CHE FI­NE HA FAT­TO L’UMA­NI­TÀ?

GENTE - - La Posta Dei Lettori -

Ca­ro di­ret­to­re, ho let­to che a To­ri­no due di­sa­bi­li in se­dia a ro­tel­le, pa­dre e fi­glio, so­no sta­ti in­vi­ta­ti a scen­de­re da un tram per­ché, per que­stio­ni di si­cu­rez­za, non può es­se­re tra­spor­ta­ta più di una se­dia a ro­tel­le per vol­ta. Va bene, è il re­go­la­men­to. E i co­di­ci di si­cu­rez­za van­no ri­spet­ta­ti. Ma quel­lo che mi ha scon­vol­to è che mol­ti tra i pas­seg­ge­ri han­no in­sul­ta­to i due di­sa­bi­li per­ché il tram è do­vu­to ri­ma­ne­re fer­mo a lun­go. Ma dov’è finita l’uma­ni­tà? Sa­rah Fir­met­ti Ca­ra Sa­rah, non so do­ve sia finita l’uma­ni­tà, ma cer­to so­no sem­pre più fre­quen­ti gli epi­so­di che ci fan­no te­me­re che sia mer­ce ra­ra. Pen­so che qual­cu­no, su quel tram, avreb­be do­vu­to al­za­re la vo­ce in­di­gna­to. E pen­so an­che che un Pae­se ci­vi­le e mo­der­no deb­ba at­trez­zar­si in mo­do che due di­sa­bi­li sul­lo stes­so tram pos­sa­no tro­va­re po­sto. Mi sem­bra il mi­ni­mo.

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