LA VEN­DET­TA DEL­LA TELEIMBONITRICE

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NEL 2010 AVREB­BE FAT­TO PICCHIARE UN AL­TRO EX FI­DAN­ZA­TO

L’HAN­NO AR­RE­STA­TA MEN­TRE ERA PRON­TA A PAR­TI­RE PER IL BRA­SI­LE

Lei, Car­me­li­na per gli ami­ci, era sta­ta spo­sa­ta con un no­to gio­iel­lie­re ge­no­ve­se. Ne­gli an­ni No­van­ta, in­sie­me con il ma­ri­to, ave­va vi­sto le po­ten­zia­li­tà del­le te­le­ven­di­te e si era lan­cia­ta su Re­te A, do­ve le tra­smis­sio­ni in cui pro­po­ne­va gio­iel­li era­no tra le più se­gui­te: la re­gi­na del­le te­le­ven­di­te, que­sto il so­pran­no­me che si era gua­da­gna­to. Do­po la fi­ne del ma­tri­mo­nio, nel 2008, Car­me­li­na ave­va aper­to un Ban­co dei pe­gni in­ve­sten­do an­che in al­tri eser­ci­zi com­mer­cia­li. «Una donna sem­pre ben te­nu­ta, truc­ca­ta ed ele­gan­te», rac­con­ta­no i vi­ci­ni. Guai pe­rò a far­la ar­rab­bia­re. Sul suo pro­fi­lo Fa­ce­book Car­me­li­na ave­va scrit­to di pen­sa­re a lei co­me a una “donna d’ono­re”, af­fer­ma­zio­ne che ave­va fat­to in­fu­ria­re pro­prio Cam­ma­ra­ta: «Ma sei mat­ta? Co­sì ci fai fi­ni­re nei guai», le avreb­be det­to in­ti­man­do­le di can­cel­la­re il mes­sag­gio. Ar­lot­ta, poi, rac­con­ta di quan­do la donna avreb­be or­di­na­to il pe­stag­gio di un al­tro suo ex, Gian­ni Cal­vo, fi­ni­to nel 2010 al Pron­to soc­cor­so di Ge­no­va con le brac­cia frat­tu­ra­te.

È a que­sto pun­to che nel­la vi­ta di Car­me­la ap­pa­re Astrit La­maj, 17 an­ni più gio­va­ne di lei, con qual­che pre­ce­den­te pe­na­le. I due avreb­be­ro avu­to una re­la­zio­ne. La sto­ria fi­ni­sce pre­sto per­ché Astrit pre­fe­ri­sce al­la Sciac­chi­ta­no una donna più gio­va­ne. «Un gior­no mi dis­se che al ter­mi­ne di una li­te lei lo ave­va mi­nac­cia­to pe­san­te­men­te. Gli ave­va det­to che se l’aves­se tra­di­ta c’era­no suoi ami­ci del­la ma­fia pron­ti a spez­zar­gli le gam­be e le brac­cia. E che quel­la stes­sa co­sa l’ave­va fat­ta con il pre­ce­den­te fi­dan­za­to», rac­con­te­rà nel mar­zo del 2013 il fra­tel­lo Adrian che, non aven­do più sue no­ti­zie da due me­si, de­ci­de di ri­vol­ger­si al­la Po­li­zia.

Astrit La­maj pe­rò era già mor­to. Se­con­do gli in­qui­ren­ti il com­man­do di kil­ler rie­sce ad at­ti­ra­re l’al­ba­ne­se in un ga­ra­ge di Mug­giò, in Brian­za, con la scu­sa del­la ven­di­ta di una par­ti­ta di dro­ga. Astrit vie­ne tra­mor­ti­to con un colpo di zap­pa e stran­go­la­to con un fi­lo di nylon. Per far spa­ri­re il cor­po, i si­ca­ri rag­giun­go­no il can­tie­re di un al­tro pae­se brian­zo­lo, Se­na­go, do­ve è in cor­so la ri­strut­tu­ra­zio­ne di un com­ples­so re­si­den­zia­le. Il ca­da­ve­re vie­ne get­ta­to in un poz­zo che in se­gui­to sa­rà mu­ra­to. Ed è lì che i ca­ra­bi­nie­ri, gui­da­ti dal­la testimonianza di Ar­lot­ta, che di quel com­man­do fa­ce­va par­te, han­no tro­va­to lo sche­le­tro.

Le ma­net­te so­no scat­ta­te ai pol­si di Car­me­la Sciac­chi­ta­no il 7 mar­zo pro­prio men­tre era all’ae­ro­por­to di Ge­no­va, pron­ta a de­col­la­re al­la vol­ta del Bra­si­le. «La no­stra clien­te è estra­nea ai fat­ti. Tra lei e La­maj c’era una sem­pli­ce co­no­scen­za, nes­su­na re­la­zio­ne sen­ti­men­ta­le», di­co­no i suoi avvocati.

Fran­ce­sco Gi­ro­ni

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