Tut­te paz­ze per Brad­ley Coo­per

IL PRO­TA­GO­NI­STA DI “A STAR IS BORN” È CRESCIUTO CON I NONNI AN­GE­LO E ASSUNTA: «DA LO­RO HO IM­PA­RA­TO I VA­LO­RI DEL­LA VI­TA E I PIACERI DEL­LA TA­VO­LA», DI­CE. MA PER LA SUA EX MO­GLIE È UN GELIDO CALCOLATORE

GENTE - - Sommario - DI FRAN­CE­SCO VI­CA­RIO

D’ac­cor­do gli oc­chi ce­ru­lei, la bar­ba sel­vag­gia, il mez­zo sor­ri­so se­du­cen­te. Que­ste so­no so­lo al­cu­ne del­le stre­pi­to­se qua­li­tà di Brad­ley Coo­per, il “lui” del film A star is born che, sul pal­co de­gli Oscar, ci ha re­ga­la­to una per­for­man­ce vi­bran­te di emo­zio­ni con La­dy Gaga, sua part­ner nel film, can­tan­do Shal­low, can­zo­ne che ha me­ri­ta­to la sta­tuet­ta co­me mi­glior co­lon­na so­no­ra del 2019. L’in­te­sa, il feee­ling del­la cop­pia sul pal­co han­no ali­men­ta­to sui so­cial ra­gio­na­men­ti da psi­co­lo­gia dei sen­ti­men­ti spic­cia. Per la se­rie: vuoi ve­de­re che do­po aver re­ci­ta­to in­sie­me e can­ta­to un bra­no che ti ar­ri­va nel­le vi­sce­re, tra i due si è scatenato un ci­clo­ne amo­ro­so au­ten­ti­co? Chiac­chie­re da ha­sh­tag, evi­den­te­men­te, che la stes­sa Gaga ha prov­ve­du­to a smon­ta­re: «Se tut­ti, ve­den­do­ci can­ta­re sul pal­co, ave­te avu­to quel­la im­pres­sio­ne si­gni­fi­ca che ab­bia­mo re­ci­ta­to be­ne. Per il re­sto, pos­so so­lo di­re che i so­cial so­no la toi­let­te di In­ter­net».

Po­sto che sem­bra­va ben stra­no che Brad­ley la­scias­se di pun­to in bian­co la su­per mo­del­la Iri­na Shayk, con la qua­le è fi­dan­za­to da quat­tro an­ni e che gli ha da­to una me- ra­vi­glio­sa bam­bi­na, Lea de Sei­ne, che il 24 mag­gio com­pi­rà 24 me­si, è an­che ve­ro che mol­te don­ne che la­vo­ra­no nel­la re­da­zio­ne di Gen­te - il cam­pio­ne rap­pre­sen­ta­ti­vo dell’uni­ver­so fem­mi­ni­le per chi scri­ve - si sa­reb­be­ro vo­len­tie­ri se­du­te da­van­ti al pia­no ac­can­to al bel Coo­per, che mol­te di lo­ro e mi­lio­ni di al­tre don­ne nel mon­do, pur con qua­le di­stin­guo - sta me­glio con la bar­ba o sen­za, con i ca­pel­li lun­ghi o cor­ti - han­no pro­cla­ma­to uo­mo dei so­gni.

Trat­ti so­ma­ti­ci a par­te, per il­lu­stra­re il ve­ro se­gre­to di Brad­ley Coo­per, or­mai in­co-

ro­na­to so­vra­no in­con­tra­sta­to del fa­sci­no ma­de in Hol­ly­wood, bi­so­gna tor­na­re in­die­tro di tren­ta­quat­tro an­ni. Spo­star­si ideal­men­te a Fi­la­del­fia, sul­le spon­de del fiu­me De­la­ware, do­ve nel 1776 ven­ne fir­ma­ta la Di­chia­ra­zio­ne d’in­di­pen­den­za de­gli Sta­ti Uni­ti e do­ve le ca­re vec­chie tra­di­zio­ni del po­po­lo ame­ri­ca­no, quel­lo sto­ri­ca­men­te com­po­sto da migranti ar­ri­va­ti quei da mez­zo mon­do, so­no più con­so­li­da­te. Coo­per è il clas­si­co pro­dot­to del me­tic­cia­to d’ol­treo­cea­no: pa­pà ir­lan­de­se, Char­les, bro­ker fi­nan­zia­rio nel­la ban­ca d’af­fa­ri Mer­rill Lyn­ch, scom­par­so nel 2011, e mam­ma italo-ame­ri­ca­na, Glo­ria Cam­pa­no. On­ni­pre­sen­te, al­ta nean­che la me­tà di lui, è l’esem­pio clas­si-

