HA RE­SO SUO FI­GLIO ORGOGLIOSO

«HA SO­LO 21 AN­NI E NON C’ERA QUAN­DO TRIONFAVO A SANREMO», DI­CE PAO­LO. «HO VI­STO AUTENTICA GIO­IA NEI SUOI OC­CHI ED È STA­TA UN’EMOZIONE INDESCRIVIBILE»

GENTE - - Sommario - di Vania Crippa

Pao­lo Val­le­si vin­ce Ora o mai più. Ma il pre­mio più bel­lo è la gio­ia di suo fi­glio Fran­ce­sco.

Che Pao­lo Val­le­si do­ves­se par­te­ci­pa­re al­lo show mu­si­ca­le Ora o mai più era scrit­to nel de­sti­no. Ra­iu­no ave­va in­fat­ti già bus­sa­to al­la sua por­ta per la pri­ma edi­zio­ne. «Ri­fiu­tai. Non mi pia­ce­va il ti­to­lo co­sì as­so­lu­ti­sta del­la tra­smis­sio­ne. Quan­do poi l’ho vi­sta mi so­no in­ve­ce re­so con­to di quan­to amo­re per la mu­si­ca ci fos­se e di co­me gli ar­ti­sti ve­nis­se­ro trat­ta­ti, ov­ve­ro enor­me di­gni­tà e ri­spet­to, quin­di ho cam­bia­to idea». Che do­ves­se vin­ce­re que­st’an­no lo si è ca­pi­to qua­si su­bi­to. Set­ti­ma­na do­po set­ti­ma­na era sem­pre in te­sta, con il for­te ap­pog­gio del pub­bli­co. Sul gra­di­no più al­to del po­dio è fi­ni­to con un bi­lan­cio di cin­que trion­fi su sei pun­ta­te. «Pe­rò fi­no a quan­do Ama­deus non ha pro­nun­cia­to il mio no­me non ci ho cre­du­to. Ave­vo il cuo­re so­spe­so. Poi mi è pas­sa­ta da­van­ti tut­ta la vi­ta, da Sanremo fi­no a og­gi. Ave­vo ini­zia­to a cre­de­re che un cer­to ti­po di gio­ia non mi sa­reb­be sta­ta più riservata, an­che se la mu­si­ca mi ha sem­pre da­to da vi­ve­re, a vol­te ge­ne­ro­sa­men­te, al­tre

so­lo per lo stret­to ne­ces­sa­rio». Pao­lo, in­ve­ce, ce l’ha fat­ta. «Un fuo­co mai spen­to è tor­na­to ad ar­de­re con for­za. Mi ha per­mes­so di ri­met­te­re a po­sto i pez­zi tra­bal­lan­ti del­la mia vi­ta». Sta­vol­ta con lui sul pal­co a con­di­vi­de­re la fe­li­ci­tà del­la vit­to­ria c’era il fi­glio Fran­ce­sco, 21 an­ni, che per ra­gio­ni ana­gra­fi­che non ave­va mai po­tu­to as­si­te­re a un suc­ces­so del pa­dre, vin­ci­to­re nel 1991 a Sanremo nei gio­va­ni con Le per­so­ne inu­ti­li e l’an­no suc­ces­si­vo ter­zo tra i big con La for­za del­la vi­ta. Due can­zo­ni fi­ni­te nel­la hit del­la me­mo­ria col­let­ti­va. «Ama­deus l’ha chia­ma­to al mio fian­co, è sta­ta for­se una sce­na buf­fa per chi l’ha vi­sta da ca­sa. Io can­ta­vo, lui te­ne­va il rit­mo. Ma per me è sta­to un mo­men­to straor­di­na­rio. Fran­ce­sco e io sia­mo ami­ci an­co­ra pri­ma che pa­dre e fi­glio, uni­ti dal­la pas­sio­ne per la Fio­ren­ti­na, squa­dra che ci fa pu­re li­ti­ga­re: io so­no be­ne­vo­lo, lui cri­ti­co. Da sua ma­dre mi so­no se­pa­ra­to quan­do Fran­ce­sco ave­va tre an­ni. Non vi­ve­re la quo­ti­dia­ni­tà con lui è sta­ta du­ra. Co­me mol­ti pa­dri se­pa­ra­ti, mi so­no por­ta­to die­tro il ba­ga­glio dei sen­si di col­pa, ma i rap­por­ti sia con mio fi­glio sia con Cinzia, la mia ex, so­no sem­pre sta­ti pa­ci­fi­ci».

Per mol­ti il ma­tri­mo­nio di Val­le­si è fi­ni­to per col­pa dell’enor­me suc­ces­so che eb­be ne­gli an­ni No­van­ta: «Mi so­no do­man­da­to mil­le vol­te se fos­se co­sì, non ho mai tro­va­to ri­spo­sta cer­ta. Io e Cinzia sta­va­mo in­sie­me da quan­do ave­vo 16 an­ni e di­ven­tan­do gran­di, ine­vi­ta­bil­men­te, si cam­bia. È ve­ro, co­mun­que, che mi im­po­se­ro di na­scon­der­la. Per fa­re brec­cia sul pub­bli­co del­le ra­gaz­zi­ne era me­glio far cre­de­re che fos­si sin­gle».

