re du­ran­te la not­te de­gli Oscar, ve­sten­do due ma­gni­fi­ci abi­ti, ne­ri e li­nea­ri, e tut­ta­via son­tuo­si. Il tu­bi­no di Ale­xan­der McQueen per il red car­pet e il Bran­don Max­well con scol­la­tu­ra pro­fon­da e gon­na lar­ghis­si­ma per il ri­ti­ro del pre­mio.

Stel­le di­ver­se, Au­drey e Gaga, uni­te da un ta­len­to ra­ro, pre­mia­to con i mas­si­mi ri­co­no­sci­men­ti al­la car­rie­ra (in­nu­me­re­vo­li quel­li dell’at­tri­ce; un Gram­my, un Baf­ta, un Gol­den Glo­be e un Oscar in un so­lo an­no per la can­tan­te italo-ame­ri­ca­na), e ora dall’ono­re di in­dos­sa­re un pez­zo che ha fat­to la sto­ria del­la gio­iel­le­ria di ogni tem­po. Non esat­ta­men­te lo stes­so, per la verità, per­ché il col­lier usa­to dal­la Hepburn è sta­to poi mo­di­fi­ca­to nel 2012, in oc­ca­sio­ne del 175° an­ni­ver­sa­rio del­la mai­son del­la “blue box”, quan­do la gem­ma gial­la è sta­ta in­ca­sto­na­ta in una col­la­na più mo­der­na, tem­pe­sta­ta di dia­man­ti bian­chi: i più gros­si a ta­glio cu­shion e i più pic­co­li a bril­lan­te, per più di cento ca­ra­ti to­ta­li. È que­sta la ver­sio­ne che il pub­bli­co del Dol­by Thea­tre e del mon­do in­te­ro ha vi­sto al col­lo del­la ispi­ra­ta ed emo­zio­na­ta La­dy Gaga. Ora il col­lier tor­ne­rà al suo po­sto, al pia­no ter­ra del ne­go­zio di Tiffany, do­ve chiun­que po­trà en­tra­re ad am­mi­rar­lo, an­che se cer­ta­men­te non po­trà sfio­rar­lo. D’al­tra par­te non è co­sì che fun­zio­na­no i so­gni?

AL­LO­RA NON ERA PEN­DEN­TE New York (Sta­ti Uni­ti). Au­drey Hepburn (1929-1993) con Hen­ry B. Platt (19242015), bis-ni­po­te del fon­da­to­re di Tiffany, che la aiu­ta ad al­lac­cia­re il col­lier al lan­cio di Co­la­zio­ne da Tiffany in cui Au­drey era Hol­ly, Go­lightly. Il diamante giallo all’epo­ca era in­ca­sto­na­to nel­la tra­ma del col­lier (a si­ni­stra).

ABBAGLIANTE Los An­ge­les (Sta­ti Uni­ti). La­dy Gaga, 32 an­ni, al­la not­te de­gli Oscar, il­lu­mi­na­ta dal col­lier Tiffany. La fa­vo­lo­sa pie­tra gial­la ha un va­lo­re di al­me­no 30 mi­lio­ni, ai qua­li va ag­giun­to il co­sto dei dia­man­ti del gi­ro­col­lo, all’in­cir­ca al­tri die­ci. Per Gaga Tiffany ha rea­liz­za­to gli orec­chi­ni en pendant.

È STA­TO APPESO AD AL­TRI 100 CA­RA­TI New York (Sta­ti Uni­ti). Il diamante giallo di Tiffany nel nuo­vo col­lier sfog­gia­to da La­dy Gaga (a de­stra, in ca­me­ri­no). È frut­to del re­sty­ling fat­to dal­la mai­son del­la “blue box” nel 2012, in oc­ca­sio­ne del suo 175° an­ni­ver­sa­rio. La pie­tra gial­la da 128,54 ca­ra­ti pen­de da una col­la­na più mo­der­na, tem­pe­sta­ta di dia­man­ti bian­chi, al­cu­ni a ta­glio cu­shion e al­tri, la mag­gior par­te, a bril­lan­te, per più di 100 ca­ra­ti to­ta­li.

ORA TOR­NA SUL­LA “QUIN­TA” Il ma­gni­fi­co col­lier dei re­cord, in que­sta fo­to so­vrap­po­sto al boz­zet­to del re­sty­ling av­ve­nu­to set­te an­ni fa, è tor­na­to nel­la sua ca­sa: il ce­le­bre flag­ship sto­re Tiffany a New York, sul­la Quin­ta Stra­da, do­ve vie­ne cu­sto­di­to al pia­no ter­ra.

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