co del­la chioc­cia ita­lia­na, af­fian­ca­ta nell’edu­ca­zio­ne del fi­glio Brad­ley da un al­tro clas­si­co tri­co­lo­re: i nonni. Si chia­ma­va­no An­ge­lo e Assunta. Na­po­le­ta­no lui, abruz­ze­se lei, so­no lo­ro che han­no for­ma­to il ca­rat­te­re dell’attore. «Da mio non­no, che fa­ce­va il po­li­ziot­to, ho im­pa­ra­to l’im­por­tan­za di un sor­ri­so, l’amo­re per la fa­mi­glia e quel com­ples­so di va­lo­ri mo­ra­li, la giu­sti­zia e l’one­stà pri­ma di tut­to, che og­gi fan­no to­tal­men­te par­te di me. Da mia non­na la pas­sio­ne per la cu­ci­na. Lei era na­ta in un pic­co­lo pae­se, Ri­pa Tea­ti­na, in pro­vin­cia di Chie­ti, e pre­pa­ra­va i piat­ti ti­pi­ci del­la tra­di­zio­ne lo­ca­le. Li ho ama­ti tan­to, i miei nonni, an­che per­chè abi­ta­va­no vi­ci­no a ca­sa no­stra. E io pas­sa­vo in­te­re gior­na­te con lo­ro. Par­la­va­no so­lo in ita­lia­no. E an­che og­gi, per quan­to io non l’ab­bia mai im­pa­ra­ta, è una lin­gua con cui ho mol­ta fa­mi­lia­ri­tà».

Mam­ma Glo­ria e e il sa­no spi­ri­to ita­lia­no sem­pre sta­ti ac­can­to a Brad­ley sin dal suo esor­dio ci­ne­ma­to­gra­fi­co, av­ve­nu­to nel 2001, do­po che il ra­gaz­zo ave­va pre­so - al­tro obiet­ti­vo ca­ro al­le mamme del­lo Sti­va­le - il “fa­mo­so pez­zo di car­ta”, la lau­rea in let­te­ra­tu­ra al­la Geor­ge­to­wn Uni­ver­si­ty. Ma non sa­ran­no i li­bri il suo fu­tu­ro. In lui era an­co­ra ni­ti­do il mo­men­to in cui suo pa­dre gli fe­ce ve­de­re per la pri­ma vol­ta The Ele-

phant Man di Da­vid Lyn­ch: lì Brad­ley ca­pì che nel­la sua vi­ta ci sa­reb­be sta­ta la mac­chi­na da pre­sa. Si tra­sfe­ri­sce a New York, per man­te­ner­si fa il por­tie­re al Mor­gans Ho­tel, su Ma­di­son Ave­nue, e si fa no­ta­re da un pro­dut­to­re che gli of­fre il pri­mo ruo­lo in una pun­ta­ta del­la se­rie Sex and The Ci­ty. So­no gli an­ni in cui ap­pa­re in al­cu­ne po­po­la­ri com­me­dio­le ame­ri­ca­ne, ve­di La verità è che non gli pia­ci ab­ba­stan­za e A pro­po­si­to di Ste­ve, do­po al­cu­ne in­cur­sio­ni nel­le se­rie co­me Kit­chen Con­fi­den­tial e Nip/Tuck. Sa­rà poi l’in­con­tro con Ro­bert De Ni­ro a se­gna­re un pas­so di­ver­so per la sua car­rie­ra: gra­zie Li­mi­tless e Ame­ri­can Hu­stle - in en­tram­bi re­ci­ta con il gran­de di­vo - si apre per lui la se­rie A del cam­pio­na­to hol­ly­woo­dia­no. E con la no­to­rie­tà ar­ri­va­no an­che le sto­rie d’amo­re, una di se­gui­to all’al­tra. Sen­za so­lu­zio­ne di con­ti­nui­tà. Si par­te dal­la pri­ma e per ora uni­ca mo­glie: Jennifer Espo­si­to, at­tri­ce di NCIS, Mi­stress e Law and Or­der. So­no sta­ti spo­sa­ti per so­li cin­que me­si, da di­cem­bre 2006 a mag­gio 2007. Una ma­tri­mo­nio non pro­prio fi­ni­to be­ne, se si pen­sa che la Espo­si­to nel­la sua au­to­bio­gra­fia ha scrit­to: “Era di­ver­ten­te, in­tel­li­gen­te, ar­ro­gan­te, un mae­stro del­la ma­ni­po­la­zio­ne. Ave­va un la­to me­schi­no e fred­do, la no­stra re­la­zio­ne ri­guar­da­va so­lo lui e ciò di cui lui ave­va bi­so­gno”. Non fa no­mi, ma tut­ti han­no pen­sa­to che si trat­tas­se di Brad­ley. An­che per­ché cer­ti trat­ti ca­rat­te­ria­li sem­bra si sia­no ri­pre­sen­ta­ti in un’al­tra sto­ria im­por­tan­te per l’attore, quel­la con Re­née Zell­we­ger, du­ra­ta dal 2009 al 2011. Per lui Brid­get Jo­nes sa­reb­be sta­ta pron­ta a da­re una bru­sca fre­na­ta al­la pro­pria car­rie­ra e a se­guir­lo nei suoi im­pe­gni ci­ne­ma­to­gra­fi­ci. Uni­ca con­di­zio­ne: il ma­tri­mo­nio. Ma lui, già scot­ta­to dal­la pre­ce­den­te espe­rien­za, avreb­be det­to un so­no­ro no gra­zie. Ri­sul­ta­to: ad­dio. Poi per due an­ni ci ha pen­sa­to l’at­tri­ce e bal­le­ri­na Zoe Sal­da­na a scal­dar­gli il cuo­re e quin­di è ve­nu­to il tur­no del­la mo­del­la bri­tan­ni­ca Su­ki Wa­te­rhou­se, 17 an­ni più gio­va­ne di lui. Mo­ra­le, i ruo­li si so­no in­ver­ti­ti: lui vo­le­va la fam­ni­glia, lei sfi­la­re. Ora, con Iri­na, Brad­ley ha rag­giun­to la qua­dra.