Con­di­zio­ne che ora non gli ap­par­tie­ne più. «Usci­vo da una sto­ria lun­ga ot­to an­ni e mi ero ri­pro­mes­so di re­sta­re so­lo per un bel po’. In­ve­ce, set­te me­si fa, ho co­no­sciu­to Sara a un ape­ri­ti­vo e mi so­no fol­le­men­te in­na­mo­ra­to. Stia­mo per an­da­re a con­vi­ve­re». A lei so­no de­di­ca­ti al­cu­ni ver­si di Ri­tro­var­si an­co­ra, l’ine­di­to che Val­le­si ha pre­sen­ta­to a Ora o mai più. Nel­lo show il can­tau­to­re è sta­to gui­da­to da Ornella Vanoni: «Fuo­ri dal­la sce­na è una don­na di gran­de in­tel­li­gen­za e bon­tà d’ani­mo. Il fat­to che ab­bia vo­lu­to con­di­vi­de­re con me Ti la­scio una can­zo­ne, un bra­no che fa par­te del suo pri­va­to - lo scris­se per lei Gi­no Pao­li - è se­gno di uma­ni­tà: Fi­ni­to il tem­po di can­ta­re in­sie­me… io ora scen­do qui, pro­se­gui tu ma non ti man­do so­lo mi sem­bra la co­sa più bel­la che una coach pos­sa di­re a un al­lie­vo». Il lo­ro per­cor­so con­di­vi­so, co­mun­que, pro­se­gui­rà: «Ci sen­tia­mo tut­ti i gior­ni e mi ha chie­sto di apri­re i suoi spet­ta­co­li esti­vi». An­che Pao­lo si pre­pa­ra al tour: «Par­ti­rà dal­la mia cit­tà, Fi­ren­ze, a mag­gio. So­no già emo­zio­na­to». Fran­ce­sco sa­rà in pri­ma fi­la: «In lui mi ri­ve­do, an­che se è me­no estro­ver­so di me. Ab­bia­mo lo stes­so sguar­do, stes­so sor­ri­so, ma in­vec­chian­do spe­ro non di­ven­ti brut­to co­me me», scher­za. «Do­po la mia vit­to­ria ho vi­sto l’or­go­glio nei suoi oc­chi ed è sta­ta la gio­ia più gran­de. All’uni­ver­si­tà gli han­no chie­sto una fo­to per­ché è mio fi­glio. Ora non li­ti­ghe­re­mo più per la Fio­ren­ti­na, ma per con­ten­der­ci la lea­der­ship». Ri­de di gu­sto Pao­lo. «Di na­tu­ra so­no po­si­ti­vo, so quan­to val­go, e non fac­cio di­pen­de­re la mia fe­li­ci­tà dall’ap­pa­ren­za, an­che se la po­po­la­ri­tà un po’ mi è man­ca­ta. Ora che pa­re tor­na­ta non me la fa­rò sfug­gi­re».

«SOMIGLIA A ME, NON VI PA­RE?» Pao­lo po­sa per noi con il fi­glio Fran­ce­sco, 21 an­ni, stu­den­te di Scien­ze del­la co­mu­ni­ca­zio­ne a Fi­ren­ze, avu­to dal­la ex mo­glie Cinzia. «Quan­do ci sia­mo se­pa­ra­ti lui ave­va tre an­ni. È sta­ta du­ra non vi­ve­re con lui ogni gior­no, ma ab­bia­mo co­strui­to un bel rap­por­to», di­ce. «Fran­ce­sco è in­to­na­to, mi somiglia an­che fi­si­ca­men­te, ma spe­ro che non di­ven­ti brut­to co­me me», scher­za Pao­lo.

AMA­DEUS E LA COACH ORNELLA VANONI LO INCORONANO Il can­tau­to­re fio­ren­ti­no ri­ce­ve dal­la sua coach Ornella Vanoni, 84 an­ni, un ab­brac­cio e il tro­feo del­lo show mu­si­ca­le di Ra­iu­no. Il con­dut­to­re Ama­deus, 56, os­ser­va l’emo­zio­nan­te sce­na.

IL VOL­TO DEL­LA RINASCITA Pao­lo Val­le­si, 54 an­ni, fre­sco del pri­mo po­sto a Ora o mai più, è il ri­trat­to del­la fe­li­ci­tà. Il suo sin­go­lo Ri­tro­var­si an­co­ra è già un suc­ces­so ra­dio­fo­ni­co. Per Pao­lo, fi­ni­to nell’om­bra do­po i suc­ces­si de­gli An­ni 90, è una rinascita. (Fo­to Lo­ren­zo Ba­ron­cel­li/Sgp).

CON­FRON­TO DI STI­LI Pao­lo Val­le­si si con­fron­ta con il fi­glio Fran­ce­sco. Non so­lo si so­mi­glia­no, ma ve­sto­no an­che in mo­do si­mi­le. «In lui mi ri­ve­do: ab­bia­mo lo stes­so sguar­do e lo stes­so sor­ri­so. E nu­tria­mo una pas­sio­ne in­sa­na per la Fio­ren­ti­na».

ERA L’IDO­LO DEL­LE TEENAGER Il can­tau­to­re nel 1991 quan­do vin­se Sanremo nel­la ca­te­go­ria gio­va­ni con Le per­so­ne inu­ti­li. Le ra­gaz­ze im­paz­zi­va­no per lui. «Non ero ma­le», di­ce scher­zan­do. «Ora so­no peg­gio­ra­to». Per la vit­to­ria a Ora o mai più Val­le­si ha ri­ce­vu­to tan­tis­si­mi com­pli­men­ti an­che dai col­le­ghi, tra cui Gian­ni Mo­ran­di. «Il mio ere­de? Ul­ti­mo. Mi ri­tro­vo nei te­sti che scri­ve», di­ce.

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