La dan­na­zio­ne de­gli chef sui­ci­di

Lu­cia­no Zaz­ze­ri è l’ul­ti­mo ad es­ser­si tol­to la vi­ta, tra­gi­co de­sti­no che da an­ni per­se­gui­ta i mae­stri cu­ci­nie­ri. «Il pe­so di do­ver es­se­re i mi­glio­ri può ri­sul­ta­re in­sop­por­ta­bi­le», di­ce il neu­ro­scien­zia­to Ce­ra­sa

GENTE - - Sommario - DI MARCO PA­GA­NI

Ha fat­to il ba­gni­no, il ma­ri­na­io e il pe­sca­to­re pri­ma di di­ven­ta­re uno dei re della cu­ci­na ita­lia­na. Lu­cia­no Zaz­ze­ri, in­fat­ti, con il suo lo­ca­le La Pi­ne­ta, a Ma­ri­na di Bib­bo­na, in pro­vin­cia di Li­vor­no, è di­ven­ta­to uno de­gli chef ita­lia­ni più ce­le­bra­ti e uno dei pun­ti di ri­fe­ri­men­to dell’ar­te cu­li­na­ria del no­stro Pae­se. Il ri­sto­ran­te di sua pro­prie­tà, ad­di­rit­tu­ra, era sta­to in­se­ri­to dal Fi­nan­cial Ti­mes, il più im­por­tan­te quo­ti­dia­no eco­no­mi­co-fi­nan­zia­rio della Gran Bre­ta­gna, nella li­sta dei mi­glio­ri da pro­va­re nel mon­do. Ec­co per­ché è ap­par­sa non solo scon­vol­gen­te ma in­spie­ga­bi­le e sor­pren­den­te la sua fi­ne: a 63 an­ni, il 17 mar­zo, chef Lu­cia­no si è sui­ci­da­to spa- ran­do­si con un fu­ci­le da caccia. Zaz­ze­ri non avreb­be la­scia­to al­cun bi­gliet­to per mo­ti­va­re il suo ge­sto. Sem­bra fos­se da qual­che tem­po in cu­ra da uno psi­co­lo­go per una for­ma di de­pres­sio­ne. Ma a quan­to pa­re, fi­no all’ul­ti­mo, nul­la po­te­va far im­ma­gi­na­re la tra­ge­dia. «So­no sta­to da lui il gior­no pri­ma della sua mor­te. Non mi so­no ac­cor­to che ci fos­se qual­co­sa che non an­da­va. Ab­bia­mo par­la­to e scher­za­to co­me al so­li­to. An­da­re da lui tra­smet­te­va quie­te, non ave­va nien­te a che fa­re con cer­ti chef ram­pan­ti: era umi­le, crea­ti­vo, ge­nia­le», rac­con­ta ora il fo­to­gra­fo Oli­vie­ro To­sca­ni, suo grande ami­co e clien­te fe­de­le, al pa­ri di al­tri vip, da Paolo Bo­no­lis a Bep­pe Gril­lo. Qual­co­sa di tre­men­do, in­ve­ce, Lu­cia­no Zaz- ze­ri lo ha con­di­vi­so con di­ver­si ce­le­bri col­le­ghi. Da tem­po, in­fat­ti, le cro­na­che rac­con­ta­no dei sui­ci­di, qua­si in serie, di di­ver­si chef ri­no­ma­ti che, sep­pu­re ca­ta­pul­ta­ti ad al­tis­si­mi li­vel­li di po­po­la­ri­tà e di in­fluen­za, spes­so di­ven­ta­no pre­da di un ma­les­se­re sub­do­lo le­ga­to al­la lo­ro stes­sa pro­fes­sio­ne. Un im­pe­gno dif­fi­ci­le e fa­ti­co­so: la­vo­ra­no a rit­mi fre­ne­ti­ci, sot­to­po­sti a un esame con­ti­nuo che ne met­te sem­pre in di­scus­sio­ne la crea­ti­vi­tà e ne ac­cre­sce all’in­ve­ro­si­mi­le lo sta­to d’an­sia. L’elen­co di chi non ha ret­to è lun­go. L’8 giu­gno 2018 si è sui­ci­da­to An­tho­ny Bour­dain, chef ame­ri­ca­no star di pro­gram­mi Tv, no­to in Italia an­che per la sua re­la­zio­ne sen­ti­men­ta­le con l’at­tri­ce Asia Ar­gen­to. Nel 2016 si è tol­to la vi­ta lo sviz­ze­ro Be­noit Vio-