CON QUE­STO ANGIOLETTO HA FINALMENTE CORONATO IL SO­GNO DI DI­VEN­TA­RE GENITORE

...PERFETTI AN­CHE CASUAL New York (Sta­ti Uni­ti). Brad­ley e Iri­na in ae­ro­por­to, stu­pen­di an­che in ver­sio­ne casual. Lui in snea­kers e piu­mi­no e lei in cappotto dop­pio­pet­to.

FAN­TA­STI­CI SUL RED CAR­PET... Coo­per con la top mo­del Iri­na Shayk, 33 an­ni, sua com­pa­gna dal 2015, al­la not­te de­gli Oscar. Lei in­dos­sa­va un abi­to di Bur­ber­ry con pro­fon­do scol­lo sul­la schie­na.

BAR­BA INCOLTA, SOR­RI­SO MA­LIN­CO­NI­CO Los An­ge­les (Sta­ti Uni­ti). Brad­ley Coo­per, 44 an­ni, ai Guild of Ame­ri­ca Awards ele­gan­tis­si­mo in smo­king. Con que­gli oc­chi ce­ru­lei, la bar­ba non trop­po lun­ga e il pe­ren­ne mez­zo sor­ri­so fa im­paz­zi­re le don­ne di tut­to il mon­do.

CON­VIN­CEN­TE ROCK STAR Brad­ley suo­na la chi­tar­ra in una sce­na del film A star is born in cui in­ter­pre­ta Jack­son Mai­ne, un can­tan­te rock dal pas­sa­to dif­fi­ci­le. In un bar, do­po un con­cer­to, in­con­tra Al­ly (La­dy Gaga), ta­len­tuo­sa mu­si­ci­sta, e per lei per­de la te­sta.

NEI SELFIE NON SI SCOMPONE Palm Springs (Sta­ti Uni­ti). Brad­ley Coo­per rie­sce sem­pre a man­te­ne­re un aplomb im­pec­ca­bi­le, per­si­no in una si­tua­zio­ne co­me que­sta, in cui vie­ne as­se­dia­to dai fan per un selfie.

IL MA­TRI­MO­NIO CON JENNIFER È DURATO 150 GIOR­NI Los An­ge­les (Sta­ti Uni­ti). Coo­per con la mo­glie Jennifer Espo­si­to, og­gi 45 an­ni, ai TNT Broa­d­casts An­nual Screen Ac­tors Guild Awards del 2006. All’epo­ca era­no ma­ri­to e mo­glie, ma du­rò po­co: so­no sta­ti spo­sa­ti dal di­cem­bre di quell’an­no a mag­gio 2007. An­co­ra og­gi non si par­la­no.

L’AT­TRA­ZIO­NE CON LA­DY GAGA È SO­LO UNA FINZIONE? Due im­ma­gi­ni che mol­to rac­con­ta­no del rap­por­to tra Brad­ley e La­dy Gaga, 32 an­ni, che in­sie­me han­no gi­ra­to A star is born. A si­ni­stra - con lo­ro c’è Ste­ven Spiel­berg, 72 - lei lo guar­da in­ten­sa­men­te. A de­stra, si scam­bia­no bat­tu­te. C’è chi di­ce che tra i due sia scop­pia­ta la pas­sio­ne du­ran­te le ri­pre­se. Gaga smen­ti­sce.

IL GUERRIERO DI­VEN­TA TE­NE­RO New York (Sta­ti Uni­ti). Brad­ley Coo­per con Lea De Sei­ne, 2 an­ni il 24 mar­zo, la bim­ba avu­ta da Iri­na Shayk. L’attore, che è di­ven­ta­to fa­mo­so an­che per film co­me Ame­ri­can sni­per, in cui era un cec­chi­no in­fal­li­bi­le, qui ap­pa­re di una te­ne­rez­za qua­si com­mo­ven­te.

AN­CHE CON I I BIGODINI È AFFASCINANTE Il nuo­vo sex sym­bol sul set di Ame­ri­can Hu­stle - L’ap­pa­ren­za in­gan­na, un film di qual­che an­no fa in cui ha re­ci­ta­to con Ro­bert De Ni­ro. Brad­ley ave­va i bigodini per­ché se­con­do il re­gi­sta il suo per­so­nag­gio do­ve­va ave­re trat­ti fan­ciul­le­schi.

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