lier, con­si­de­ra­to a 44 an­ni un fuo­ri­clas­se della cu­ci­na: il suo ri­sto­ran­te, quel­lo dell’Ho­tel de Vil­le di Cris­sier, vi­ci­no a Lo­san­na, in Svizzera, plu­ri­stel­la­to Mi­che­lin, era con­si­de­ra­to il migliore al mon­do. An­co­ra nel 2016 ha mes­so fi­ne al­la sua esi­sten­za l’ita­lia­no Be­nia­mi­no Ne­spor, ave­va 34 an­ni ed era l’astro na­scen­te della cu­ci­na ita­lia­na, crea­to­re di de­li­zie nel suo ri­sto­ran­te mi­la­ne­se Al Mer­ca­to. Fe­ce scal­po­re il ca­so, nel 2003, di Ber­nard Loi­seau: a 52 an­ni si uc­ci­se te­men­do un de­clas­sa­men­to da par­te della Gui­da Mi­che­lin del suo lo­ca­le, La Cô­te d’Or, a Sau­lieu, in Fran­cia. Co­sa po­treb­be es­se­re ac­ca­du­to nella men­te di al­cu­ni dei più emi­nen­ti chef del pia­ne­ta? Gen­te ha pro­va­to a chie­der­lo ad An­to­nio Ce­ra­sa, neu­ro­scien­zia­to del Cnr (Consiglio nazionale del­le ri­cer­che), che na­tu­ral­men­te in­di­ca del­le ipo­te­si che pos­so­no ri­guar­da­re chiun­que ven­ga a go­de­re di una ele­va­ta ce­le­bri­tà, non po­ten­do ela­bo­ra­re una dia­gno­si sul com­por­ta­men­to de­gli chef di cui stia­mo ri­cor­dan­do il de­sti­no. L’opi­nio­ne di Ce­ra­sa, pe­rò, è cer­ta­men­te in­te­res­san­te da ascol­ta­re vi­sto che è l’ar­te­fi­ce di una re­cen­te in­da­gi­ne, at­tua­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con la Fe­de­ra­zio­ne ita­lia­na cuo­chi: lo stu­dio­so, in­fat­ti, ha rac­col­to i da­ti di cir­ca 700 cuo­chi cer­can­do di cor­re­la­re lo sta­to di stress psi­co­fi­si­co con lo sta­to di sa­lu­te. La sua ri­spo­sta, in­som­ma, è ric­ca di spun­ti: «Il la­vo­ro del­lo chef, in ge­ne­ra­le, è mol­to par­ti­co­la­re e ne­ces­si­ta di una ana­li­si ap­pro­fon­di­ta. Da una par­te ab­bia­mo il for­te stress psi­co­fi­si­co a cui si è sot­to­po­sti du­ran­te le con­ti­nue gior­na­te di la­vo­ro, che in me­dia non scen­do­no mai sot­to le 60 ore set­ti­ma­na­li. Questa pres­san­te ri­chie­sta am­bien­ta­le può pe­rò con­ci­liar­si con il rag­giun­gi­men­to di tra­guar­di per­so­na­li che, se da una par­te riem­pio­no di sod­di­sfa­zio­ni, dall’al­tra au­men­ta­no le re­spon­sa­bi­li­tà. La sot­ti­le li­nea di de­mar­ca­zio­ne tra sod­di­sfa­zio­ne e re­spon­sa­bi­li­tà può non es­se­re col­ta dal­la per­so­na, che po­treb­be ri­ma­ne­re schiac­cia­ta dalle pres­sio­ni le­ga­te a una pro­fes­sio­ne con­ti­nua­men­te sot­to i ri­flet­to­ri», spie­ga a Gen­te An­to­nio Ce­ra­sa.

SE NE È AN­DA­TA UNA STELLA Ma­ri­na di Bib­bo­na (Li­vor­no). Lu­cia­no Zaz­ze­ri, 63 an­ni, reg­ge un pe­sce fre­sco, in­gre­dien­te ba­se della cu­ci­na che, nel 2006, fe­ce gua­da­gna­re al suo lo­ca­le una stella Mi­che­lin.Sot­to, la sa­la del ri­sto­ran­te Pi­ne­ta, di cui era chef e pro­prie­ta­rio. La­scia la mo­glie e due fi­gli, Da­nie­le e An­drea, con i qua­li ge­sti­va il ce­le­bre ri­tro­vo sul­la spiaggia.

IL CROLLO DEL MIGLIORE Be­noit Vio­lier (so­pra), chef fran­co-sviz­ze­ro, si è tol­to la vi­ta nel 2016. A so­li 44 an­ni gui­da­va la cu­ci­na del ri­sto­ran­te dell’Ho­tel de Vil­le di Cris­sier, in Fran­cia, al­lo­ra clas­si­fi­ca­to co­me il migliore del mon­do.

LA PRO­MES­SA ITA­LIA­NA Be­nia­mi­no Ne­spor, sui­ci­da nel 2016 a 34 an­ni, era cuo­co Al Mer­ca­to di Milano. A suo no­me è sta­ta isti­tui­ta una bor­sa di stu­dio per gio­va­ni chef.

TEMEVA DI PER­DE­RE L’EC­CEL­LEN­ZA Ber­nard Loi­seau, era lo chef a La Cô­te d’Or di Sau­lieu, in Fran­cia. Si spa­rò nel 2003 a 52 an­ni te­men­do il de­clas­sa­men­to della Gui­daMi­che­lin.

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